Euro compie 20 anni: come ci ha rovinati

Euro compie 20 anni: come ci ha rovinati

Introduzione

All’epoca ci venne presentato come la realizzazione di un sogno. Tanti paesi che, proprio come gli Stati Uniti d’America, avevano un’unica grande moneta. Parlo ovviamente dell’Euro, che il primo gennaio 2022 ha compiuto vent’anni.

All’epoca ne avevo anche io 20, di anni. Ed effettivamente, agli occhi di un giovane universitario (però mai troppo ingenuo e sognatore), sembrava qualcosa che ci avrebbe portati chissà quali benefici. Una Europa unita, come cantava anche Toto Cutugno, non solo politicamente ed economicamente, ma anche monetariamente.

Ed invece, non solo l’Unione europea non sarà mai unita, ma quell’Euro, soprattutto ai paesi dell’Europa mediterranea, ha portato soprattutto sciagure. Il dover rinunciare alla propria sovranità, ai propri pregi e ovviamente difetti; il dover perseguire ogni anno manovre finanziarie vere e proprie macellerie sociali, pur di rientrare nei parametri stringenti imposti dalla Germania. Coadiuvata dalla Francia e da altri paesi dell’Europa centrale, i cosiddetti Paesi frugali.

Whatever it takes” come dirà Mario Draghi in un ormai famoso discorso del 26 luglio 2012, nell’ambito della crisi del debito sovrano europeo. Lo stesso Draghi che poco dopo impose la chiusura dei conti correnti in Grecia per piegare il tentativo di ribellione degli ellenici ad una Ue che li aveva ridotti alla fame.

E sempre lo stesso Draghi che oggi guida l’Italia, con tanto di prostrarsi di tutti i partiti – eccetto Fratelli d’Italia – in funzione di liquidatore fallimentare di ciò che resta del nostro Paese. Che quasi sicuramente ci ritroveremo pure Presidente della Repubblica (sono convinto che Mattarella resterà un altro anno, sebbene continui a dire il contrario. Ma la parola dei politici italiani è come quella dei marinari).

Ma vediamo meglio quali sono stati gli effetti nefasti dell’Euro sull’economia italiana.

Effetti negativi dell’Euro sull’economia italiana

Come riporta Il Primato Nazionale, la bilancia commerciale – ovvero il saldo tra import ed export – se prima dell’euro era tendenzialmente in territorio positivo, dal momento in cui fissiamo il cambio ha preso una traiettoria di continua e costante discesa su valori al di sotto dello zero.

Fino al cambio di passo verificatosi col governo Monti. Il quale ha dato un giro di vite ai portafogli degli italiani, comprimendo così la domanda interna. Con meno soldi da spendere, se le esportazioni sono rimaste stabili al contrario le importazioni si sono fermate.

Per quanto concerne la produzione industriale, invece, la doppia recessione (la prima globale, la seconda a seguito delle manovre che vanno sotto il nome di “austerità”) è tornata sui livelli di fine anni 80. Non produciamo più nulla, importiamo di tutto.

E poi c’è la questione lavoro: la disoccupazione veleggia ormai stabilmente in doppia cifra. Per non parlare di quella giovanile, che ormai in alcune aree depresse del paese sfiora il 45%. Anche quella femminile è drammatica, e sempre soprattutto al Sud. Ne consegue anche una più che discreta moderazione salariale, con gli stipendi che non si adeguano all’inflazione.

Infine, ma l’elenco sarebbe ancora lungo, il tasso di risparmio – che misura la quantità di reddito che le famiglie riescono a “mettere da parte” – era oltre il 15% a metà degli anni 90, si trovava a quota 2,5% prima della pandemia.

Un grosso errore, aggiungo io, è stato quello di proporre 1 e 2 euro in monete, anziché banconote. Sicuramente avrebbe dato maggiore peso psicologico e quindi, indotto molti a fare meno i furbi. Così come aver previsto il doppio prezzo solo nei primi 2 mesi dal lancio, quando in realtà sarebbe dovuto permanere almeno per tutto il primo anno. Quasi come se agli italiani andava nascosto in fretta quanto stesse accadendo.

Del resto, lo stesso Stato ha rincarato tasse e tributi.

In un articolo del 2015, riportai una sentenza della Consulta che la dice lunga su come l’Euro ci abbia rovinati.

Conclusioni

Personaggi come Prodi, Amato, Ciampi, lo stesso Draghi, ci vengono presentati come gli eroi che sono riusciti a portare l’Italia nell’Unione europea e nella moneta unica. In realtà, somigliano più a dei Caronte che ci hanno traghettati nell’Inferno. E’ facile fare i professori quando il sedere è quello degli altri.

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Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere. La mail per contattarmi: [email protected] Ricevi le News su Telegram senza censure Le voci di dentro su Telegram

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