Guerra in Ucraina compie un anno: a che punto è la notte?

Un anno fa il nostro già stressato, ansioso e depresso risveglio veniva scosso da un’ulteriore brutta notizia. Come non bastassero quelle pervenuteci nei 2 anni precedenti mediante bombardamento mediatico, oltre alle notizie afferenti alla sfera privata e lavorativa. Ovvero, l’inizio della Guerra in Ucraina.

La Russia di Putin decideva di invadere il confinante paese bramoso di finire nelle braccia americane ed europeiste. E staccarsi così dai russi dopo oltre un secolo di sopraffazione.

Il presidente russo rispondeva così ad una duplice esigenza: riportare sotto la bandiera russa dei territori abitati prevalentemente da filo-russi (la cosiddetta regione del Donbass, costituita da tre stati autonomi, e l’isola di Crimea) e far capire agli occidentali che non avrebbe accettato di buon grado la perdita d’influenza su un altro paese ex sovietico. Come accaduto praticamente a tutti gli altri, finiti sotto la NATO.

Organo sovranazionale ancora esistente malgrado la sua controparte, Il patto di Varsavia, fosse stata sciolta con il crollo del muro di Berlino oltre trent’anni fa.

D’altronde, il presidente americano Joe Biden già nel 1997 vedeva l’Ucraina come possibile strumento per fare “uscire fuori l’orso russo” (qui il video). E l’America è penetrata gradualmente nel paese da quando è crollato il regime comunista, attendendo il ritiro di Angela Merkel sempre scettica sull’ingresso dell’Ucraina nella NATO – per non avere ostacoli sull’appoggio dell’Europa in questa operazione.

E così, come è solita fare quando cerca di rovesciare un governo locale che non le va a genio, l’America ha foraggiato i neonazisti locali. Rinverdendo anche vecchi miti, come quello di Bandera. Zelensky, insomma, non è altro che il burattino di turno. Il golpe di piazza Majdan del 2014 è stato lo spartiacque di tutto ciò.

La guerra in Ucraina non si però rivelata una guerra lampo. E va ancora avanti sconvolgendo ogni giorno il quadro internazionale e le nostre vite, almeno dal punto di vista economico.

Ma a che punto è la situazione della guerra in Ucraina?

Guerra in Ucraina a che punto è

Se durante i primi mesi la macchina della diplomazia si era accesa e stava funzionando, è stata definitivamente spenta nel mese di giugno e da allora l’occidente non accenna a volerla riaccendere. La Russia, dal canto suo, ha proceduto lentamente, senza voler accelerare le operazioni e provocare un’escalation. Tenendo sempre una porta aperta al dialogo, mai valicata dagli occidentali.

Nel frattempo, l’Ucraina ha gradualmente ottenuto il sostegno economico e militare dell’Occidente. Che ha, soprattutto da novembre scorso, iniziato ad incrementare il proprio appoggio bellico soddisfacendo i desiderata del presidente Zelensky. Inviando carri armati ed armi sempre più sofisticati. E le sue richieste proseguono ogni giorno.

Ciò ha dunque portato avanti lentamente la guerra in Ucraina, con i paesi europei, compresa l’Italia, che si sono sforzati di ridurre la propria dipendenza energetica dalla Russia. Mentre quest’ultima sta creando una nuova rete finanziaria e commerciale guardando all’Asia. Gettando le basi per un Nuovo ordine mondiale.

Ambiguo il ruolo di un’altra super potenza: la Cina. Che se da un lato ha incrementato i propri rapporti con la Russia, incassando anche il sostegno di Putin sulla questione Taiwan, dall’altro non vuole perdere le buone relazioni con l’Occidente. Soprattutto con i paesi europei, visto che i rapporti con gli americani si sono deteriorati da tempo, a partire dall’amministrazione Trump.

Chi sta vincendo la guerra in Ucraina

Molto interessante è il punto della situazione fornito dall’ISPI, l’Istitito per gli Studi di Politica Internazionale. Si può dire che la situazione è grosso modo la stessa da mesi, con gli ucraini che sono riusciti a recuperare terreno. Ma la Russia è riuscita a riportare sotto la propria sfera gli stati della regione del Donbass: Luhansk e Donetsk, nonché l’isola di Crimea. Come dimostra questa mappa:

Quindi, Putin ha già ottenuto ciò che voleva inizialmente. Tuttavia, è stata tagliata da fuori da ogni rapporto politico, economico, sportivo e militare con gli occidentali.

L’Ucraina però, dopo aver liberato a settembre 2022 Kharkiv che era sotto assedio dall’inizio della guerra (una cittadina che si trova proprio vicina al confine con la Russia) e aver fatto lo stesso con Kherson (che si trova invece al confine con la Crimea), adesso contrattacca proprio in quelle zone. Ma siamo sostanzialmente di fronte ad una guerra “di logoramento“, fatta di piccole conquiste e perdite di territori da parte di un frangente e dell’altro.

Ciò che si muove davvero sono le relazioni diplomatiche tra i paesi e la geopolitica internazionale.

Nelle prossime settimane bisognerà capire se, come si dice, la Bielorussia entrerà direttamente nel conflitto e non fornendo solo la propria disponibilità territoriale. E se la Russia allargherà le proprie mire espansionistiche per tutto il meridione ucraino, dunque fino a Odessa. E allargandosi perfino alla Moldavia.

Così come, dall’altra parte, bisognerà capire quali sono le reali intenzioni della Polonia, che secondo alcune indiscrezioni mirerebbe alla zona nord-occidentale dell’Ucraina, un tempo propria (l’attuale Leopoli). E cosa deciderà di fare la Cina, che sta iniziando anche a fornire droni e forse in futuro anche armi. Usa e Ue non hanno alcuna intenzione di avviare un tavolo della pace.

Il sentore però è che la guerra proseguirà ancora per diversi mesi e forse ancora uno o due anni.

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