Covid-19, i 10 errori del Governo Conte bis che stiamo pagando cari secondo esperti

Covid-19, i 10 errori del Governo Conte bis che stiamo pagando cari secondo esperti

Conte parla stasera. Anzi no, domani. Forse alle 18, anzi no, alle 21.30. Cosa dirà? Farà un nuovo Lockdown? A cosa ci farà rinunciare? La mia attività resterà aperta? Domani mio figlio non andrà più a scuola?

Sono queste e tante altre le domande che gli italiani si pongono nell’era Covid-19. Iniziata da febbraio e chissà quando finirà. Mesi che hanno stravolto le nostre vite, introdotto nuove abitudini. Tanto che già si parla di una nuova divisione temporale in a.c. e d.c. per intendere avanti covid e dopo covid.

Come già scritto in precedenza, il Governo Conte bis le sue responsabilità ce le ha. E a sottolinearli ci pensano ora anche dieci professori universitari, firmando una lettera-appello congiunta, rivolta all’esecutivo. Nella quale hanno stilato i 10 errori commessi dal Governo Conte bis nella gestione del [sta_anchor id=”errori”]Covid-19[/sta_anchor].

Covid-19 errori commessi da Governo Conte bis

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Come riporta Il Giornale, il documento è sottoscritto dai seguenti accademici:

  • Nicola Casagli
  • Pierluigi Contucci
  • Andrea Crisanti
  • Paolo Gasparini
  • Francesco Manfredi
  • Giovanni Orsina
  • Luca Ricolfi
  • Stefano Ruffo
  • Giuseppe Valditara
  • Claudio Zucchelli

Questi, in particolare, i dieci errori che il Governo Conte bis avrebbe commesso nel gestire l’emergenza Covid-19:

Tamponi di massa mancati

É dall’inizio della pandemia l’appello rilanciato dal microbiologo Andrea Crisanti: si devono fare almeno 400mila tamponi al giorno per tenere sotto controllo la diffusione del virus.

Mancata messa in sicurezza delle scuole

Carenza di spazi e docenti hanno reso impossibile il necessario distanziamento in classe. Confusione e direttive contraddittorie sulla misurazione della febbre e sulla gestione dei positivi. Il medico scolastico è rimasto nel libro dei sogni. Totalmente assente la prevenzione prima dell’ingresso a scuola ovvero l’affollamento di bus e metro.

Mancanza di un Database

Molti enti di ricerca hanno sollecitato la creazione di un database accessibile con tutti i dati sull’epidemia, con la storia clinica dei pazienti messa a disposizione della comunità scientifica.

Flop app Immuni

L’app Immuni semplicemente non ingrana: la notifica del contatto con un positivo arriva anche dopo 9/10 giorni e per chi la riceve rappresenta la condanna a stare chiuso in casa in isolamento: il test non è tempestivo. Avevo già parlato delle criticità della app Immuni appena fu lanciata in questo articolo.

Mancanza di sanzioni per assembramenti

Soprattutto nel periodo estivo la debacle è stata completa: controlli inesistenti e chiusura delle discoteche dopo Ferragosto.

Mancato potenziamento delle terapie intensive

Dei 3.500 posti di terapia intensiva in più promessi ne sono stati attivati soltanto 1.300. Manca personale: infermieri e medici. E ad oggi già 5 regioni hanno superato la soglia di rischio del 30 per cento di letti di intensiva occupati: in Umbria sono il 42 per cento. Sopra il 30 anche Toscana e Piemonte. Lombardia al 29.

Mezzi pubblici affollati

Per il distanziamento sui mezzi pubblici in sostanza si è rimasti a zero. Le soluzioni possibili erano tante, suggeriscono gli accademici: convenzioni con i taxy, assunzioni tra gli NCC disoccupati, riapertura al traffico dei centri storici per favorire la mobilità privata.

Vaccini insufficienti

Perché non si sono centralizzate le procedure d’acquisto? Si sarebbero così anche evitate differenze di costi tra regioni. Perché manca la disponibilità nelle farmacie? Le dosi non bastano neppure per le categorie a rischio.

Mancato potenziamento della Medicina per il territorio

Come mai soltanto due giorni fa il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha rinnovato la convenzione con i medici di famiglia per far eseguire anche a loro i test rapidi? Perché non sono stati forniti subito i dispositivi di protezione a questa categoria? Ritardi anche in questo caso.

Mancata partenza dei Covid Hotel

Anche le strutture ad hoc per ospitare i positivi che non hanno possibilità di isolarsi in casa propria stentano a partire. Soltanto ora stanno partendo i bandi per le convenzioni.

E pensare che per fare tutto ciò, il Governo Conte bis ha avuto 8 mesi di tempo. Pur andando in Tv continuamente a parlare di seconda ondata. O loro, o i virologi che lo consigliano. Ed invece, la risposta più semplice ed immediata è rinchiuderci tutti in casa in modo dittatoriale.

Ma ormai focolai di rivolte si stanno accedendo ovunque, anche nella sorniona Italia.

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Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere. La mail per contattarmi: [email protected] Ricevi le News su Telegram senza censure Le voci di dentro su Telegram

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