Anche Heidi accusata di discriminazione: in cosa avrebbe sbagliato per i Social

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Heidi, con la sua ingenuità, immersa nella natura, le sue guance rosse, è l’emblema dell’anti-modernità. Così dolce, calma, aperta al Mondo con la sua grande voglia di imparare e porsi domande.

Ispirata ad un romanzo del 1880 scritto dall’autrice svizzera Johanna Spyri e trasformata in cartone animato dallo studio di animazione giapponese Zuiyo Eizo nel 1974 (l’anno seguente però, per problemi finanziari, si scisse in 2 parti: Zuiyo e Nippon Animation), la serie animata Heidi in Italia per la prima volta fu trasmessa su Rai 1 nel 1978.

Già oggetto di alcuni simpatici Meme in passato che sfottevano Berlusconi prima (Heidi che accompagna Berlusconi verso una voragine) e Monti poi (il quale si lamenta con lei delle tasse introdotte dal Professore), ora però è sotto accusa addirittura per discriminazione. Vediamo cosa avrebbe combinato.

Perché Heidi accusata dai Social

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Come riporta SuperEva, il cartone animato Heidi in questi giorni è accusato di essere abilista. Cosa significa? In sostanza, l’abilismo è un termine con cui si intende la discriminazione di persone diversamente abili. Tutto è partito da un tweet dell’account blinkhbdl che ha pubblicato un video di una scena della serie animata.

Nel filmato Cip, un uccellino, si posa sul cane Nebbia. Nel raccoglierlo, Heidi esclama: “Oh Cip, tu sei un uccellino ritardato”. Il video si interrompe lì, ma è bastato quel ritardato per scatenare le polemiche.

C’è chi accusa il doppiaggio italiano, già in altri cartoni giapponesi a dir poco imbarazzante. Tanto da stravolgere addirittura le trame originali (su Youtube ci sono video che se ne occupano).

C’è poi anche chi evoca il personaggio di Klara, amica di Heidi costretta su una sedie a rotelle, perché affetta da poliomielite. Una scelta comunque importante per l’epoca dato che forse per la prima volta in un cartone veniva introdotta una persona diversamente abile.

Comunque, questo è il video, giudicate voi:

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