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Se la Cina ci censura pure le mostre: il caso Gengis Khan

Data ultima modifica: 19 Ottobre 2020

La Cina è vicina” intitolava un noto film del 1967 del maestro Marco Bellocchio. Oggi la Cina non solo è arrivata, ma detta pure legge. In economia, e lo sappiamo bene, ma anche a livello culturale. Arrivando ad imporre ai paesi europei pure le modalità di svolgimento delle mostre.

Si tratta di una mostra che avrebbe dovuto svolgersi a Nantes, Gengis Khan, l’imperatore vissuto tra il dodicesimo e il tredicesimo secolo che fondò l’Impero mongolo. Il più grande mai esistito sulla Terra, che si estendeva dall’Asia centrale all’Europa orientale. Coinvolgendo quindi le super potenze attuali Cina, Russia, Medio Oriente.

Vastità che funse anche da debolezza, dato che durò molto poco e giunto al suo apice, rapidamente regresse. Infatti, a poco a poco la Mongolia divenne una piccola regione, sopraffatta dai cinesi. Tanto che ora vorrebbe cancellarne pure la storia.

Ecco cosa è successo e la reazione [sta_anchor id=”khan”]francese[/sta_anchor].

Mostra Gengis Khan censurata

gengis khan foto

Come riporta Il Giornale, la Cina è arrivata a soggiogare così tanto la Mongolia da censurare le parole mongoli e Gengis Khan. Non solo. I francesi avrebbero dovuto pure modificare il titolo della stessa, passando da «Sole del cielo e delle steppe: Gengis Khan e la nascita dell’Impero mongolo» a «Cultura della steppa cinese del mondo».

Ma i cinesi non si sono fermati qui. Avevano messo bocca pure sul termine «impero», pretendendo di decidere anche su brochure, legende e mappe.

Queste pretese sono giunte dall’Ufficio cinese del patrimonio culturale, che vorrebbe così riscrivere la storia e far passare il glorioso Impero mongolo come qualcosa di molto meno importante. Una inezia della storia. Volendo quindi censurare cosa erano riusciti a fare. Del resto, si sa, la storia la scrivono i vincitori.

Quando si terrà mostra su Gengis Khan

gengis khan chi era storia

Ma visto che i francesi non sono come noi, alla fine la mostra che avrebbe dovuto tenersi presso il Museo di storia Château des ducs de Bretagne, a Nantes, in Francia, il prossimo gennaio, è stata rinviata al 2024.

Il direttore, Bertrand Guillet. ha parlato chiaramente di «censura» e ha addirittura approfittato dell’occasione per sottolineare «l’inasprimento delle posizioni del governo cinese contro la minoranza mongola».

L’evento era stato organizzato in collaborazione con il Museo della Mongolia interna di Hohhot, in Cina. Sarà sostituito con manufatti provenienti da collezioni europee e americane. Cercando di aggirare la censura cinese. Un popolo che si sta prendendo l’occidente e ci sta imponendo le sue abitudini. Vedi anche le mascherine.

Luca Scialò

Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere

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