Francia ci taglia la corrente elettrica: quali rischi corriamo?

Francia ci taglia la corrente elettrica: quali rischi corriamo?

L’Unione europea dimostra ancora una volta “tutta la sua solidarietà” quando ci troviamo in una situazione di difficoltà.

Lo fece quando siamo stati i primi ad essere colpiti dalla Pandemia Covid-19 ed ora ci abbandona nel periodo di difficoltà energetica che essa stessa ha inflitto ai suoi paesi membri. Per una guerra commerciale imposta contro la Russia di Putin, ordita dalla solita intellighenzia anglofona che governa il mondo.

Abbiamo già parlato di come Germania e Francia – i due paesi che guidano da sempre l’Ue – si scambieranno gas e corrente elettrica. Mentre i transalpini la sottrarranno a noi, con non poche ripercussioni per l’industria e il tessuto sociale nostrano.

Francia taglia corrente elettrica all’Italia

Come riporta LaRepubblica, occorre partire dal fatto che la Francia sia il secondo paese in Europa dal quale importiamo corrente elettrica. Come si evince da questa immagine.

Ricordate quando una ventina di anni fa, per un guasto tecnico, venne meno la corrente elettrica elvetica? Con un blackout nazionale? Bene, da allora non è cambiato nulla per noi.

Quindi, la corrente elettrica Francia equivale grossomodo al 4-5% del nostro fabbisogno annuale. Nel solo primo semestre del 2022, per usare dati più recenti, abbiamo importato dalla Francia 6,7 TWh.

Edf, il colosso energetico francese che è stato appena nazionalizzato (termine da noi diventato una bestemmia dall'alto del neoliberismo che ci offusca da un trentennio, anche grazie a Draghi), avrebbe avvisato i gestori della rete italiana della possibilità di bloccare il dispacciamento verso questa sponda delle Alpi nel 2023 e 2024, per privilegiare le esigenze interne.

La produzione elettrica transalpina dal nucleare è destinata a precipitare ai minimi da trent'anni, trasformando Parigi da un esportatore netto di elettricità a un importatore. Tanto per dare una immagine plastica della situazione francese, sono già rimasti al buio simboli della capitale transalpina come la Torre Eiffel, il tempio antistante al Louvre e la Reggia di Versailles.

Il Mite per ora ha fatto sapere che "il problema era già noto da mesi, e benché sia un’eventualità che non è detto si realizzi, i tecnici del ministero sono al lavoro su tutti gli scenari".

Tuttavia, non si esclude che il taglio costringa a dover mettere mano ai piani di risparmio dei consumi elettrici e a una ulteriore diversificazione delle importazioni di gas per trovare le risorse energetiche necessarie ad affrontare l'eventuale taglio francese.

Inoltre, non bisogna escludere che anche gli altri esportatori da cui attingiamo corrente non facciano lo stesso. Proprio per coprire il loro fabbisogno interno.

Corrente elettrica: quali sono i principali fornitori

Oltre a tutto il discorso relativo alla politica estera e da come ci siamo fatti schiacciare dall'Unione europea in tutti questi anni dalle posizioni atlantiste e tedesche, bisogna aggiungere la scarsa capacità di creare una nostra indipendenza energetica. O, comunque, di ridurre il più possibile la dipendenza estera.

La relazione del Mite di luglio scorso, da titolo "La situazione energetica nazionale nel 2021", ci ha detto che lo scorso anno il fabbisogno di energia elettrica è stato soddisfatto per l'86,5% dalla produzione nazionale. Che, al netto dell'energia assorbita per servizi ausiliari e per pompaggi, è stata pari a 274,8 TWh (+2,2% rispetto al 2020) - dice la relazione - e per il restante 13,5% dalle importazioni nette dall'estero, per un ammontare di 42,8 TWh. In crescita del 32,9% rispetto all'anno precedente.

Un boom, questo della dipendenza dai Paesi confinanti, dovuto da un mix di aumento dell'importazioni del 17,0% (che dai 39,8 TWh sono passate a 46,6 TWh nel 2021) e di diminuzione del 50,3% delle esportazioni (che dai 7,6 TWh del 2020 scendono a 3,8 TWh nel 2021).

Nella produzione nazionale la voce maggiore è ampiamente il termoelettrico non rinnovabile che è arrivato a rappresentare circa il 59,7% del totale dell'energia prodotta. Tra le rinnovabili, è sceso l'idroelettrico per il calo delle precipitazioni (15,7%), mentre è Boom di incremento invece per l'eolico, che insieme alla fonte fotovoltaica ha raggiunto insieme la copertura del 16,1% della produzione lorda.

Il restante 8,5% è stato ottenuto da geotermico e bioenergie, in calo del 2,1% e del 6,9% rispettivamente.

Taglio corrente elettrica dalla Francia: ma la colpa è anche nostra

Insomma, ci stanno dicendo che "va tutto bene madama la Marchesa". Eppure le aziende chiudono e le famiglie si indebitano. Forse va bene per chi deve completare la liquidazione fallimentare di questo paese, partita giusto trent'anni fa con l'attacco speculativo di George Soros prima alla sterlina britannica e poi alla nostra Lira. Sebbene nei mesi precedenti si consumarono altri eventi per una "tempesta perfetta" che stravolse l'Italia: la firma del Trattato di Maastricht, l'inchiesta Mani pulite, l'uccisione dei Pm anti-mafia Falcone e Borsellino e il prelievo forzoso notturno sui conti correnti degli italiani e l'introduzione dell'ICI ideati dall'allora Presidente del consiglio Giuliano Amato.

Quanto a Soros e Amato, parliamo di due personaggi che sono ancora vivi e vegeti: il primo pure trattato col tappeto rosso dalla pseudo-sinistra italiana, il secondo che incassa ancora incarichi istituzionali ed è stato più volte proposto come Presidente della Repubblica. E' l'Italia. Bellezza.

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Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere. La mail per contattarmi: luca.scialo81@gmail.com Ricevi le News su Telegram senza censure Le voci di dentro su Telegram

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