Lockdown, Governo Conte ci ha sequestrati per 2 mesi contro parere scientifico: le rivelazioni della Fondazione Einaudi

Lockdown, Governo Conte ci ha sequestrati per 2 mesi contro parere scientifico: le rivelazioni della Fondazione Einaudi

Data ultimo aggiornamento: 3 Novembre 2020

Voi li ricordate i 2 mesi di Lockdown? E come si possono dimenticare?! Uscivi con una autocertificazione in tasca, come un ladro. Le domeniche tappate in casa. E cosa dire delle varie feste: Pasqua (Pasquetta col sole non si vedeva da anni!), la Liberazione (quest’anno quanto mai contraddittoria), il Primo Maggio. Le entrate nei supermercati centellinate (nei piccoli negozi è ancora così). Ed ancora adesso occorre fare la fila.

Oggi viviamo ancora sospesi, con molte libertà in più, ma con una mascherina in tasca da indossare nei luoghi chiusi. A ricordarci che nulla è finito e che l’incubo può ritornare.

I nodi stanno però venendo lentamente a pettine. In Lombardia e in Toscana, la Magistratura farà chiarezza sugli anziani morti nelle case di riposo. In Campania, il Governatore De Luca dovrà rispondere per la realizzazione dell’ospedale modulare.

Ma soprattutto, il Governo Conte dovrà fare chiarezza su quanto ha deciso ad inizio marzo. Contro il parere del comitato tecnico-scientifico. Tenendo paralizzato un Paese a mo’ di sequestro.

Ecco cosa sta venendo fuori grazie alla Fondazione Einaudi, dedicata a Luigi, secondo Presidente della Repubblica italiana. Capostipite di una famiglia che ha lasciato il segno nella cultura italiana. Uno dei tre figli, Giulio, ha fondato la casa Editrice Einaudi. Suo nipote, figlio di quest’ultimo, è un famoso musicista e compositore.

Lockdown in Italia illegittimo? Cosa emerge grazie a fondazione Einaudi

conte lockdown einaudi

Come ricorda Il Tempo, il 9 marzo Conte firmava il lockdown imposto a tutta Italia, mentre il comitato tecnico scientifico lo voleva solo limitato a poche aree del nord del paese.

La verità – o almeno una parte – è uscita dai verbali diffusi ieri dalla Fondazione Einaudi. C’è voluta una tenace battaglia, intrapresa dall’avvocato Pruiti Ciarello e dai suoi colleghi, per conto dell’ente. Prima davanti al Tar, poi mobilitando la pubblica opinione attraverso i media – tra i primissimi il nostro giornale – e infine la mazzata decisiva del Copasir.

Quando Conte – assieme ai ministri Gualtieri e Speranza, rispettivamente Ministro dell’Economia e della Salute – ha appreso che sarebbe stato costretto dal comitato di controllo sui servizi di sicurezza a tirar fuori i verbali che voleva inspiegabilmente tenere segreti, ha dovuto mollare l’osso. E si è capito perché pretendeva di tenerli nascosti.

Il premier ha straparlato di ragioni di sicurezza. Verissimo: avrebbe rischiato i forconi se il popolo in quei mesi avesse saputo che il lockdown generalizzato lo ha fabbricato Palazzo Chigi. È stata bloccata l’economia in larghissima parte della Nazione e non c’era motivo. Si è imposto lo smart working anche laddove non c’era necessità.

Il tutto ha avuto anche ripercussioni a livello locale, con guapperie degne dei dittatori latinoamericani. Si pensi allo sceneggiato che va in onda ogni venerdì da marzo, messo in piedi dal governatore campano Vincenzo De Luca.

Il quale minacciava lanciafiamme nei matrimoni e amenità del genere. Scatenando la immancabile creazione di meme e perfino giochini sul web. Faceva calare su una scogliera un elicottero per cacciare tre persone che prendevano il sole. Mentre nella Terra dei fuochi si brucia e si sversano rifiuti ancora.

