CTP: autisti senza stipendio da 2 mesi, brutta fine di un’azienda

CTP: autisti senza stipendio da 2 mesi, brutta fine di un’azienda

Introduzione

Quando leggo o sento notizie riguardanti la CTP, mi sento sempre emotivamente coinvolto, giacché ci ha lavorato mio padre per oltre trent’anni nel ruolo di controllore.

Ho ancora conservato quel berretto che non voleva mai indossare, dall’alto della sua folta capigliatura conservata fino alla fine dei suoi giorni. E che purtroppo non mi ha dato in eredità. Così come il tesserino che doveva portare al petto, che agli occhi di un bambino sembrava il distintivo di un coraggioso Sceriffo.

Mi raccontava spesso delle cose assurde a cui assisteva, specie negli anni ’80. Quando la politica dell’epoca era altamente permissiva e il consociativismo con i sindacati rasentava la vergogna. Ma ricordo che, benché bambino, già allora i bilanci dell’azienda di trasporti pubblici napoletana era in profonda crisi. Tanto che talvolta lo stipendio arrivava anche con 15 giorni di ritardo.

Erano anni di scioperi selvaggi, decisi il giorno stesso, senza alcun avviso largamente preventivo come avviene oggi. Con la gente costretta a scendere dagli autobus fermi da un momento all’altro. Loro, già vessati da ritardi mostruosi patiti alla fermata.

Lui andò in pensione nel 1995, giusto in tempo, prima che andasse in vigore la Legge Dini che introdusse il meno vantaggioso, ma sicuramente più realista, sistema contributivo. Ma anche prima dell’ulteriore sfascio dell’azienda pubblica.

Orbene, oggi non è cambiato nulla. Leggo ancora di scioperi e stipendi non pagati. Addirittura da 2 mesi per gli autisti, in concomitanza proprio con l’inizio del periodo natalizio, dove i soldi servono eccome. Proprio loro, che consentono ai mezzi pubblici di viaggiare. Mentre il lauto stipendio dei dirigenti arriva sempre puntuale.

Ripercorriamo la storia di CTP e la situazione attuale.

Dipendenti CTP senza stipendio

Come riporta LaRepubblica, nell’ultimo sciopero tenutosi lungo le arterie di Napoli, gli autisti hanno chiesto al sindaco Gaetano Manfredi di intervenire in una vertenza lunga mesi, con tanto di striscione: “liberaci da Città metropolitana“.

Ora gli operai sono senza stipendio, i mezzi sono fermi nei depositi da diverse settimane per mancanza di carburante e le casse vuote per consentire il servizio. La società è in attesa della nomina di due commissari, tra pochi giorni il tribunale si esprimerà sull’avvio all’amministrazione straordinaria.

Come spiega Peppe Ferruzzi, del sindacato USB:

Rivendichiamo il pagamento degli stipendi dei lavoratori della CTP. Ricordiamo che dal 20 dicembre il servizio è fermo e i tentativi (pochi tra l altro) di dare una mobilità ai cittadini sono risultati miseri e pessimi. Le responsabilità sono dovute ad una gestione assai singolare e inefficace con spesso interessi politici e sindacali, che hanno portato CTP al collasso. E le promesse sugli stipendi sono tavolette ormai

Ad inizio 2020, si era parlato del fatto che Anm, Ctp ed Eav potevano diventare un’unica azienda di trasporto pubblico locale in Campania per la provincia di Napoli.

È il progetto al quale sta (o forse stava) lavorando la Regione Campania. Il modello è quello dell’Atm di Milano, colosso della mobilità con un fatturato stratosferico, apprezzata in tutta Europa per l’efficienza del servizio offerto ai cittadini lombardi .

Ad annunciare il progetto, come riportava Fanpage, è stato lo stesso presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, a margine di un’iniziativa a Palazzo Santa Lucia:

Credo sia maturo il tempo – ha spiegato il governatore – per fare almeno uno studio su un piano industriale unitario delle aziende di trasporto pubblico locali, su un’azienda unica regionale, sul modello di Milano

Ma forse era il solito slogan pre-elettorale. Del resto, di lì a poco si sarebbero dovute tenere le elezioni regionali, con il Governatore uscente pronto alla ricandidatura. Poi scoppiò la Pandemia e le elezioni dalla primavera slittarono a settembre. Con la rielezione dell’ex sindaco di Salerno.

Non so quanto però potrebbe servire mettere insieme tre società che non se la passano certo bene.

CTP storia

Come riporta Wikipedia, la Compagnia Trasporti Pubblici di Napoli, in sigla CTP, già TPN, è una società per azioni, soggetta a vigilanza e controllo della città metropolitana di Napoli. Nata nel 2001 dalla trasformazione di una preesistente impresa, che gestisce il trasporto pubblico interurbano tra Napoli e i comuni della parte nord della città metropolitana di Napoli e della parte sud della provincia di Caserta, sino a Caserta compresa.

La storia parte dal 1957, quando il comune acquisì gli impianti e il materiale rotabile della Société Anonyme des Tramways Provinciaux. Una azienda belga privata fondata nel 1884 che eserciva le linee tranviarie Napoli-Aversa/Giugliano, Aversa-Albanova, Napoli-Frattamaggiore e Napoli-Caivano. Costituendo contestualmente la società per azioni Tramvie Provinciali di Napoli (TPN).

Negli anni successivi il servizio tramviario viene sostituito progressivamente da linee automobilistiche e realizzata la filovia Napoli-Aversa. Successivamente vengono acquisite alcune imprese private che gestivano autolinee (Selac-Sam-Sat).

Alla ex TPN venne inoltre affidata la gestione della ferrovia Alifana, mantenuta fino al 1976, anno della chiusura della cosiddetta tratta “bassa” fra Napoli e Santa Maria Capua Vetere. Nel 1978 a seguito della liquidazione della Spa, venne costituito il Consorzio Trasporti Pubblici di Napoli (CTP), al 50% tra il comune e la provincia di Napoli. Nel 1994 lo stesso entrò a far parte delle aziende del Consorzio UnicoCampania.

Nel 2001 una nuova modifica societaria portò alla trasformazione del consorzio in Compagnia Trasporti Pubblici di Napoli sempre fra le stesse controparti al 50% con la partecipazione di alcune società locali.

Nell’agosto del 2008 CTP fu nuovamente trasformato in società per azioni, avente come socio unico la ex Provincia di Napoli e l’anno successivo vendette le proprie quote di partecipazione nella Vesuviana Mobilità all’EAV bus.

Dal 2015 la proprietà è passata alla Città metropolitana di Napoli, che ha previsto la fusione di Ctp con l’ANM, azienda di proprietà del comune di Napoli. Per ora, come visto, ancora ferma, proprio come gli autobus.

Riguardo i numeri dell’azienda, dispone di circa 600 dipendenti e gestisce una rete di circa 2000 km. Servendo un bacino d’utenza di 72 comuni e trasportando circa 26,5 milioni di passeggeri l’anno con un valore della produzione di circa 13,5 milioni di km/anno.

CTP possiede un parco di circa 370 autobus e di 13 filobus (3 Ansaldobreda F19 e 10 Solaris-Ganz Trollino). I depositi sono 3.

Conclusioni

Una storia tutta italiana quella di CTP. Fatta di abusi, lottizzazioni, ruberie, assunzioni politicizzate, sprechi, ecc. Tutto a danno dell’utenza finale e dei dipendenti. Chissà se ancora vedrò circolare quegli autobus, e ad emozionarmi ancora.

Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere. La mail per contattarmi: [email protected] Ricevi le News su Telegram senza censure Le voci di dentro su Telegram

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