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Governo ha chiuso bar e ristoranti contro parere Comitato scientifico: la prova

Le festività natalizie si avvicinano e, come ormai abbiamo ben capito tutti, non saranno come da tradizione. Tanti i divieti che ci negheranno la normalità, tra impossibilità di pranzi e cenoni con tanti familiari a casa, ristoranti e bar che devono chiudere entro le 18, limitazioni alla mobilità tra province comuni e regioni.

Come accaduto però agli inizi della Pandemia, quando il Governo dichiarò l’Italia zona rossa tutta, mentre il Comitato tecnico scientifico (CTS) aveva consigliato solo di circoscrivere il lockdown alle zone colpite (ne ho parlato qui), così verso fine ottobre c’è stato un altro scavalcamento.

E questa volta proprio ai danni di alcune delle categorie più colpite dal Covid-19: bar e ristoranti. Ecco il documento che lo prova.

Comitato tecnico scientifico (CTS) aveva concesso apertura bar e ristoranti

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Come riporta Il Tempo, il Comitato tecnico scientifico aveva pubblicato un verbale in data 17 ottobre 2020, che riteneva validi i protocolli in base ai quali i ristoratori avevano messo in sicurezza i locali. Tutt’al più, proponeva controlli più rigidi sul rispetto delle prescrizioni fornite a maggio.

Ecco cosa riporta il verbale:

Per ciò che concerne il settore della ristorazione, il CTS rimarca il rigoroso rispetto e controllo delle misure già più volte indicate dal CTS ed oggetto delle norme attualmente in vigore (es. distanziamento, prevenzione degli assembramenti, obbligo nell’uso della mascherina negli esercizi commerciali e di ristorazione) con intensificazione della vigilanza e delle azioni di contrasto che devono essere rese più agevoli nella loro possibilità di adozione (es.: obbligo di affissione del numero massimo di clienti che è possibile accogliere negli esercizi). Il CTS suggerisce la coerenza della limitazione già prevista dalle raccomandazioni vigenti per i contesti domestici relativa al numero massimo di persone che possono condividere il medesimo tavolo all’interno dei locali di ristorazione

Cosa vuol dire tutto ciò? Che bar e ristoranti si sono messi in regola riguardo la sicurezza anti-Covid19. Ma il Governo preferisce chiudere le attività perché non è in grado di garantire i controlli.

Quindi, siamo al solito discorso che i Lockdown vengono imposti soprattutto perché c’è stato uno smantellamento dei principali settori statali (Sanità, Pubblica sicurezza, Scuola, ecc.) e la soluzione più semplice ed immediata è rinchiuderci tutti in casa.

Un problema che riguarda un po’ tutti i Paesi europei, che hanno agito come il cane che si morde la coda creando una Unione europea che si è rivelata più una trappola che un sogno. Cavalcando inoltre un illusorio Neoliberismo che oggi stiamo paghiamo a caro prezzo.

Luca Scialò

Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere

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