Donazioni con SMS: dove finiscono i soldi?

Donazioni con SMS: dove finiscono i soldi?

Dove finiscono i soldi delle donazioni con gli SMS? Ogni giorno ormai in Tv ci chiedono di donare soldi con un SMS per le più disparate cause. La più costante riguarda i bambini africani, mostratici con dolci occhioni spalancati, solitamente anche nell’ora della colazione, del pranzo e della cena, strategicamente per farci sentire in colpa. Manco fossimo noi la causa dei loro mali anziché i potenti della terra che sfruttano il loro continente da secoli.

Poi ci sono le donazioni cicliche, che si presentano ogni anno. L’esempio più lampante è quello di Telethon, con maratone televisive che durano 3 giorni consecutivi e coinvolgono più programmi.

Ed infine, le donazioni via SMS occasionali, quelle che partono quando si verificano calamità di una certa entità.

Gli italiani sono un popolo generoso, ma, ovviamente, in tanti si chiedono dove finiscano davvero i soldi inviati via SMS per le donazioni. Anche perché scandali come Mafia Capitale, Soumahoro o il Qatargate, spingono allo scetticismo.

Cerchiamo di capirne di più di seguito.

Donazioni via SMS come funzionano

Come spiega Italia No Profit, i cosiddetti “SMS Solidali” sono inviati su un numero di telefono speciale a 5 cifre e valgono 1 o 2 € a SMS dai cellulari. Mentre dai telefoni fissi, tramite una telefonata, possono raggiungere i 5 e 10€.

Il numero va richiesto a una compagnia telefonica entro 60 giorni dall’avvio della campagna e previo invio di tutta la documentazione necessaria. Ovvero:

  1. tutti i documenti relativi all’associazione: iscrizione all’Anagrafe delle Onlus o al Registro Unico del Terzo Settore – quando questo verrà istituito – atto costitutivo, statuto, organigramma, ultimi due bilanci d’esercizio, eventuale bilancio sociale, breve descrizione dei progetti
  2. Scheda di Progetto che contiene: finalità, destinatari, modalità e tempi di realizzazione, budget di spesa complessivo, altri canali di raccolta fondi e finanziamento del progetto
  3. Piano di comunicazione: come la campagna solidale sarà pubblicizzata

Il primo aspetto è fondamentale in quanto la compagnia telefonica deve accertarsi che la Onlus sia solida e non occasionale magari costituita appositamente per realizzare una truffa.

Il secondo punto è invece importante perché l’azienda che mette a disposizione la propria struttura deve accertarsi della validità del progetto.

Il terzo riguarda invece l’importanza della promozione. Chi vuole impostare una campagna solidale via SMS deve anche avere un budget adeguato per poterla pubblicizzare. In particolare, sono necessari dei passaggi televisivi, poiché si riesce a raggiungere di potenziali donatori molto più largo, soprattutto gli Over 60 che generalmente sono più sensibili su certi temi.

Ad onor del vero, le donazioni via SMS stanno subendo una flessione, poiché dopo l’ottimo successo dei primi anni 2000 – quando l’SMS era molto utilizzato e di fatto unica forma primordiale di comunicazione telefonica testuale – da una decina di anni ha gradualmente ceduto il passo a nuovi strumenti. Come le app di messaggistica o i Social.

Tanto che ormai gli SMS sono utilizzati soprattutto per comunicazioni aziendali (avvisi di prelievo delle banche, notifiche da parte di un corriere riguardo una spedizione postale, avvisi di promozioni in scadenza da parte delle compagnie telefoniche, ecc.).

A ciò aggiungiamoci pure un altro fattore e cioè che negli anni sono emersi nuovi servizi di money transfer e Fintech, come Paypal, Neteller, Skrill, Meta, ecc. Molto più veloci di un SMS che ormai appare vetusto.

Dove finiscono i soldi delle donazioni via SMS

Dopo aver visto come funzionano le donazioni via SMS, vediamo dove finiscono i soldi delle raccolte fondi solidali. Come spiegò La Stampa in occasione della raccolta fondi per il terremoto che colpì l’Emilia il 31 maggio 2012, e che in linea di massima può essere utile per tutte le raccolte fondi solidali, il denaro finisce totalmente alla o alle Onlus richiedenti. Sulle cifre non grava l’Iva e agli operatori telefonici che mettono a disposizione la propria infrastruttura non spetta nulla. Oltretutto, questi ultimi versano i contributi raccolti senza intermediazioni bancarie.

Va inoltre specificato che tecnicamente si tratta di una promessa di donazione. Quindi, fino a quando Tim, Vodafone, Wind Tre e gli altri operatori non riscuotono le bollette, non possono entrare in possesso dei soldi e dunque versarli ai destinatari.

Riguardo infine i tempi tecnici di trasferimento dei fondi si tratta solitamente di circa 60 giorni. Il che ovviamente può essere problematico per le raccolte fondi finalizzate per esempio alle vittime di calamità naturali, che invece ne hanno bisogno immediato.

Donazioni via sms truffa?

Il tutto ovviamente in teoria. Bisogna sempre valutare quanto la Onlus che chiede denaro sia seria e affidabile e quanto siano altrettanto serie le compagnie telefoniche che gestiscono il tutto.

Purtroppo, come detto nell’incipit, la cronaca troppo spesso ci restituisce casi di truffe in nome della solidarietà. Col Vip di turno pure in combutta, o che comunque ha prestato il proprio volto anche in buona fede.

Prima di inviare un sms solidale, meglio dare un’occhiata sul sito della Onlus che chiede i soldi per sapere di più riguardo la sua storia, come intende spendere il denaro, se magari ha dei bilanci trasparenti pubblicati.

Inoltre, sul sito ufficiale o sulle sue pagine Social, occorre accertarsi che siano davvero loro a chiedere il denaro, visto che spesso si utilizzano associazioni note per raccogliere denaro illecito. Se non c’è nulla a riguardo, possiamo anche cercare di contattarle. Quello che andrebbe fatto anche nei casi di raccolta di sangue per strada tramite camper. Purtroppo, anche il sangue ha un mercato nero, proprio come quello degli organi.

Dire che le raccolte fondi via sms sono delle truffe tout court sarebbe ingiusto. Tuttavia, un po’ di scetticismo è sempre doveroso. Anche perché, proprio per il fatto di essere solitamente impostate per la televisione, finiscono per coinvolgere le persone più anziane, facilmente raggirabili. Soprattutto se vivono sole.

Conviene donare via sms?

Beh a questa domanda deve rispondere ciascuno di noi secondo coscienza. Oltre a quanto detto fino ad ora, si può concludere che c’è chi dona semplicemente per avere “la coscienza a posto“. E quindi non si cura più di tanto che il denaro arrivi realmente a destinazione o meno. E c’è chi, invece, lo fa con grande attenzione, informandosi bene prima dell’invio.

Infine, e sono anche in molti, se non la maggioranza, ci sono quelli che non ci credono a prescindere. Indignati dalle troppe truffe lette o sentite. Magari preferendo un’offerta “vis-à-vis” agli indigenti incrociati per strada, alla vecchia maniera.

Non sarebbe giusto spingere alla donazione senza sé e senza ma, così come a non donare a prescindere. Meglio informarsi prima e poi agire secondo propria coscienza.

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Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere. Per collaborazioni, banner, guest post, segnalazioni o richieste: luca.scialo81@gmail.com Ricevi le News su Telegram senza censure Le voci di dentro su Telegram

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