La Fenice di Venezia censura pianista ucraina filorussa

La Fenice di Venezia censura pianista ucraina filorussa

Anche in Italia prosegue incessante la russofobia, come se gli artisti fossero responsabili delle decisioni geopolitiche scellerate dei propri capi di stato. Unica nota positiva, è proprio il caso di dirlo, è arrivata dalla Scala di Milano, che ha ugualmente mandato in scena un’opera teatrale russa alla sua “prima“.

Proseguendo sulla metafora teatrale, l’ultimo atto di questo leitmotiv culturale alquanto contestabile, arriva dal glorioso teatro La Fenice di Venezia. Che proprio come una Fenice è tornato in vita alcuni anni fa dopo un incendio che lo aveva drammaticamente devastato.

Infatti, il teatro la Fenice di Venezia ha censurato la pianista Valentina Lisitsa, tacciata di essere filo-putiniana.

Teatro La Fenice di Venezia censura la pianista Valentina Lisitsa

A raccontarlo è il blog di Nicola Porro. Valentina Lisitsa è in realtà ucraina doc, essendo nata proprio nella capitale Kiev. Durante il corso dell’invasione di Putin, però, la musicista espresse soddisfazione a seguito dell’occupazione di Mariupol, uno dei centri più cruenti dell’intera guerra, arrivando ad esibirsi nella bombardata città.

Per le sue idee, la Lisitsa era già stata censurata dall’orchestra sinfonica di Toronto lo scorso anno, che decise di cancellarne l’esibizione.

Come ha spiegato la presidente dell’Associazione culturale Musikamera Sonia Finzi:

Non eravamo proprio a conoscenza del suo attivismo politico e delle polemiche che la coinvolgevano Sono molto rammaricata ed in imbarazzo: non avrei mai voluto trovarmi in una situazione di questo tipo per nessuna ragione al mondo

La pianista ucraina ha invece dato una lezione a tutti, suonandole di santa ragione: “la musica e l’arte sono al di sopra della politica“.

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