Giuseppe De Donno morto suicida: ucciso dalle pressioni mediatiche e sanitarie?

Giuseppe De Donno è stato trovato morto suicida in casa, a Eremo, frazione di Curtatone. Dove viveva con la moglie Laura e due figli: Martina (anche consigliera comunale nella stessa Curtatone) ed Edoardo.

Giuseppe De Donno, ex primario di Pneumologia dell’ospedale Carlo Poma di Mantova, è stato il pioniere della terapia sperimentale anti-Covid a base della trasfusione di plasma iperimmune. In pratica, aveva scoperto che i malati di Covid-19 potevano essere curati ottenendo le trasfusioni di sangue dai guariti dal nuovo Coronavirus.

De Donno aveva 54 anni e di recente si era dimesso dal suo ruolo all’ospedale di Mantova per intraprendere la professione di medico di base nel paese di Porto Mantovano.

Le circostanze della morte sono ancora ignare. Anche perché, stando alle prime dichiarazioni delle persone a lui più vicine, non aveva dato segnali tali da poter far ipotizzare un gesto del genere.

Tuttavia, non si può nascondere quanto ha subito De Donno da un anno a questa parte.

Giuseppe De Donno e le pressioni subite

giuseppe de donno foto
Foto da Youtg.net

Lungi da me il voler fare sciacallaggio mediatico o cercare per forza ragioni complottiste, ma è indubbio che il dottor De Donno aveva subito una esposizione mediatica e una pressione sanitaria molto evidente. Avevo parlato della terapia del plasma contro il Covid-19 qui e di come avesse subito anche l’attenzione dei NAS.

Lo stesso Giuseppe De Donno, sulla sua pagina Facebook ufficiale, aveva parlato di tentativo di scoraggiarlo. E c’è chi, avvicinatolo per tentare di strappargli una opinione e una informazione perché molto interessato alla stessa, come Massimo Mazzucco, parla di un uomo letteralmente distrutto dalla pressione subita.

Tra quanti sono stati in prima fila ad attaccare ed irridere De Donno c’è stato anche la Super Star dei virologi Roberto Burioni, che il primo aveva ben risposto affermando che parla come se avesse la verità in tasca. Inoltre, come riporta Il Messaggero, De Donno aveva sollevato a Le Iene un caso di conflitto di interessi di Burioni.

Nello stesso articolo si ricorda come lo studio pubblicato su Haematologica ha constatato una riduzione consistente del tasso di mortalità nei pazienti trattati con plasma di pazienti guariti dal coronavirus. Da una media precedente che oscillava tra il 13 e il 20% tra i pazienti con Covid-19 ricoverati in terapia intensiva, si è passati ad un livello del 6% una volta applicata la plasmaterapia.

In questa intervista a De Donno parla delle pressioni subite.

Qui invece sostiene con forza il suo operato dinanzi ai senatori della commissione Igiene e Sanità del Senato.

La morte di Giuseppe De Donno lascia amareggiati e sconcertati quanti vogliono affrontare la questione Covid-19 in modo diverso da come viene trattata quotidianamente dai principali media. Con un lavaggio del cervello costante, basato sulla paura. Lo stesso Draghi nell’ultima conferenza stampa ha espresso parole pesanti, dando praticamente degli assassini chi decide di non vaccinarsi.

O, comunque, nutre ancora dei dubbi sui vaccini. Dubbi sacrosanti, dato che non c’è una evidente letteratura scientifica alle spalle dei vaccini di nuova generazioni (alias quelli di Pfizer e Moderna, basati sull’mRna messaggero).

Che il suicidio (?) di De Donno non sia vano. Ma sia da sprono per continuare a cercare di difendere la verità.

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