Ghostbusters 2016: la versione al femminile del cult anni ’80

Ghostbusters 2016: la versione al femminile del cult anni ’80

Introduzione

Eh niente. Dopo sei anni di resistenza, sono caduto in tentazione e ho deciso di vedere Ghostbusters 2016, la versione al femminile del cult anni ’80. Che ho sempre ritenuto un sacrilegio. Sarà che di recente ho visto anche Ghostbusters Legacy, il reboot discretamente riuscito.

Il film è stato diretto da Paul Feig, regista di pellicole fino a quel momento e anche successive non proprio memorabili. Tra i produttori troviamo anche Ivan Reitman, regista dei due film cult anni ’80.

Le 4 attrici protagoniste sono Melissa McCarthy, Kristen Wiig, Kate McKinnon e Leslie Jones.

Vediamo trama e recensione di Ghostbusters (2016).

Ghosbtubers 2016 trama

Erin Gilbert è una ricercatrice universitaria di scarso successo, che ad un certo punto si vede piovere addosso la notorietà grazie ad un libro pubblicato da giovane sui fantasmi, all’epoca senza pretese. A pubblicarlo a sua insaputa su Amazon la sua vecchia amica e co-austrice, Abby Yates, la quale pure è una ricercatrice di scarso successo insieme alla collaboratrice alquanto bizzarra Jillian Holtzmann.
Le tre si rendono conto che a New York stanno aumentando i casi di avvistamenti di fantasmi e decidono di mettere su un servizio di Ghostbusters, a cui si aggiungerà la metronotte Patty Tolan. Le 4 dovranno fermare un reietto che vuole vendicarsi della sua grama vita dominando il mondo con i fantasmi. Di qui una serie di avventure dalle venature comiche e grottesche.

Ghostbusters (2016) recensione

Come già scritto per Mymovies, Paul Feig decide di cavalcare l’onda del Politically correct utilizzando come surf un marchio garantito: quello dei Ghostbusters. Proponendo una versione tutta al femminile, dove i maschi hanno ruoli marginali e sono trattati come spesso è accaduto alle donne sul set. La trama segue solo vagamente il canovaccio del primo film.
Certo, i fan che attendevano un terzo episodio da oltre 15 anni sono rimasti profondamente delusi da questa versione, che però, quanto meno ha puntato tutto sull’ironia e la demenzialità. Allo scopo di creare quel giusto distacco reverenziale con gli acchiappafantasmi originali.
Se però si mette per un attimo da parte ogni nostalgia e pretesa, ci si trova davanti un film tutto sommato divertente e dinamico. Con buoni effetti speciali. Ai Ghostbusters e a Dana Barrett, ecco lo scomparso Eagon, è stato dato un cameo ma in altri ruoli. Scelta intelligente per evitare ogni ulteriore sacrilegio.

Appare anche il simpatico e viscido Slimer, pure in dolce compagnia con una versione femminile, nonché il gigante Marshmallow Man ma in versione palloncino gigante.

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Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere. Per collaborazioni, banner, segnalazioni o richieste: luca.scialo81@gmail.com Ricevi le News su Telegram senza censure Le voci di dentro su Telegram

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