Tokyo 2020: Italia si distingue malgrado Educazione fisica ridotta a scuola

Dopo il trionfo all’Europeo (con qualcuno che ci aggiunge pure la vittoria all’Eurovision contest) l’Italia si è comportata egregiamente anche alle Olimpiadi di Tokyo 2020.

Olimpiadi di Tokyo definibili alquanto tristi e in dubbio fino all’ultimo, data la recrudescenza del Covid-19, che ha costretto a disputare le gare senza pubblico e comportato la fuga di molti importanti sponsor giapponesi (molto noti anche in Italia, come Toyota, Sony o Panasonic).

Infatti, almeno inizialmente, si parlava più dei positivi tra gli atleti che non dei risultati sportivi. Poi per fortuna i giochi olimpici hanno ingranato e regalato anche buone soddisfazioni agli azzurri. I quali hanno collezionato 10 Oro e 40 medaglie. Piazzandosi così settimi pari merito con Germania e Olanda, e settimi da soli per numero totale di medaglie.

Il tutto, in barba a come viene trattata l’Educazione fisica nelle nostre scuole, rispetto agli altri paesi europei e non.

Ecco il confronto disarmante.

Educazione fisica in Italia: i numeri imbarazzanti

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Foto di Clker-Free-Vector-Images da Pixabay

Come riporta Blogo, che cita una ricerca un po’ vecchiotta di Eurdyce (ma è molto difficile che le cose siano migliorate negli ultimi anni e forse sono pure peggiorate), se in Francia le ore annue di ginnastica nelle scuole primarie sono di 100 l’anno, in Germania circa 80 e nei Paesi scandinavi si arriva a 70, in Italia durante il quinquennio delle elementari si arriva ad accumulare un gap di circa 350/400 ore.

E non va molto meglio alle medie e le superiori, dove in Italia si fanno 66 ore di educazione fisica l’anno, contro le oltre 100 di Francia, Austria, Polonia e Germania.

A ciò va anche aggiunto che nel nostro paese non ci sono delle linee guida precise che un insegnante deve seguire, mentre in altri Paesi ci sono delle attività indicate come obbligatorie per i ragazzi, in particolare la ginnastica a corpo libero e i giochi con la palla. Ma non è escluso che uno studente debba cimentarsi con l’atletica o col nuoto.

I voti che poi vengono dati agli studenti sono un po’ a caso, talvolta più dati per aumentare la media ed aiutarli per controbilanciare altre materie che vanno male. Difficilmente poi si scende sotto il 6, almeno che lo/la studente non sia completamente assente durante le poche ore dedicate all’Educazione fisica (preferisce recuperare i compiti, formicare con altri studenti, farsi un bel sonnellino, ecc.)

Inutile poi il paragone con altre realtà del Mondo, come Usa, Cina e Giappone. Che dedicano molto tempo alla ginnastica a corpo libero e danno allo sport un valore molto importante. Tanto da pesare anche sul curriculum scolastico. Non a caso, alle olimpiadi questi paesi si piazzano sempre ai primi posti.

Gli unici paesi europei (anche se entrambi, per motivi diversi, si fa fatica a definirli tali) in grado di tallonarli, solitamente, sono Russia e Gran Bretagna. Cosa che si conferma anche quest’anno.

Tokyo 2020: bene Italia malgrado problemi atavici

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Foto di Please Don’t sell My Artwork AS IS da Pixabay

In Italia mancano strutture adeguate, con palestre spesso fatiscenti e decadenti. Ricordo che alle superiori eravamo costretti a cambiare plesso per fare un’ora di ginnastica ogni settimana, dato che nel nostro non c’era. Si tratta di problemi atavici, che ci portiamo dietro da decenni. E i continui tagli alla scuola non hanno fatto altro che peggiorare la situazione.

Non va meglio per le attività pomeridiane, praticamente inesistenti. O, meglio, esistenti solo per chi può permettersi di pagare una retta mensile. Mentre nelle periferie qualcuno cerca di realizzare palestre per togliere i ragazzi dalla strada. Ma facendo salti mortali.

Qui avevo già parlato di come stanno messi male, atleticamente parlando, gli adolescenti italiani.

Dunque un plauso agli atleti italiani che a Tokyo 2020 hanno onorato molto bene la nostra bandiera. Nascondendo vergognose lacune e mancanze del loro paese.

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