I GIA’ POCHI POSTI LETTO NEI NOSTRI OSPEDALI SARANNO ULTERIORMENTE TAGLIATI

PER EFFETTO DELLA SPENDING REVIEW
Il numero dei posti letto nei nostri ospedali è già sensibilmente inferiore rispetto alla media europea. E dal prossimo dicembre lo sara’ ancora di più. Per effetto della Spending review è previsto infatti un taglio di 30mila unita’, distribuito in modo diverso tra le Regioni.

I TAGLI PREVISTI – Entro il 31 dicembre le Regioni, loro malgrado, dovranno indicare dove e come effettueranno la riduzione. In pratica, si dovrà passare nel prossimo triennio 2013-2015 dalla media nazionale attuale che prevede 4,2 letti ogni mille abitanti (di cui 3,6 per mille dei letti per acuti e 0,6 per mille per le lungodegenze), al rapporto di 3,7.

Non bisogna dimenticare, inoltre, che i recenti tagli si sommano alle “diete” già inflitte al comparto Sanità dell’ultimo decennio: in tutto quasi 45 mila posti letto tagliati dal 2000 al 2009, partendo dal rapporto posti letto/abitanti pari al 5,1 ogni mille abitanti di 12 anni fa.
Alcune regioni, come Emilia Romagna, Veneto, Toscana o Lombardia, si sono portate avanti e avendo già avviato una ristrutturazione della Sanità locale; mentre per altre si parte da zero. E sono quelle che già lamentano alti deficit di bilancio a dover fare i conti con gli interventi più drastici: i governatori di Lazio (-19,9%), Trentino (-20,9%) e Molise (-33,2%) dovranno affilare il bisturi.
In realtà, il documento redatto dal ministero della Salute parla soprattutto di “riconversione”, nell’intenzione di alleggerire le spese elevate dei posti letto, trasferendo ove possibile le prestazioni ai servizi territoriali.  Lo 0,7% dei posti disponibili serviranno per le terapie di lungodegenza e per i servizi di assistenza agli anziani. 
I tagli non vogliono essere indiscriminati, nel progetto di riduzione della spesa sanitaria si parla anche di abolire primariati-doppione, di tutelare le strutture con più esperienza, di occupare al meglio i letti di un reparto, arrivando almeno a un tasso di riempimento del 90%.
IL CONFRONTO CON L’UE –  La riduzione è stata attuata anche negli altri Paesi dell’UE, ma non in misura così pesante come in Italia, che rimane costantemente sotto la media dell’Europa a 27.
Nel 2000 la media italiana per posti per acuti (escluse dunque le lungodegenze) era infatti pari a 4,70 posti per 1000 abitanti, mentre la media UE era di 6,39. E, dieci anni, dopo nel 2009, si registrano le stesse proporzioni con l’Italia su una media di 3,6 letti per mille e l’Europa a quota 5,5 per mille.
Poco più della metà dei letti a disposizione in Francia, che nel 2009 segnano una media di 6,60 e meno della metà rispetto alla Germania, con 8,22 posti letto per acuti ogni 1000 abitanti (dati Eurostat).
(Fonte: Virgilio)
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