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Nasce Governo Draghi: cosa rischiamo tra partiti genuflessi e alta finanza al governo

Oggi nasce ufficialmente il Governo Draghi, auspicato da quanti attendevano con ansia la fine del suo mandato come Presidente della Bce per salvare l’Italia. Certo l’intervista al Financial Times di marzo 2020 riportata qui, fa credere in un Draghi realmente keynesiano.

Ovvero, realizzatore di un governo che riportasse lo Stato in prima linea al fine di porre rimedio ai guasti del mercato. Proprio come John Maynard Keynes si contrappose con le sue teorie al liberismo estremo teorizzato da Jean-Baptiste Say, di fatto crollato con la Grande Depressione del 1929. Che ne smascherò tutte le debolezze.

Ma farsi illusioni è molto difficile, soprattutto guardando alla biografia di Mario Draghi. Membro del “Gruppo dei Trenta”, vale a dire il Gotha dell’élite mondiale che sta sopra il “Club Bilderberg” e ancora più su della “Commissione Trilateral”. Praticamente la Triade che compone «la piramide rappresentata dei tre centri studi fondati dal banchiere Rockefeller». Lo stesso che ha demolito le cure tradizionali e sdoganato le multinazionali farmaceutiche come riportato qui.

Draghi è lo stesso che ha ordinato la macelleria sociale degli ultimi 10 anni in Italia perpetuati dai vari governi in nome dell’Euro da salvare. E peggio ancora ha fatto in Grecia, quando è arrivato ad ordinare la chiusura dei bancomat tra giugno e luglio 2015 per spezzare le redini proprio paese che ha dato i natali alla democrazia. E che aveva eletto Tsipras per ribellarsi all’Austerity.
A completezza di informazione, stato anche manager di Goldman Sachs.

Ma forse la cosa che mi inquieta di più non è tanto che al posto dei tanti burattini alternatisi in questi anni, avremo direttamente Mangiafuoco a governarci. Bensì, il fatto che tutti i partiti si siano appiattiti e abbiano fatto cerchio intorno a lui. E così abbiamo insieme Lega e Pd, Leu e Forza Italia, Cinquestelle e Renzi. Europeisti, anti-europeisti, liberisti, sussidiaristi.

Tutti insieme appassionatamente intorno alla torta da spartirsi, eccetto la Meloni. Che forse per convenienza preferisce restarne fuori così da essere l’unica all’opposizione e avere lauti frutti quando si andrà a votare. Ammesso che in questo paese si voti ancora e qualcuno abbia ancora la voglia di andarci.

Detto questo, vediamo chi compone la squadra di governo di Draghi, tra ritorni e scelte inquietanti.

Nonché cosa dobbiamo aspettarci dal governo Draghi.

Ministri Governo Draghi chi sono

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Ecco la lista dei Ministri del governo Draghi, riportata dall’Huffington Post:

MINISTERO DELL’INTERNO

confermata Luciana Lamorgese, 67 anni, già titolare del Viminale nel Conte 2, ex prefetto a Venezia e Milano. In contrasto con le politiche del precedente Ministro Salvini, che oggi è nel suo stesso governo.

MINISTERO DEGLI ESTERI

confermato Luigi Di Maio, 34 anni. Tra i responsabili del trasformismo dei Cinquestelle degli ultimi anni.

MINISTERO DI GRAZIA E GIUSTIZIA

Marta Cartabia, 57 anni, ex presidente della Corte Costituzionale.

MINISTERO DELLA DIFESA

confermato Lorenzo Guerini, 54 anni, esponente del Partito Democratico, ex presidente del Copasir.

MINISTERO DELL’ECONOMIA

Daniele Franco, 67 anni, dal 2013 al 2019 Ragioniere generale dello Stato e dal gennaio 2020 direttore generale della Banca d’Italia e presidente dell’Ivass. Sicuramente un uomo vicino a Draghi, ma era scontato.

MINISTERO DELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA

Roberto Cingolani, 59 anni, fisico, da fine 2005 presidente dell’Istituto Italiano di Tecnologia, dal 2019 Chief Technology and Innovation Officer di Leonardo Finmeccanica. Non certo un ambientalista insomma, si tratta del ministero voluto fortemente dai Cinquestelle e piazzato come condizione sine qua non per sostenere Draghi. Solito Ministero di facciata?

