Covid-19 e AIDS, gli stessi errori che uccisero molte persone

Introduzione

La correlazione tra Covid-19 e AIDS è stata già avanzata agli inizi di tutta questa vicenda che ci trasciniamo ormai da circa 2 anni, quando il vituperato Premio Nobel Luc Montagnier disse che probabilmente il nuovo coronavirus sarebbe emerso da un laboratorio dove si studiano nuove cure per l’AIDS (ne parlai qui).

La correlazione oggi ritorna, ma per un altro motivo: gli errori commessi nella gestione di entrambi. In particolare, per la fomentazione della paura da un lato e l’affossamento di cure alternative dall’altro.

Il nome a monte di tutto ciò, malgrado i quasi quarant’anni trascorsi è però solo uno. Il solito. Quello di Anthony Fauci. Il Guru della virologia mondiale, a capo della sanità americana ininterrottamente da metà anni ’80, che solo Trump ha provato a contrastare. Di recente pure premiato con una Laurea Honoris causa da La Sapienza, ma anche nell’occhio del ciclone per alcune mail scottanti sul laboratorio di Wuhan.

Vediamo cosa fece Fauci all’epoca con l’AIDS e cosa sta facendo oggi con il Covid-19. Il che, tutto sommato, riguarda anche noi italiani.

Covid-19 e Aids: le accuse a Fauci

Tra i pochissimi siti italiani a parlarne è quello di Nicola Porro. Ad accusare questa volta Anthony Fauci è il senatore repubblicano Ron Johnson:

Il dottor Fauci utilizza per il Covid lo stesso copione del terrore che ha usato negli anni ’80 per l’Aids

Durante il suo intervento, visualizzato da oltre un milione e 700mila utenti su YouTube, Johnson ha paragonato il comportamento attuale del direttore del Niaid verso il Sars-Cov2 a quello da lui tenuto durante l’esplosione della “peste del secolo”: l’Hiv.

L’8 dicembre, mostrando la gigantografia di un articolo di Fauci apparso sul Journal of American Medical Association, il senatore del Wisconsin ha dichiarato:

Vediamo cosa Fauci ha sostenuto nel maggio 1983. Io c’ero e conosco il legittimo stato di paura per lo scoppio dell’Aids all’epoca, ma i responsabili della salute pubblica non avrebbero dovuto alimentarla. Mentre è proprio quello che Fauci ha fatto

Nell’articolo Fauci affermava che bastasse un contatto di routine ravvicinato, come avviene tra i famigliari, per contagiarsi. E aggiungeva che se fosse stato possibile trasmettere la malattia anche senza un contatto sessuale e di sangue, “l’impatto della sindrome poteva essere enorme“. Secondo Fauci, l’Aids si poteva diffondere nell’intera popolazione attraverso un semplice “contatto casuale”.

Il video dell’intervento di Johnson:

Le dichiarazioni tratte dall’articolo sono contenute anche nel libro-inchiesta “The Real Anthony Fauci” scritto dall’avvocato e attivista Robert F. Kennedy Jr. Discendente della stimata, ambigua ma anche sfortunata col fato, famiglia Kennedy.

Un bestseller, nonostante la pesantissima censura dei media e delle case editrici americane. A pagina 151, Kennedy racconta che l’immunologo Arye Rubinstein, il maggiore esperto mondiale di Aids, premiato nel 1983 dal Nih (National Institutes for Health) per le sue ricerche sulla trasmissibilità del virus, era “sconcertato” dalla “stupidità” di Fauci perché le sue dichiarazioni non trovavano riscontro nel patrimonio condiviso di conoscenza scientifica della malattia:

Le sue parole sono eloquenti:

Le migliori evidenze scientifiche suggeriscono che l’infettività dell’Hiv, persino nei contatti intimi, è così trascurabile da essere incapace di sostenere un’epidemia generale

Qui un giovane Anthony Fauci con le sue infauste parole circa l’AIDS:

La marcia indietro di Fauci fu tardiva, in Italia ancora peggio

Nonostante le proteste di illustri colleghi, l’articolo di Fauci non fu mai ritirato né revisionato e le sue dichiarazioni furono rilanciate nelle successive interviste televisive.

Le parole di Fauci ebbero un duplice effetto immediato:

  • amplificare il terrore verso l’infezione
  • accrescere la sua influenza all’interno del Niaid (National Institute of Allergy and Infectious Diseases), di cui divenne direttore dal 1984.

Sempre il senatore Jonhson ricorda quanto le parole di Fauci furono dannose. Nei giorni seguenti la stampa internazionale pubblicò un articolo intitolato ‘I contatti casalinghi possono trasmettere l’Aids’ e l’Associated Press un’agenzia in cui chiedeva ‘L’Aids si trasmette dai contatti di routine?’.

Lo stesso giorno dell’articolo di Fauci, l’autorevole New York Times pubblicò un pezzo intitolato ‘I contatti tra i famigliari studiati nella trasmissione dell’Aids’.

Un po’ quello che sta facendo ancora oggi per il Covid. Ha stigmatizzato i malati di Hiv con i suoi allarmismi. Alcuni mesi dopo ha fatto marcia indietro, dichiarando:

E’ assurdo suggerire che l’Aids possa essere contratto attraverso i normali rapporti sociali, come stare nella stessa stanza o sedersi accanto sul bus

Dovrà arrivare il 1991, in un’Italia altrettanto terrorizzata dalla fobia di contrarre l’Aids anche solo sfiorando un malato (si ricorderà lo spot anni ’80 con le linee colorate intorno alle persone o le vignette informative del Lupo Alberto), perché l’immunologo Fernando Aiuti, per smontare la falsa narrativa sul contagio diffusa dai media, decidesse di baciare, di comune accordo, una sua paziente sieropositiva durante un congresso sull’Hiv a Cagliari.

In una immagine che fece epoca e che ricordo ancora, malgrado all’epoca avessi 10 anni.

Anche Report si occupò del caso in una puntata del 1997. Qui potete trovare la trascrizione completa.

Non solo Covid-19 e Aids: Fauci e le accuse di profitto

Malgrado tutto, Fauci ha fatto una brillante carriera. Promosso nell’era Reagan, sopravviverà a tanti altri presidenti americani, sia repubblicani che democratici. Contro di lui però pesano anche accuse di aver tratto profitti dalla Pandemia. Come quelle del senatore repubblicano Roger Marshal membro della commissione parlamentare di inchiesta sulla pandemia.

Al senatore, che chiedeva di rendere trasparenti le sue finanze – tra cui circa due milioni di dollari guadagnati dalla sua famiglia nel 2020 tramite fondi di investimento in Cina e Hong Kong – Fauci ha risposto, pensando di avere il microfono spento: “Che coglione!”.

Lo stesso atteggiamento di supponenza che ebbe ridendo alle spalle del Presidente degli USA.

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Pubblicato da Luca Scialò

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