Enrico Letta segretario del Pd: cacciato dalla porta, rientra dalla finestra per fare parafulmine

Il ritorno del figliol prodigo. Anche se in questo caso, non è proprio appropriato dire così, visto che Enrico Letta dal Partito democratico non se n’è andato per un suo capriccio, contravvenendo alle volontà del padre. Bensì, è stato cacciato. E da un tale Matteo Renzi che oggi si ritrova pure come alleato nel Governo Draghi.

Enrico Letta in quel caso non ci fece proprio una bella figura. Renzi, fresco di nomina come segretario del Pd, riuscendoci dopo un primo tentativo fallito, aveva fretta di diventare pure Presidente del consiglio. E così, criticando continuamente l’allora Letta Premier, nel 2014 decise di rimuoverlo del tutto dopo appena un anno di governo. Proverbiale divenne quell’hashtag #enricostaiserendo ormai usato ovunque quando si vuole far fuori qualcuno.

Dopo un anno se n’è andò a Parigi per darsi all’insegnamento, dimettendosi pure da deputato. Ed ora ritorna. Ma non trova un Pd migliore di quello che ha lasciato nel 2015. E la sensazione è che alla fine farà il solito parafulmini e il velo pietoso alle guerre interne nel partito.

Ecco una breve biografia di Enrico Letta e cosa cambia nel Governo Draghi.

Enrico Letta chi è

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Come riporta Wikipedia, Enrico Letta è nato a Pisa nel 1966. Laureatosi in Scienze politiche (indirizzo politico-internazionale) all’Università di Pisa nel 1994 con la votazione di 110 e lode e ottenuto il dottorato in Diritto delle Comunità Europee, è stato presidente dei Giovani Democristiani Europei tra il 1991 e il 1995. Tre anni dopo diventa il più giovane ministro della Repubblica italiana, nominato Ministro per le politiche comunitarie nel governo D’Alema I. Mentre nel Governo D’Alema II è Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato e nel 2000 entra anche nel Governo Amato dove è anche Ministro del commercio con l’estero.

Nel 2001 viene eletto deputato, mentre nel 2004 diventa europarlamentare. Due anni dopo viene nominato Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri nel Governo Prodi II, ruolo ricoperto dallo zio Gianni nei precedenti Governi Berlusconi II e III.

Nel 2007 fa parte della costituente del Partito democratico, mentre nel 2009 è vice segretario del pd con Bersani segretario.

Viene rieletto deputato nel 2013, anno nel quale viene nominato presidente del consiglio da Mattarella in una grosse koalition che prevede anche Forza Italia, Scelta civica di Monti e Nuovo centrodestra.

Ma quel governo ebbe diversi problemi. Forza Italia uscì dopo qualche mese, mentre Nunzia De Girolamo, Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, diede le dimissioni in seguito ad una inchiesta relativa all’Asl di Benevento (poi assolta). Così come si dimise Josefa Idem, ex canoista e Ministro per lo sport, per uno scandalo Ici e abusi edilizi (poi prescritta).

Dopo le dimissioni causate dalle pressioni del segretario del Pd Renzi, va ad insegnare a Parigi dal 2015, fondando l’anno seguente anche una propria scuola. Nel 2018 collabora anche con il governo francese, entrando nella Comitè Action Publique 2022, voluta dal presidente Macron.

Nel 2019 si riavvicina al Pd, tesserandosi, dopo l’elezione di Zingaretti segretario.

Cosa cambia nel Governo Draghi con Letta segretario Pd

enrico letta foto

Enrico Letta è un europeista Doc. Del resto, l’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lo designò proprio per calmierare l’Unione europea data l’ascesa degli allora anti-europeisti Cinque stelle alle elezioni politiche. Letta doveva segnare la continuità col precedente Governo Monti.

Non dimentichiamoci che Letta è segretario generale dell’Arel – Agenzia di ricerche e legislazione, fondata da Beniamino Andreatta, quindi è di quella scuola liberista che tanto piace a Draghi, l’alta finanza e all’Unione europea. Inoltre dal 2015 è membro della Commissione Trilaterale. Quindi il Pd sarà ancora più in linea col Governo Draghi di quanto lo era già ora. E darà una ulteriore spinta per quelle riforme lacrime e sangue tanto care all’establishment.

5 Risposte a “Enrico Letta segretario del Pd: cacciato dalla porta, rientra dalla finestra per fare parafulmine”

  1. Letta è un fantoccio messo in mezzo nel momento peggiore della sinistra italiana, fagocitata di fatto dal grillismo accentratore di poteri, uno sacrificabile che quando inevitabilmente fallirà, non sarà affatto rimpianto.
    Renzi al contrario è molto furbo (ricordo lo scherzetto fatto proprio a Letta), è un politico esperto, quando Lo ha deciso ha fatto cadere il governo Conte, obbligando Mattarella a nominare Draghi (ultima chance per evitare le lezioni troppe volte rimandate).
    Nemmeno Draghi però riuscirà a fare più di tanto, presumo eviti azioni politiche serie (abolizione reddito di cittadinanza, quota 100, etc.), verrà il momento di eleggere il presidente della repubblica, e allora Draghi si sfilerà con eleganza per poterne divenire il successore.

  2. Non che mi piaccia Renzi. Ma non credo proprio che Letta sia meglio. Vorrei solo ricordare che in meno di un anno di governo ha fatto entrare oltre 150000 immigrati clandestini. Sarà anche una brava persona. Ma…
    Oltretutto, appena eletto segretario del pd, ha subito parlato di ius soli
    Non sono mai stato razzista, ma sono estremamente contrario all’immigrazione clandestina

  3. C’è poco da scherzare. LETTA è UNA PERSONA perbene, ben diverso, per nostra fortuna, di quello schifo di persona di RENZI, di cui prese il posto.

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