Il flop dei Verdi alle europee: la retorica Green ha stufato

Il flop dei Verdi alle europee: la retorica Green ha stufato

Il tracollo dei Verdi nell’europarlamento è ascrivibile soprattutto al flop in Germania e Francia, sorpresa invece in Italia.

Contrariamente a quanto accade da anni, dove in altri paesi il partito dei Vedi va piuttosto bene (specie in Germania e Francia), alle ultime europee è stato l’opposto.

Infatti, mentre in Italia l’Alleanza Verdi-Sinistra è stata la vera sorpresa della tornata elettorale (registrando il 6,7% dei consensi, complici anche le candidature di personaggi come Ilaria Salis, Francesco Emilio Borrelli o Mimmo Lucano), in altri paesi è andata piuttosto male.

E così, l’onda verde che nel 2019 aveva travolto molti partiti, tra cui Macron, nel 2024 è stata sostituita dall’onda nera dell’estrema destra. Segno questo che i vari problemi economici portati dalla Pandemia prima e dalla guerra in Ucraina poi, hanno cambiato le priorità e la sensibilità degli elettori rispetto al tema ambientalista.

A dirla tutta, sarà pure che certe tematiche hanno un po’ stufato, su tutte l’auto elettrica. Proposta con forza come la panacea di tutti i mali contro l’inquinamento, quando in realtà inquina a suo modo. Probabilmente, è un mantra sostenuto dai media foraggiati dagli Hedge found che stanno puntato sulla tecnologia finto-ambientalista.

I Verdi arretrano nell’Europarlamento

Come racconta Open, anziché avanzare sfruttando l’onda ambientalista di questi anni, i Verdi nell’Europarlamento perdono molti seggi.

Nella scorsa legislatura, i partiti ecologisti potevano contare su una delegazione di 71 eurodeputati. Per i prossimi cinque anni, dovranno accontentarsi di appena 52. Il crollo è da individuare soprattutto ai due paesi più importanti dell’Ue: Germania e Francia.

In quest’ultimo paese, i Verdi conquistarono il 13% dei consensi e 12 eurodeputati. In Germania i Grünen si imposero addirittura come il secondo partito più votato del Paese (con il 20,5%) e mandarono a Bruxelles e Strasburgo una maxi-delegazione di 25 europarlamentari. Ora invece sono venuti a mancare 19 eurodeputati, di cui nove della delegazione tedesca e sette di quella francese.

Oltre che grazie all’Italia, il tracollo è stato evitato anche grazie a Svezia e Danimarca, dove i Verdi hanno visto crescere i propri consensi e hanno eletto tre eurodeputati ciascuno. Nei Paesi Bassi, la coalizione rossoverde si è imposta come primo partito a livello nazionale, eleggendo cinque eurodeputati nelle fila dei socialisti e quattro in quelle dei Verdi. Hanno eletto eurodeputati anche paesi piccoli come Lettonia, Croazia, Slovenia (tutti con un eurodeputato ciascuno) e la Lituania con 2.

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Pubblicato da Vito Andolini

Appassionato di geopolitica e politica nazionale.

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