I RESPONSABILI DEI CRIMINI NELLA EX JUGOSLAVIA NON PAGHERANNO MAI SUL SERIO

I RESPONSABILI DEI CRIMINI NELLA EX JUGOSLAVIA NON PAGHERANNO MAI SUL SERIO

Biljana Plavsic, ex presidente dei serbi di Bosnia Erzegovina condannata nel 2003 a 11 anni di reclusione per crimini contro l’umanità commessi durante la guerra in Bosnia Erzegovina, è stata rilasciata in Svezia, dove scontava la pena cui l’aveva condannata il Tribunale penale internazionale per i crimini di guerra nella ex Jugoslavia.
Plavsic, 79 anni, ha scontato la pena nel carcere di Hinseberg, 200 chilometri ad ovest di Stoccolma. La Svezia aveva recentemente comunicato alla corte dell’Aja della possibilità di un rilascio anticipato per la Plavsic, mossa alla quale la Corte non si era opposta.

La Plavsic aveva riconosciuto le proprie responsabilità in quanto vice presidente dell’autoproclamata repubblica serba di Bosnia nella campagna di persecuzione e pulizia etnica attuata dalle forze serbe contro i musulmani e i croati della ex repubblica jugoslava, la quale portò alla morte di 100.000 persone tra il 1992 e il 1995. Plavsic era diventata presidente della “Republika Srpska” nel 1996 dopo la fine della guerra e la fuga di Radovan Karadzic. Si consegnò volontariamente ai giudici dell’Aja nel 2001 e nell’ottobre del 2002 ha ammesso a propria colpevolezza. Gesto che l’ha salvata a quanto pare.
Radovan Karadzic, arrestato nel luglio del 2008 dopo anni di clandestinità ha invece visto da poco iniziare il suo processo presso l’Aja; processo che però è stato già rinviato due volte poiché l’imputato non si è presentato, né vuole un avvocato. I giudici hanno comunque fatto sapere che il processo andrà avanti, con o senza un avvocato d’ufficio per Karadzic, ma soprattutto, con o senza quest’ultimo, imputato principale. Pare però che si sia convinto a collaborare.
Nel 1989 fu tra i protagonisti della fondazione in Bosnia Erzegovina del Partito Democratico Serbo (Srpska Demokratska Stranka) che si proponeva di proteggere e rafforzare gli interessi dei serbi di Bosnia Erzegovina. Il 3 marzo 1992 un referendum cui avevano partecipato solo i croato-bosniaci e i bosniaci musulmani (mentre era stato boicottato dai serbi di Bosnia), sancì l’indipendenza della Repubblica dalla Jugoslavia. Poco più di un mese dopo la Bosnia Erzegovina venne riconosciuta dall’Onu come stato indipendente e sovrano, ma i serbi di Bosnia non riconobbero il nuovo Stato e proclamarono la nascita nei territori a prevalenza serba della Repubblica Serba (Republika Srpska), di cui Karadzic divenne Presidente.
E’ accusato di aver ordinato la “pulizia etnica” di popolazioni bosniache e croate. La doppia accusa di genocidio nei suoi confronti è collegata a due terribili momenti del conflitto: la strage di Srebrenica e l’assedio di Sarajevo. Stragi che mostrarono ancora una volta l’impotenza e l’inefficienza dell’ONU.
A distanza di quasi 15 anni dalla fine di quelle tragiche pagine della storia jugoslava e dell’umanità in generale, non è ancora stata fatta giustizia; con una responsabile che ha scontato solo 9 anni di carcere, e un altro responsabile che, dopo essere riuscito a scappare per oltre 10 anni, ora sbeffeggia il Tribunale penale internazionale contro i crimini di guerra nella ex Jugoslavia (Aja), non presentandosi agli appelli.

(Fonti: LaRepubblica, Wikipedia)

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