Giorgia Meloni: i tanti cantanti contro di lei

Giorgia Meloni: i tanti cantanti contro di lei

La straripante vittoria di Giorgia Meloni non è andata giù a tanti, sebbene fosse nell’aria. Ennesima conferma di quanto sia inutile e controproducente per la sinistra, vera e presunta, evocare ogni volta il pericolo fascista. Quando il vero pericolo deriva dalle bollette di luce e gas che ci troviamo nella buca della posta, gli aumenti dei prezzi degli alimenti e il caro benzina.

Il mondo della cultura, se così si può chiamare ancora, è ovviamente scosso dall’affermazione di Fratelli d’Italia. Del resto, la sinistra ha preso l’egemonia e il monopolio degli ambiti culturali fin dal dopoguerra.

Particolarmente gementi, con le loro voci stonate se non corrette dagli artifici tecnologici di una sala prove, tanti cantanti sinistroidi. Che poi occorre anche capire cosa abbiano di sinistra questi personaggi, dall’alto dei loro conti correnti invidiabili e delle loro canzonette mai impegnate. Se non per allinearsi al politically correct dominante e poter restare nello star system.

Ecco un elenco, probabilmente neppure esaustivo, dei tanti cantanti che hanno reso noto tutto il loro disappunto anti-fascista per la vittoria della Meloni.

Tutti i cantanti contro la Meloni

All Music Italia ha stilato un elenco di molti cantanti che hanno manifestato le loro angosce e paure per la vittoria della Meloni. Sebbene qualcuno sia sicuramente sfuggito dato che sono molti e l’elenco andrebbe continuamente aggiornato.

Non si può non partire dal gruppo del momento, i Maneskin, che si stanno facendo valere nel mondo pur proponendo brani fin troppi simili ad altri del passato, cover di brani famosi, ed utilizzando look già visti negli anni ’70 e in linea con il politically correct. Il front-man Damiano, ha per esempio scritto

Questo è un giorno triste per il mio paese

Francesca Michielin, uscita pure lei da X Factor seppur da vincitrice, è stata molto dura su Twitter invocando l’inizio di una nuova Resistenza, citando quella contro i nazifascisti della Seconda Guerra Mondiale.

Lodo Guenzi, front-man del gruppo Lo Stato Sociale (quelli della “vecchia che balla” di Sanremo), ha pubblicato un lungo messaggio ai follower, accompagnato dalla foto del murales con la celebre frase “Sei bella come l’antifascismo”.

J-Ax, che superati gli “anta” ha scoperto che la droga fa male, i vaccini fanno bene e ha preso parte ai Talent show (con mio rammarico, visto che negli anni ’90 gli Articolo 31 mi piacevano molto), ha pubblicato un messaggio sibillino accompagnato dalla canzone Nazi Punk Fu*c off:

per guarire bisogna prima farsi gli anticorpi

E poi l’elenco continua con Eros Ramazzotti (che forse vuole recuperare dopo aver dato ragione alla Pausini nell’affaire Bella ciao), Chiara Galiazzo, Erica Mou, Francesco Bertoli, Marco Carta e Davide Papasidero.

Non poteva poi mancare Elodie, cantante italiana del momento, che già in questi mesi si era più volte schierata contro Salvini e Meloni. Loredana Berté aveva invece invitato Giorgia ad eliminare la fiamma dal simbolo, dicendo che doveva vergognarsi.

Non si sono ancora espressi a sorpresa personaggi come Fedez o Piero Pelù, ma per il primo lo ha fatto la moglie influencer Chiara Ferragni, ammutolitasi dopo il voto. Mentre per il secondo vale il discorso fatto per J-AX.

Renato Zero ha invece dato del matto sotto lo stesso albergo dove alloggiava la Meloni, parlando di Regime. Ma a lui glielo concediamo: ha avuto il coraggio di sdoganare certi temi già negli anni ’70. Quando farlo era un atto di ribellione e non un conformismo come oggi.

Giorgia Meloni e i cantanti che non vanno oltre il politically correct

Per quanto non si possano condividere le sue idee politiche, va comunque ammesso che è una donna che “si è fatta da sola“, con caparbietà e coraggio. In un partito maschilista, di un paese maschilista. Dove le donne in politica spesso fanno carriera saltando da un letto all’altro, perché sono Vip o perché “figlie di”.

E proprio tante tra queste hanno finito per attaccarla. Lei invece è stata abbandonata dal padre a soli 7 anni e allevata solo dalla madre. Ha scalato la vetta tra gazebi e volantinaggi, cose che ormai quasi non si fanno più.

La conobbi quando venne per un comizio, invitato da amici, nel 1996 e già si intravedevano le doti che non ha perso negli anni. Ricordo ancora come iniziò il suo discorso, citando la scena iniziale del Padrino, riguardo l’influenza della mafia nella vita politico-sociale di questo paese.

Non l’ho mai votata e non la voterei, ma trovo ridicole la tante Vip sinistroidi e femministe che la stanno attaccando. In fondo, a suo modo, è un esempio di donna che ce l’ha fatta.

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Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere. Per collaborazioni, banner, segnalazioni o richieste: luca.scialo81@gmail.com Ricevi le News su Telegram senza censure Le voci di dentro su Telegram

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