Giochi asiatici invernali 2029 nel deserto saudita: sport genuflesso a petroldollari

Giochi asiatici invernali 2029 nel deserto saudita: sport genuflesso a petroldollari

E’ passata in sordina la notizia che i Giochi asiatici invernali 2029 saranno disputati in Arabia Saudita. Potente paese mediorientale, principale alleato arabo degli americani, che tra neve e laghi ghiacciati artificiali ospiterà le olimpiadi invernali che dal 1986 si disputano in Asia.

Del resto, tra poco più di un mese si terranno i mondiali di calcio in Qatar. Paese accusato di schiavismo e morti sul lavoro per ultimare i lavori in tempo, nonché di aver corrotto alcuni membri della giuria per ottenere la competizione sportiva più seguita al mondo.

Del resto, i petroldollari possono molto, specie in un settore come quello sportivo in crisi finanziaria nera da tempo, peggiorata ulteriormente per la pandemia prima e la guerra in Ucraina poi. E poco importa se l’Arabia Saudita è un paese del Medio Oriente circondato dalla sabbia o se il Qatar ha dovuto creare degli impianti anti-caldo e ci costringerà a vedere le partite ad orari improbabili (11, 14, 17 o 20).

Il Qatar, tra l’altro, è così potente da avere avuto la forza di uscire dall’OPEC.

Ma torniamo all’Arabia Saudita e come organizzerà i Giochi asiatici invernali 2029.

Perché Giochi asiatici invernali 2029 in Arabia Saudita

Come riporta LifeGate, l’evento si svolgerà in una megalopoli futuristica che avrà il nome di Neom. Un progetto in pieno deserto da 500 miliardi di dollari, che include pure un quartiere tecnologico lineare battezzato “The Line” e sarà caratterizzato da un resort di sport invernali aperto tutto l’anno chiamato Trojena.

Tuttavia, architetti ed economisti internazionali sono molto scettici a riguardo, non tanto sulla fattibilità del progetto, visto che i mediorientali nel deserto hanno già realizzato metropoli avveniristiche, quanto sul senso di tutto ciò.

Neom e Trojena (che detta così sembrano due personaggi di un romanzo fantascientifico) sono due progetti destinati a durare nel tempo. Stando a quanto riferito dal Consiglio olimpico dell’Asia Neom sarà la prima città dell’Asia occidentale ad ospitare l’evento.

Nadhmi al-Nasr, amministratore delegato di Neom, ha dichiarato al quotidiano The Guardian:

Trojena sarà dotata di infrastrutture adeguate per creare l’atmosfera invernale nel cuore del deserto e per rendere questi Giochi invernali un evento globale senza precedenti

Ma Neom ha un significato simbolico molto più ampio, visto che il principe ereditario Mohammed bin Salman lo pensa come primo atto del progetto di sviluppo Vision 2030. Il quale punta anche a ridurre la dipendenza dal petrolio e a trasformare l’economia, basandosi pure sullo sport.

Neom si troverà nella provincia di Tabuk sul Mar Rosso e includerà la città a zero emissioni di CO2 The Line, sviluppata appunto in lunghezza. Dunque, rappresenta il primo progetto ambizioso di Arabia Saudita 2.0, più green e consapevole.

Giochi invernali asiatici 2029 in Arabia Saudita: quando si terranno

Per quanto concerne le date, la competizione si terrà tra febbraio e marzo 2029 nella zona di Trojena, come detto realizzato appositamente all’interno di Neom.

Fino ad oggi, le edizioni totali dei giochi invernali asiatici sono state 8, l’ultima nel 2017 a Sapporo, in Giappone (dove si sono svolte anche le prime 2 edizioni). Fra le discipline in programma figurano sci alpino, hockey su ghiaccio, curling, biathlon e pattinaggio.

Come riporta Wikipedia, l’evento non ha una cadenza fissa come altre competizioni internazionali e negli ultimi anni ha perso il ritmo di disputarsi ogni 3-4 anni. Infatti tra l’ultima edizione del 2017 e quella precedente, erano trascorsi 6 anni (Almaty – Astana Kazakistan, 2011).

Giappone e Cina guidano il medagliere, rispettivamente con 111 e 82 medaglie d’oro. Chiude il podio il Kazakistan con 69 medaglie d’oro.

Vediamo se alla svolta green, ammesso che ci sarà, in Arabia Saudita farà seguito anche un cambio di rotta rispetto ai diritti civili. Dato che si consumano ancora molte condanne a morte o pene fisiche come le frustrate. Mentre le donne sono trattate ancora ai margini della società. Ma l’occidente è troppo impegnato a condannare la Russia per accorgersene…

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Pubblicato da Luca Scialò

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