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IL CLAN DEI CAMORRISTI SI’, GOMORRA NO, LO STRANO GUSTO DEI NAPOLETANI

Data ultima modifica: 19 Marzo 2013

LA FICTION SU CANALE HA REGISTRATO UNA MEDIA DI 4 MILIONI DI SPETTATORI ED E’ MOLTO APPREZZATA DAI PARTENOPEI. IL LIBRO DI SAVIANO HA INVECE INCASSATO MOLTE CRITICHE, COME LA FICTION AD ESSA ISPIRATO
Venerdì prossimo andrà in onda l’ottava e ultima puntata della Fiction Il Clan dei camorristi, in onda su Canale 5 in prima serata, ispirata alle vicende del clan dei Casalesi. Una serie Tv che ha riscosso un discreto successo, facendo registrare una media di share pari al 16% e ascolti medi intorno ai 4 milioni di spettatori. Il venerdì sera basta girare per le strade, nei bar, nelle cornetterie o nelle grafferie di Napoli e provincia, e ci si rende conto di quanto essa piaccia alla gente. Ovunque è facile captare la voce di qualche attore protagonista, sirene della Polizia, sparatorie. Che per una volta almeno provengono dalla Tv. Un fenomeno strano, se invece si considera come sia stato criticato dal popolo il libro di Roberto Saviano, Gomorra; come noto apprezzato in tutto il Mondo, eccetto (o comunque molto di meno) a Napoli e Caserta. 