MINISTERO DELLA TRANSIZIONE DIGITALE

Vittorio Colao, 59 anni, dirigente d’azienda, ha guidato Vodafone e Rcs MediaGroup, prima di passare a Verizon. Nell’aprile 2020 è designato dal Governo Conte 2 per guidare la task force della cosiddetta “Fase 2” per la ricostruzione economica del Paese. Della quale però non si è mai avuta traccia.

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

Giancarlo Giorgetti, 54 anni, vice segretario della Lega, già sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel Conte 1. Il principale fautore dell’appoggio del Carroccio a questo governo, e Salvini pur di non perdere la guida del partito, ha dovuto obbedire. Anche per accontentare Luca Zaia, il cui potere nel partito è accresciuto dopo il plebiscito ottenuto alle ultime regionali.

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E TRASPORTI

Enrico Giovannini, 63 anni, ex presidente dell’Istat, già ministro del Lavoro del Governo Letta e attuale presidente dell’Asvis.

MINISTERO DELLO TURISMO

Massimo Garavaglia, 52 anni, esponente della Lega, già viceministro dell’Economia del Conte 1.

MINISTERO DEL LAVORO

Andrea Orlando, 52 anni, vice segretario del Partito Democratico, già ministro dell’Ambiente nel Governo Letta e della Giustizia nel Governo Renzi. Uno per tutte le poltrone insomma.

MINISTERO DELL’AGRICOLTURA

Stefano Patuanelli, 46 anni, esponente del Movimento 5 stelle, ex titolare dello Sviluppo Economico nel Conte 2. Nessuna conferma per Teresa Bellanova, tanto decantata da Renzi per il suo passato da bracciante.

MINISTERO DELLA CULTURA

Dario Franceschini, 62 anni, esponente del Partito Democratico, già titolare dello stesso Ministero nel Conte 2 e dal 2014 al 2018, nei Governi Renzi e Gentiloni. Un intoccabile insomma.

MINISTERO DELLE POLITICHE GIOVANILI

Fabiana Dadone, 37 anni, esponente del Movimento 5 stelle, titolare del Ministero della P.A. nel Conte 2. Anche se nessuno se ne è accorto.

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE

Patrizio Bianchi, 68 anni, direttore scientifico dell’Ifab, coordinatore della task force istituita dalla ministra Lucia Azzolina per la gestione della ripartenza scolastica. Per quest’ultima la rimozione era scontata, tra gaffe ma anche una situazione difficile da gestire causa Covid-19.

MINISTERO DELL’UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA

Maria Cristina Messa, 59 anni, ricercatrice di medicina nucleare, ex rettrice dell’Università Milano-Bicocca.

MINISTERO DELLA P.A.

Renato Brunetta, 70 anni, esponente di Forza Italia, già titolare dello stesso dicastero dal 2008 al 2011 nel Governo Berlusconi. Colui che finalmente iniziò a prendere provvedimenti sui nullafacenti del pubblico impiego.

MINISTRO DELLA SANITÀ

Roberto Speranza, 42 anni, segretario di Articolo Uno, in Parlamento con Liberi e Uguali, già titolare del Ministero nel Conte 2. La gestione incerta del Covid-19 non gli è costata il posto.

MINISTERO DELLA FAMIGLIA E DELLE PARI OPPORTUNITÀ

Elena Bonetti, 46 anni, esponente di Italia Viva, già titolare dello stesso dicastero nel Conte 2.

MINISTERO PER I RAPPORTI CON IL PARLAMENTO

Federico D’Incà, 45 anni, esponente del Movimento 5 stelle, già titolare del medesimo dicastero nel Conte 2.

MINISTERO PER GLI AFFARI REGIONALI E PER LE AUTONOMIE

Maria Stella Gelmini, 47 anni, esponente di Forza Italia, già ministro dell’Istruzione dal 2008 al 2011 nel Governo Berlusconi. Anche qui si tratta di un ritorno, dopo l’imbarazzante trascorso in quel ruolo.

MINISTERO PER IL SUD E PER LA COESIONE TERRITORIALE

a Mara Carfagna, 45 anni, esponente di Forza Italia, attuale vicepresidente della Camera, ex ministro delle Pari Opportunità dal 2008 al 2011 nel Governo Berlusconi. Torna dunque anche la Carfagna, voce critica dei forzisti ma tutto sommato sempre accontentata.

MINISTERO PER LA DISABILITÀ

a Erika Stefani, 49 anni, esponente della Lega, già titolare degli Affari regionali nel Conte 1.

SOTTOSEGRETARIATO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO

Roberto Garofoli, 54 anni, magistrato, giudice del Consiglio di Stato e condirettore della Treccani Giuridica.

