Drive-in salverà Cinema e Musica? Come funzioneranno film e concerti nei prossimi mesi

drive-in coronavirus

Data ultimo aggiornamento: 24 Aprile 2020

Possiamo chiamarlo un “ritorno al futuro”. Scene che in tanti abbiamo visto nei film americani, su tutti il cult anni ‘70 Grease. Infatti, sta tornando in auge il Drive-in, cioè la fruizione di film all’aperto ciascuno chiuso nella propria auto.

Infatti, a quanto pare, sia i concerti che i film al Cinema torneranno molto probabilmente dal 2021. Probabilmente dalla primavera. Un danno incredibile per settori già in perenne affanno, complice la pirateria alla quale si sono aggiunti ora i colossi dello streaming. Netflix su tutti.

Tutti i concerti sono rinviati a data da destinarsi, così come le uscite dei film di questi mesi. Inoltre, sono ferme anche le riprese dei film e ciò creerà un accavallamento di eventi tra quelli da smaltire e gli altri in uscita.

Molto probabilmente, tanti film non saranno mai girati, altri non usciranno mai. Soprattutto le piccole produzioni e le pellicole minori.

Dunque, il Drive-in potrebbe risolvere almeno in parte questo disastro economico-cuturale. Vediamo in che [sta_anchor id=”drive”]modo[/sta_anchor].

Come sarà Cinema e concerti con Drive-in

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Come riporta Il Messaggero, il simbolo dell’America anni ‘50 potrebbe tornare utile per salvare la cultura dal Coronavirus: appunto i Drive-in.

Negli Stati Uniti, a causa della chiusura dei cinema dovuta alla pandemia in atto, molti di questi spazi – fino a poche settimane fa ritenuti anacronistici – stanno riaprendo, e spesso registrano il doppio dell’afflusso normale.

Il Los Angeles Times cita strutture in California, Kansas, Oklahoma, Missouri, che hanno deciso di restare aperte, e sono state ripagate da un forte incremento di clienti:

«È stato un sollievo per molte famiglie – ha detto Beau Bianchi, che gestisce il grande Paramount Drive-In della città degli angeli – poter lasciare per qualche ora le proprie case: qui hanno trovato un ambiente sicuro, e un po’ di evasione».

Dal punto di vista legale, i drive-in rappresentano una zona grigia: le autorità sanitarie americane hanno vietato gli assembramenti di oltre cinquanta persone; ma non è chiaro se l’ordinanza debba estendersi anche a queste strutture in cui gli spettatori sono chiusi in macchine molto distanziate tra loro, in ampi parcheggi all’aperto.

Doug Mercille è il proprietario dello Starlite Drive-In di Cadet, Missouri, ed è uno dei gestori che ha deciso di non chiudere. Sostiene di averne il diritto: «Qui sono tutti confinati nelle loro macchine», spiega.

Il Drive-in potrebbe tornare in auge anche nel nostro Paese. Anche se qui non ha mai fatto registrare numeri particolari. Negli anni ‘50, in pochissimi avevano l’auto e i film all’aperto si vedevano seduti sulle sedie nelle piazze all’aperto

A Bologna, si pensa di organizzare un drive-in al posto del tradizionale cinema all’aperto in Piazza Maggiore; il direttore della Cineteca, Gian Luca Farinelli, ci sta pensando seriamente. E conferma che «si sta individuando uno spazio adatto, che non potrà essere in centro, bensì in estrema periferia».

«Siamo arrivati – ricorda – a radunare settemila persone, con la versione restaurata di Apocalypse Now, e quindi serve un’area molto grande: il drive-in ci è sembrato la formula più sicura, potrebbe essere una delle soluzioni».

Anche la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro sta studiando come «far svolgere la sua 56esima edizione in sicurezza», entro la stagione estiva; e il suo direttore Pedro Armocida ha ammesso si stare già pensando «a eventi come il drive-in da organizzare in zone della città adatte».

A Napoli invece si potrebbe fare nell’Arena Flegrea, mettendo a disposizione 250 posti auto su 500. Con massimo due persone per auto.

Iniziative anche in tutta Europa, da Dortmund, in Germania, alla capitale lituana, Vilnius.

Difficilmente il drive-in farà concorrenza allo streaming casalingo; ma potrebbe diventare una valvola di sfogo importante, per il pubblico e per il mercato. Basterebbe acquistare il biglietto online, allestire dei varchi elettronici e (perché no?) dare anche la possibilità agli spettatori di una consumazione.

Drive-In storia

drive in

La storia del Drive-In parte dal 1933, quando Richard Hollingshead, un ragazzo che voleva portare al cinema la propria madre sovrappeso, decise di andarci in auto. E così il primo drive-in della storia nacque nel 1933 in New Jersey.

In Nord America, le strutture drive-in di tutti i tipi sono diventate meno popolari dal loro massimo splendore negli anni ’50 e ’60, con drive-through (la possibilità di acquistare beni e servizi senza scendere dalla propria auto) che sono diventati importanti dagli anni ’70 e ’80. Il drive-in più grande ancora in funzione è The Varsity of Atlanta, inGeorgia

In Italia, il primo fu il Metro Drive-In, inaugurato nel 1957 nel quartiere romano di Casal Palocco: all’epoca, era uno dei più grandi d’Europa. A Milano c’è invece il Bovisa Drive-In, pronto a riaprire i battenti.

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