GRILLO, IL BIN LADEN GENOVESE

NELL’ULTIMA CAMPAGNA ELETTORALE HA SPARATO CONTRO TUTTI, ANCHE CONTRO CHI NE HA CONDIVISO ALCUNE BATTAGLIE

E’ ancora chiamato comico, ma da anni ormai non lo è più. E’ un oratore, diciamo pure efficace, che nelle piazze, ma soprattutto sul web e qualche volta con messaggi televisivi, spara le sue realtà attaccando ora un avversario, ora un altro. Parlo di Beppe Grillo, i cui epiteti, il più delle volte pesanti e offensivi, sono rivolti non solo ai soliti avversari politici, ma anche a quanti hanno condiviso con lui delle battaglie.
Ormai è un politico a tutti gli effetti, e dunque è entrato in concorrenza anche coi leader di centro-sinistra, senza però dare loro possibilità di contraddittorio. Impacchetta un video col suo bel faccione capelluto e barbuto e lo lancia ora sulla Rai ora su La7. I destinatari dei suoi J’accuse incassano nello studio senza possibilità di potergli rispondere.
Non contando gli attacchi agli esponenti di centro-destra, considerandoli “normali”, vediamo le sue vittime “di sinistra”.

I POLITICI –  Ultima vittima delle sue offese Nichi Vendola, che durante un comizio a Bologna ha chiamato «busone» (come si chiamano in modo dispregiativo i gay in dialetto bolognese) ma ha anche aggiunto: «Vendola è un buco senza ciambella». Su Fassino: «A furia di frequentare salme si diventa salma. Tanto più che lui ha già quella faccia lì». Veltroni: «È come Topo Gigio. Poi va in Africa e scopre i malati di Aids. Torna qui e dice: la soluzione è mettere a tutti il preservativo. E lo dice lui, uno che il preservativo ce l’ha in testa da dieci anni». Dopo una puntata di Porta a porta: «Prodi ha l’Alzheimer». Sul suo blog (tra i primi nel pianeta per numero di accessi): «Ma il Presidente Napolitano è in salute? Posso avere, per favore, la sua cartella clinica?».
Poi ci sono le critiche senza offese, Bersani: «Uno che ha fatto il ministro del tutto. Occupandosi di farmacie, di tassisti… ma per carità». O come quella rivolta a Luigi De Magistris all’indomani della sua candidatura a Sindaco di Napoli. I due avevano anche condiviso alcune battaglie, specie nel 2009, finché Grillo ha scritto sul suo Blog: «Di errori ne ho commessi molti e purtroppo ne commetterò altri. Uno dei più imbarazzanti è stato Luigi De Magistris, eurodeputato grazie (anche) ai voti del blog, eletto come indipendente, che subito dopo per coerenza si è iscritto a un partito (l’Italia dei Valori, ndr) (…) Lasciare il lavoro incompiuto al Parlamento europeo non sarebbe un bel segnale (…) L’obiettivo era di avere un eurodeputato a Bruxelles e non in televisione. Fare luce sui capitali mafiosi in Europa e sui finanziamenti europei in Italia. Un lavoro che fatto a tempo pieno non consentirebbe neppure di vedere la famiglia».

GLI ATTACCHI A VERONESI, MONTALCINI, PERFINO SANTORO – Aveva così parlato di Umberto Veronesi all’indomani della sua nomina come Presidente dell’Agenzia per il Nuclerare: «Veronesi è un oncologo, un mestiere che con le centrali nucleari non ha nulla a che vedere. Un vecchio usato dalla politica e che sfrutta la politica. Un senatore del Pdmenoelle (…) E’ la faccia buona del cancro, un imprenditore della salute. Senza una buona diffusione degli inceneritori, infatti, a cosa servirebbero i suoi ospedali?».
Ne ha avute anche per Rita Levi Montalcini: «Rita Levi Montalcini? È una vecchia puttana», insinuando che la scienziata torinese abbia ottenuto il Nobel grazie a una ditta farmaceutica che materialmente le aveva comprato il premio.
Quanto ai giornalisti, Ad Annozero disse a Santoro (che sovente gli permette di lanciare i suoi messaggi): «Quelli che hai in studio, i politici, sono i volenterosi carnefici della democrazia. Dovresti chiuderla, la tua trasmissione!». Per un intervento a Exit, su La7: «Nessuno mi può contraddire. La dissociata D’Amico ha imitato lo stuoino Fabio Fazio e ha preso la pippite di Baudo». Ma come, pure Baudo?! Colui che lo ha scoperto artisticamente nel 1977, quando alla Rai – per quasi un quindicennio fino alla definitiva censura –  ci deliziava con i suoi monologhi sulla malapolitica. Bei tempi.

Malapolitica di cui parla ancor di più oggi, da Guru e Vate dell’anti-politica. Peccato che il suo Movimento cinque stelle, presentandosi alle elezioni, è diventato anch’esso un partito, pure con discreti risultati. Nelle ultime consultazioni amministrative ad esempio, contando solo le principali sfide, ha ottenuto il 5% a Torino, il 3% a Milano e addirittura il 10% a Bologna, facendo rischiare al centro-sinistra di andare al ballottaggio nella propria roccaforte (il candidato Pd Merola ha superato solo di pochi voti il 50%).
Chissà, ora che è un politico potrebbe cominciare a prendersela anche con sé stesso, sbraitando contro lo specchio del bagno.


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