Lockdown, cosa chiedeva davvero Comitato tecnico scientifico

comitato tecnico scientifico

Come riporta sempre  Il Tempo, il 7 marzo il Comitato Tecnico Scientifico fissava alcune zone su cui “applicare le misure di contenimento della diffusione del virus più rigorose rispetto a quelle da applicarsi all’interno territorio nazionale”. Ed erano: “Regione Lombardia, le province di Parma, Piacenza, Rimini, Reggio Emilia e Modena; Pesaro-Urbino; Venezia, Padova, Treviso Alessandria e Asti”.

Inoltre, dal 9 aprile sempre il Cts sosteneva di allentare la morsa sulle attività economiche. Ma il premier si è degnato di far riaprire i negozi – ma molti non lo hanno ancora fatto per i danni che il governo ha determinato – solo il 18 maggio.

Mentre c’era chi, come il Professor Zangrillo o ancora prima il virologo Giulio Tarro, già parlavano di misure esagerate. Così come altri esperti a livello internazionale, mentre la Svezia ha preso misure minime. E il tempo gli ha dato ragione.

La questione Nembro e Alzano

conte lockdown alzano nembro

Ma “i guai” per il Governo Conte non finiscono qui. Passiamo da dove si è esagerato, a dove si è minimizzato. Come per i Comuni di Nembro e Alzano Lombardo.

Come riporta AGI, Luca Fusco, il presidente del Comitato ‘Noi denunceremo‘ ha depositato in Procura a Bergamo decine di denunce di familiari di vittime del Covid nelle quali si attribuisce la responsabilità di questi decessi anche alla scelta di non ‘sigillare‘ i confini della Val Seriana.

Queste le motivazioni:

Non so di chi sia stata la colpa della mancata chiusura di Nembro e Alzano, ma sono certo che se si fosse chiusa prima questa piccola zona della Bergamasca si sarebbe evitato il lockdown dell’Italia intera, con tutte le conseguenze economiche e sociali conseguite. Il 23 febbraio quando si è avuta la notizia dei primi infetti a Nembro e Alzano, oltre la linea del Po non ce n’erano altri

Il premier, ricorda Il Giornale, è già stato interrogato dalla Magistratura a Roma il 12 giugno in quanto testimone nell’inchiesta sull’epidemia che ha messo in ginocchio Bergamo. Avendo smentito di aver mai preso visione del documento stilato dal Cts.

Ma siamo solo all’inizio. Fioccheranno tante denunce e ricorsi nei prossimi mesi. Di chi ha dovuto abbassare le serrande per 2 mesi, se non anche di più, senza precise motivazioni.

Ora devono essere desecretati altri 18 verbali. Ma le perdite economiche e i danni psico-sociali arrecati ai cittadini, non saranno restituiti.

Ricordo, infine, quanto ha denunciato alcuni giorni fa la Bielorussia. Citando proprio l’Italia.

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Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere. La mail per contattarmi: luca.scialo81@gmail.com Ricevi le News su Telegram senza censure Le voci di dentro su Telegram

Una risposta a “Lockdown, Governo Conte ci ha sequestrati per 2 mesi contro parere scientifico: le rivelazioni della Fondazione Einaudi”

  1. Vorrei dire che il lock-down, così come è stato attuato in Italia, non mi sembra molto costituzionale. Personalmente quasi preferirei ammalarmi che essere privato della libertà di movimento (comunque questa è solo una opinione personale e contestabile). Se non l’ho già postato altrove, io sono stato fermato dai carabinieri mentre mia moglie e mia figlia mi portavano in ospedale per un problema che niente aveva a che vedere con il covid19. Anche se alla fine ci hanno lasciato andare, è stato contestato il fatto che eravamo in 3 (tanto che mia moglie si era offerta di scendere dalla macchina) e hanno voluto perquisire il mezzo. Ma per cercare che?.
    Per quanto riguarda la segretezza che ha circondato l’operazione con la quale il nostro governo ci ha sequestrati, io credo che, a prescindere dall’opinione del comitato scientifico, le decisioni doveva comunque prenderle il governo, ma dato che questo doveva essere il governo della trasparenza, avrebbe dovuto rendere note le ragioni e il parere del comitato tecnico scientifico. Cosa che non ha fatto. Come mai? In buona fede. Manco pe’ niente.
    Haimè, sono un malpensante. Ma è colpa delle circostanze

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