IL TRATTAMENTO RISERVATO A SAVIANO – L’accusa più diffusa è che esso screditi la Campania in tutto il Mondo, e, cosa ancor più grave, che il buon Roberto ci si sia arricchito. Dimenticando però che quest’ultimo è costretto a girare da anni sotto scorta e fittare continuamente nuovi “buchi” in cui vivere sparsi per l’Europa, per non dare punti di riferimento ai malavitosi.
Proprio come un latitante, uno di quelli che ha eroicamente sfidato solo con la forza del proprio intelletto. 
Anche la Fiction ispirata al film ha trovato obiezioni e critiche, perfino dalle stesse istituzioni locali. Resta ancora impressa la scritta sullo striscione apparso durante un Convegno organizzato dal Presidente della Municipalità, Angelo Pisani (il quale non perde mai occasione per farsi pubblicità. Vedesi il convegno organizzato in occasione del recente ritorno di Maradona a Napoli): “SCAMPIA-moci da Saviano”.
PERSONAGGI E LUOGHI –   “Il clan dei camorristi” è stato girato tra la Campania e l’Agro Pontino. E’ stato diretto a quattro mani da Alexis Sweet e Alessandro Angelini, mentre la sceneggiatura è stata scritta da Daniele Cesarano, Claudio Fava e Barbara Petronio.
I personaggi, che hanno nomi di fantasia molto simili agli originali, sono ispirati a personaggi di quel tempo realmente esistiti, che hanno combattuto la camorra o ne hanno fatto parte. Ecco la lista:
Andrea Esposito: Raffaele Cantone
Antonio Vescia: Antonio Bardellino
Francesco Russo: Francesco Schiavone
Ciccio Capuano: Francesco Bidognetti
Vincenzo De Marchi: Vincenzo De Falco
Antonio Ruggero: Mario Iovine
Rosa Russo: Giuseppina Nappa
Luigi Marino: Luigi Basile
Marco Esposito: Salvatore Nuvoletta
Don Palma: Giuseppe Diana
Paride Guarino: Paride Salzillo
Ernesto Vescia: Ernesto Bardellino
Avvocato Scalzone: Aldo Scalzone
Nicola Sorrentino: Nicola Cosentino
Beppe D’Angelo: Antonio Iovine
Michele Zagali: Michele Zagaria
Renato De Gregorio: Renato Natale
La città di Castello di Aversa, paese immaginario dove è ambientata la fiction, si riferisce ad un paesino nel casertano, San Cipriano d’Aversa, paese di nascita di Antonio Bardellino e roccaforte dei Casalesi. Un nome che ha suscitato le critiche del Sindaco e degli abitanti di Aversa.
LA TRAMA DE IL CLAN DEI CAMORRISTI– Racconta la storia della camorra dagli anni ’80 alla fine degli anni Novanta (1998). Si va dalla sconfitta di Cutolo e della Nuova Camorra Organizzata, all’avvento di nuove famiglie e di una nuova spregiudicata dimensione criminale e affaristica della camorra. Il testimone di questa parabola criminale è Francesco Russo detto “O’ Malese” (interpretato da Giuseppe Zeno). Dal suo paese, nel casertano, l’uomo muove alla conquista della Campania, s’introduce nei palazzi della politica romana, porta i denari della Famiglia nel nord Italia. Con lui la camorra fa il definitivo salto di qualità: nel giro di pochi anni non c’è appalto, non c’è opera pubblica, non c’è cantiere sul territorio che non siano destinati a ingrassare le casse dell’organizzazione. E se c’è da trarre profitto anche dall’avvelenamento della propria terra, O’ Malese e i suoi non si tireranno indietro: il grande business dei rifiuti tossici diventa la chiave per costruire un asse criminale e finanziaria tra il nord e il sud. Ma nelle serie si vede anche l’Italia che non si piega e che continua a macinare il proprio mestiere e i propri doveri, consapevole che la camorra non è più solo una banda di malavitosi: è ormai un sistema di potere criminale con radici ben salde e profonde nel paese. Contro questo sistema si batte Andrea Esposito (Stefano Accorsi), nato in provincia di Caserta, ma cresciuto al nord. Un’anima divisa in due tra l’amore per la propria terra e la rabbia per la devastazione che ha dovuto subire. La sua determinazione nella lotta contro la camorra gli costerà un prezzo altissimo: il fratello Marco, carabiniere, sarà ucciso dal Malese nel tentativo di piegare la sua ostinazione a combattere la malavita.
BASSO LIVELLO SOCIALE E DI ISTRUZIONETvBlogha tracciato un profilo medio degli spettatori che hanno seguito la Fiction. I dati che più ci interessano solo la classe sociale e il livello di istruzione.
Nella fiction interpretata, fra gli altri, da Stefano Accorsi vediamo che il pubblico è composto per l’8,18% dalla classe AA, per il 19,31% dalla BA, 39,52% MB, 6,34% AB e per il 26,18% dalla classe MA. Dunque a prevalere sono le classi medio-basse (58,83%).
Per livello d’istruzione abbiamo per il 5,80% nessuna, 26,79% elementare, 37,73% media inferiore, 26,66% media superiore e per il 3,01% da chi ha conseguito la laurea. Dunque, anche il livello di istruzione è medio-basso (64,52%).
PIU’ VISTO IN CAMPANIA – La regione in cui la fiction Taodue ottiene lo share più alto risulta essere la Campania con il 43,85% di share, seguita dalla Basilicata e dalla Calabria con il 30,87% di share. Proprio tra le Regioni più interessate dal fenomeno della criminalità organizzata.
La regione in cui ottiene la percentuale di share più bassa è il Trentino Alto Adige con il 3,39%, seguito dalla Liguria con il 4,82%, quindi dalla Toscana con il 4,9% di share.
Come noto, la prima serie Tv che ha sceneggiato le vicende delle criminalità organizzate fu La Piovra, di discreta qualità cinematografica anche per la presenza di attori di prestigio quali Michele Placido e Remo Girone, rispettivamente nei panni del Commissario Cattani e del boss Tano Cariddi. Le recenti, invece, sembrano più una buffa parodia di fenomeni nella realtà crudeli, complessi e spietati. Proprio come ben descritti dal vituperato libro Gomorra.
Comunque, come si dice: “dove c’è gusto, non c’è perdenza”. Ma ignoranza a volte sì…

0 Risposte a “IL CLAN DEI CAMORRISTI SI’, GOMORRA NO, LO STRANO GUSTO DEI NAPOLETANI”

  1. bisogna però dire che in generale il dramma interessa piu' delle 'buone notizie'. allo stesso modo spesso ci si incuriosisce piu' per il 'male' che per il 'bene'. detto questo ho comunque capito la relazione con il discorso datto anche ieri con Luca Scialò e purtroppo va detto che stiamo rovinati. ciao!

  2. Dopo l'avvento di scarface un film(sopravvalutato) di Brian De Palma,il popolo dei fan della tigre della Malesia colpisce ancora!Grande clamore per la fiction(l'operetta da tre soldi)che si candida con sette oscar al festival della campania

  3. Trovo poco interessante sia la fiction che i protagonisti… però "dove c'è gusto non c'è perdenza, ma ignoranza a volte si "

  4. Tu dunque hai visto qualche spezzone? Anch'io ognoi tanto giusto per capire il livello. Almeno su face book non si vedono frivole note di immagini della fiction come x l'Onore ed il Rispetto!

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