Francia premia Carola: ma decisione è ridicola per 4 motivi

Francia premia Carola: ma decisione è ridicola per 4 motivi

Il caso Carola Rackete, comandante della nave Sea Watch battente bandiera olandese, continua a tenere banco. Dopo essere stata scarcerata per motivi di solidarietà dal Gip di Agrigento, la ragazza tedesca che ha pure speronato una motovedetta della Guardia di Finanza forzando il posto di blocco, ha pure querelato il Ministro degli interni Matteo Salvini per diffamazione.

La querela, depositata presso la Procura di Roma, racchiude in 14 pagine le 22 offese che Salvini avrebbe rivolto alla comandante. Parole, insulti, frasi che sono state rintracciate senza difficoltà da parte del legale direttamente sui canali social del vicepremier.

Questo il passaggio cruciale della querela:

Matteo Salvini mi ha definito pubblicamente e ripetutamente sbruffoncella, fuorilegge, complice dei trafficanti, potenziale assassina, delinquente, criminale, pirata, una che ha provato a uccidere dei finanzieri e ad ammazzare 5 militari italiani, che ha attentato alla vita di militari in servizio – scrive La Repubblica sul contenuto della querela – Che ha deliberatamente rischiato di uccidere cinque ragazzi e che occupa il suo tempo a infrangere le leggi italiane e fa politica sulla pelle dei disgraziati: la gravità della lesione al mio onore è in sé evidente“.

Ma la questione non finisce qui. Si apre un nuovo fronte polemico con la Francia, visto che il Paese transalpino ha deciso di conferirle la cittadinanza onoraria. Ma siamo difronte ad un quadruplo [sta_anchor id=”carola”]paradosso[/sta_anchor].

Carola Rackete richieste aiuto Francia snobbate

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Come riporta Il Giornale, a raccontarlo è la stessa Rackete, intervistata dal giornale francese Le Nouvel Observateur. Ma rivelato anche in due mail inviate al Mccr di Roma che coordina i soccorsi nel Mediterraneo.

I messaggi risalgono alle 19,07 del 24 giugno e alle 22,57 del 25 (leggi qui). Qualche giorno prima – quindi – della decisione di “sfondare” il blocco imposto dall’Italia.

“Ho inviato numerose richieste di POS a Malta e alla Francia e ho provato a coinvolgere gli Stati di bandiera nel coordinamento del POS. Finora nessun risultato”, scrive la comandante della Sea Watch 3 nella prima email. “Le nostre richieste di POS inoltrate a Malta sono state declinate, quelle inviate alla Francia rimaste senza risposta”.

Nelle comunicazioni la Rackete denunciava le difficili condizioni a bordo della nave e chiedeva di poter sbarcare i migranti. Nel frattempo – e mentre la Francia continuava a ignorare le richieste di aiuto – il governo italiano aveva già autorizzato malati e minori non accompagnati a scendere dalla nave per essere presi in cura.

Scoppia rivolta immigrati a Parigi

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Veniamo al secondo paradosso. Nella Francia che tanto ci dà lezioni di integrazione, venerdì scorso è scoppiata una veemente protesta da parte dei cosiddetti gilet neri all’interno del Pantheon di Parigi.

Come riporta sempre Il Giornale, Le Comité Soutien Migrant ha fatto parte di una sorta di rivolta, che ha avuto luogo in una delle più eloquenti rappresentazioni della storia tradizionale francese. Perché è stata organizzata? Perché i migranti dicono di essere “umiliati, sfruttati e deportati”.

I comitati manifestanti sottolineano proprio la rigidità di quanto espresso sino a questo momento, in materia di migranti e immigrazione, dal governo transalpino guidato da En Marche!:

“Siamo venuti a dire che il motto francese per gli stranieri è ‘umiliazione, sfruttamento e deportazione'”

si legge su The Post Internazionale. La polizia francese? Non ha lasciato fare. Su EuroNews si parla pure di “scontri“.

A sottolineare come la “linea del rigore” non appartenga solo alle restrizioni sovraniste.

Marine Le Pen, dal canto suo, ha postato anche un video dell’iniziativa. Il vertice del Rassemblement National ha scritto su Facebook che è

“inammissibile vedere clandestini rivendicazione occupare, impunemente, questo alto luogo della Repubblica che è il Pantheon”.

Contestazioni di questo tipo avevano già avuto luogo nei mesi passati. Non dimentichiamo poi quanto successo più volte negli anni passati nelle banlieu parigine. Sommosse violente da parte di immigrati che si sentono emarginati. Una sorta di polvere da riporre sotto il tappeto.

La Francia ha colonizzato per secoli i territori francesi, depredandone le risorse e abbandonandoli alla loro sorte nella fase della decolonizzazione. Pur mantenendo il signoraggio monetario, che strozza l’economia africana.

Ma veniamo al terzo paradosso: la stessa Francia che ci bacchetta per come gestiamo l’immigrazione, ha chiuso la frontiera al confine con Ventimiglia.

Infine, il quarto: fu Sarkozy a volere la rimozione del Raìs libico Muhammar Gheddafi, per nascondere i traffici illeciti instaurati col dittatore nordafricano e per far mettere le mani su gas e petrolio alle multinazionali francesi. Mandando così nel caos la Libia e lasciando ingovernate le coste.

Insomma, l’atteggiamento francese nei nostri confronti è irriguardoso ed irritante. E l’onorificenza a Carola mostra quanto continui a sbeffeggiarci. Ma per fortuna Macron continua a perdere consensi.

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Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere. La mail per contattarmi: [email protected] Ricevi le News su Telegram senza censure Le voci di dentro su Telegram

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