Draghi ha contraccambiato Berlusconi?

partito animalista berlusconi agnello

Da notare poi come Berlusconi sia riuscito ad ottenere praticamente lo stesso numero di ministri degli altri, pur avendo ottenuto un risultato elettorale decisamente inferiore alle ultime elezioni politiche.

Probabilmente Draghi ha voluto contraccambiare il fatto che fu proprio il Cavaliere tra i principali supporter della sua investitura alla Bce. O forse ripagato del Golpe finanziario subito nel 2011…

Programma Governo Draghi

governo draghi programma

Cosa farà il Governo Draghi? Per ora, sono due le parole chiave enunciate dall’ex presidente di Bankitalia e Bce: Atlantismo ed Europeismo. Quindi, ovviamente, sarà un’Italia che dovrà stare con due piedi in Europa, con tutti i sacrifici che ciò comporterà. Avendo perso anche le forze critiche di Lega e M5S, votate per dare una svolta a ciò ed oggi passate anche esse dall’altra parte della barricata.

E poi atlantismo, quindi ritorno ad una alleanza genuflessa agli Usa e conseguente allontanamento nei confronti di Russia e Cina. Con tutte le conseguenze negative che ciò porterà per il nostro commercio e per le aziende italiane. Nonché per quei brandelli di prestigio internazionale che ci erano rimasti.

Ci sono i soldi del Recovery Fund da gestire, quindi si dovrebbero sbloccare 59 opere strategiche, maggiori finanziamenti alle imprese per fini occupazionali e possibile rivisitazione se non fine del Reddito di cittadinanza e delle politiche assistenziali.

Mario Draghi ha puntato l’accento anche sulla vaccinazione, con un piano preciso e certo fino ad ora inesistente. Ancora, spazio alla riforma della pubblica amministrazione e la presenza di Brunetta lascia ben sperare. Dovrebbe anche esserci la riforma della giustizia civile, attesa da anni, e la riforma del fisco. Sebbene Draghi abbia lasciato intendere che non ci sarà una Flat tax ma una riforma fiscale basata sulla fiscalità progressiva.

Ma restano i timori come quelli evidenziati da Fronte ampio:

  1. taglio alla spesa sociale, incluso le pensioni anticipate
  2. aumentare la pressione fiscale sul ceto medio, con la revisione delle rendite catastali e l’imposizione della patrimoniale ( IMU ) anche sulla prima casa
  3. sostegno alle banche, tagliando ulteriormente l’uso del denaro contante e sostenendole col denaro pubblico
  4. riduzione del costo del lavoro per le imprese, tagliando salari o comunque i contributi previdenziali
  5. rilanciare la previdenza sociale privata, di fatto sostituendo quella pubblica

Scarsa, oltre alla presenza di donne nel governo, anche quella di personalità provenienti dal Sud. Con la stragrande maggioranza proveniente dalla Lombardia e al secondo posto il Veneto. Come dimostra questo grafico posto feriamente dal Governatore della Lombardia Attilio Fontana:

governo draghi ministri chi sono

Altra nota dolente l’assenza di un Ministero dello sport. Una attività già messa normalmente ai margini, anche nelle scuole e profondamente colpirà dal Covid-19. Tra palestre chiuse e attività amatoriali vietate da ormai un anno.

Non dimentichiamo infine che, come ricorda Radio Radio, che da Presidente della Bce ha affidato gli stress test delle banche europee al più importante investitore internazionale proprio del settore bancario: il colosso americano Black Rock, generando un palese conflitto d’interessi. Ma la cosa non sorprende, dato che il vicepresidente di suddetta organizzazione siede con lui al G30.

Insomma. Good night e good luck. Ne abbiamo bisogno tutti.

Luca Scialò

Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere

Una risposta a “Nasce Governo Draghi: cosa rischiamo tra partiti genuflessi e alta finanza al governo”

  1. Il governo Draghi è forse il peggiore dell’era repubblicana- terza repubblica, ma cosa ci si poteva aspettare da un burocrate, purtroppo gradito a Mattarella!!!!!!
    Brunetta ministro. Che schifo!!!!!!!!Draghi non poteva fare scelta peggiore. Ma tutta la nuova squadra, tranne Speranza, è orribile.
    Tolto Speranza il nuovo governo è uno schifo. Così come l’ha voluto Mattarella che ha sponsorizzato Draghi e buttato al macero l’ottimo CONTE.

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