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Fisco, Draghi vuole introdurre modello danese: in cosa consiste

Come funziona il modello fiscale danese che Mario Draghi vuole introdurre per riformare le tasse? Quali novità porterà la riforma fiscale Governo Draghi?

Tedesco, francese e danese. No, non è una barzelletta, ma la presa in prestito di modelli esteri alla quale starebbe pensando Mario Draghi e la sua equipe. Quello tedesco, per la gestione del Covid-19 (ne ho parlato qui). Quello francese, per l’indicatore dei contagi dal quale pendono ormai le nostre vite da quasi un anno. E il modello danese, che l’ex governatore della Bce starebbe pensando di introdurre per riformare il nostro farraginoso, come tanti altri del resto, sistema fiscale.

Ecco punto per punto come funziona il modello fiscale della Danimarca.

Riforma Fisco Governo Draghi: come funziona sistema fiscale della Danimarca

fisco danimarca come funziona

Cerchiamo di aiutarci con un articolo di SkyTg24, che scompone il fisco danese in più punti.

Come funziona fisco in Danimarca: Irpef

La tassazione delle persone fisiche si basa su 5 differenti imposte, di cui una facoltativa:

  1. contributo al mercato del lavoro
  2. imposta statale
  3. imposta municipale
  4. oneri sanitari
  5. imposta ecclesiastica

Sono soggetti a tassazione tutti i redditi dei contribuenti residenti e solo quelli di fonte danese per quelli non residenti. Si diventa residenti in Danimarca anche con una permanenza dimostrata di 6 mesi.

Fisco in Danimarca come funziona

L’imposta nazionale è pari al 12,16% per i redditi da 42.800 corone (5.755 euro) a 513.400 corone (69.035 euro)e del 15% per lo scaglione di redditi superiori. L’imposta comunale varia tra il 22,5% ed il 27,8%. L’imposta sanitaria è stata abolita a partire dal 2019.

Sul reddito viene prima calcolato il contributo al mercato del lavoro con un’aliquota dell’8%, poi dedotto dal reddito per il calcolo delle altre imposte. I redditi da capitali sono tassati separatamente al 27% fino a 54mila corone (7.261 euro), mentre per importi superiori l’imposta è del 42%

Riforma fisco Draghi: esenzioni e deduzioni

A tutti i contribuenti è riconosciuta un’esenzione per le prime 46.200 corone (8.632 euro), importo ridotto a 34.500 corone (4.639 euro) per i minorenni. Sono poi riconosciute deduzioni per:

  1. interessi passivi
  2. figli a carico
  3. contributi previdenziali (fino a 52.400 corone, l’equivalente di 7.046 euro)
  4. contributi per il fondo di disoccupazione
  5. spese per il trasporto tra casa e lavoro

Ai lavoratori dipendenti viene riconosciuta un’ulteriore deduzione pari al 7,65% della remunerazione totale (compresi i benefit) che può arrivare fino ad un massimo di 37.200 corone (5.002 euro). A questo si aggiunge un ulteriore 5,4% per i genitori single. Le soglie di esenzione e gli altri importi considerati vanno raddoppiati.

Fisco su chiesa in Danimarca come funziona

Nel 1997 è stata anche istituita una imposta ecclesiastica per la Chiesa danese, con una aliquota dallo 0,41 all’1,50%, in base a quanto prevede la municipalità. Resta comunque facoltativa.

Fisco per le società come funziona in Danimarca

L’imposta sul reddito delle società ha un’aliquota del 22%. I soggetti passivi sono le società residenti per tutti i redditi prodotti e quelle non residenti soltanto per i redditi di fonte danese.

Chi non paga le tasse in Danimarca

Alcuni soggetti sono invece totalmente o parzialmente esonerati, come:

  • le comunità religiose riconosciute e le istituzioni ecclesiastiche collegate alla religione di Stato
  • la Banca centrale danese
  • i servizi sanitari industriali
  • le imprese di risanamento urbano
  • i fondi pensione

I redditi derivanti da attività non commerciale sono tassati solo se eccedono 1 milione di corone (134.466 euro), nel caso delle compagnie di mutua assicurazione.

Riforma Fisco Draghi sulle case

In Danimarca gli immobili sono tassati con aliquota dell’1% fino a 3.040.000 corone (408.778 euro) e del 3% sul valore eccedente. La base imponibile è il valore catastale, che è considerato molto inferiore a quello di mercato.

È stata inoltre approvata una riforma che prevede una riduzione delle aliquote (rispettivamente 0,44% e 1,1%) e l’adeguamento dei valori catastali. I terreni sono tassati a livello comunale con aliquota tra l’1,6% e il 3,4% in base a quanto deciso dalla municipalità in cui ricade e dalla destinazione di utilizzo.

Riforma Fisco Draghi: perché si pensa a modello danese?

La Danimarca è ai primi posti nell’Ue per rapporto gettito fiscale-Pil, che supera il 46%. La media dell’Unione Europea, è di molto inferiore: 40,2%. In Italia si aggira intorno al 42 percento.

Le entrate del fisco in Danimarca sono usate per tanti servizi pubblici. dalla Sanità alla scuola, passando per le forze armate ai trasporti pubblici, fino alla manutenzione stradale. Finanza anche borse di studio statali, prestazioni monetarie, previdenza sociale.

Luca Scialò

Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere

Una risposta a “Fisco, Draghi vuole introdurre modello danese: in cosa consiste”

  1. Il problema qui sorge quando questi soldi devono essere usati per il servizio pubblico elencato. Probabilmente in Danimarca li usano bene, anche pagando di più. In Italia, purtroppo lo sappiamo come funzionano le cose. Magari con Draghi succede il miracolo, ma ci credo poco.
    Saluti

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