Boschi in Italia stanno aumentando: il dato sorprendente

Boschi in Italia stanno aumentando: il dato sorprendente

Introduzione

Si parla tanto di cementificazione selvaggia, di pochi spazi verdi, di rischio idrogeologico. Eppure, in Italia si sta anche verificando un fenomeno in controtendenza, che dà una bella speranza in chiave green.

Infatti, molto interessanti sono i dati del recente Inventario Nazionale delle Foreste e dei Serbatoi forestali di Carbonio. Realizzato dal reparto forestale dell’Arma dei Carabinieri con il supporto scientifico del CREA.

Dallo stesso si evince come la biomassa forestale sia aumentata, soprattutto in alcune regioni del nostro Paese.

Ovviamente, ciò comporta anche dei rischi come rovescio della medaglia.

Ecco il quadro della situazione foreste in Italia, tra rischi e benefici.

Foreste in Italia in aumento

Come riporta Il Giornale, che cita il succitato report, nel 2021 la superficie boschiva nazionale sia cresciuta in dieci anni di circa 587.000 ettari raggiungendo la dimensione complessiva di 11 milioni di ettari, il 36,7% del territorio nazionale.

La biomassa forestale è aumentata del 18,4% e l’assorbimento annuo di gas serra garantito ha raggiunto il livello di 290 milioni di tonnellate di diossido di carbonio.

Dal 1990 ad oggi le foreste in Italia sono aumentate del 25% e negli ultimi ottanta addirittura del 75 per cento, invertendo un trend di declino secolare.

Regioni dove foreste aumentano di più

Le regioni che maggiormente contribuiscono al volume complessivo dei boschi italiani sono la Toscana, il Piemonte e la Lombardia, rispettivamente con il 10.4%, il 9.8% e l′8.7% del totale, e di queste superfici 9,6 milioni sono foreste, 1,8 milioni altre aree boscate.

Perché foreste aumentano in Italia

Sicuramente l’abbandono di diverse superfici coperte da terreni agricoli ha permesso alle foreste di avanzare, principalmente in aree vicine a centri urbani e antropici. Un ruolo è stato svolto anche dalla crescita della superficie protetta a mezzo legge attraverso la costituzione di parchi nazionali o regionali.

Ciò è una grande opportunità, perché permetterebbe di sfruttare appieno le potenzialità della Natura. Inoltre, se gestita, comporterebbe anche una maggiore produzione di carta e legno.

Aumento forse in Italia: quali sono i rischi

La vicinanza dei nuovi boschi d’Italia a zone antropizzate li renda più sottoposti a rischi legati a incendi, sia dolosi che di causa naturale, abbandono all’incuria e shock climatici.

Questo impone alle comunità nazionali di fare attenzione al profilo gestionale nelle foreste italiane: in quest’ottica, solo il Trentino Alto Adige presenta una percentuale elevatissima, il 43,4 per cento, di foreste sottoposte a regolare gestione, mentre il resto d’Italia si limita a un ridotto 11 per cento di superficie sottoposta a tecniche di disboscamento e rinnovo con piante giovani.

Occorre poi saper coniugare gestione ambientale e opportunità economiche. In primo luogo per aprire la strada a uno sfruttamento sostenibile della silvicoltura e dei settori ad esso legati, da quello del legno a quello della carta.

Infine, è fondamentale, in potenza, il ruolo che una gestione strutturata delle foreste può avere in tema di lotta al dissesto idrogeologico.

Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere. La mail per contattarmi: [email protected] Ricevi le News su Telegram senza censure Le voci di dentro su Telegram

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