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Rai sponsorizza Corsica: ecco perché è uno scandalo

In queste settimane stanno andando in onda spot televisivi per promuovere le regioni italiane. Un modo per aiutare il turismo nostrano e difenderlo dalla agguerrita concorrenza straniera a noi vicina.

Che ha gioco facile non solo per le eguali bellezze paesaggistiche che offre (vedi Spagna, Grecia, Croazia, Albania, Austria, Francia, ecc.) ma anche perché fare vacanze in Italia costa troppo. Il che scoraggia soprattutto i più giovani, che con smartphone alla mano, prenotano facilmente vacanze low cost oltre confine.

Sulla tv pubblica, però, sta circolando anche la pubblicità della Corsica.

Ma forse in Rai non conoscono un piccolo particolare

Corsica storia

Sebbene la Corsica sia geograficamente, storicamente e culturalmente legata all’Italia, politicamente fa parte della Francia dal 1769. Un altro smacco dei transalpini dunque, che già tolgono parte di mare a Liguria e Sardegna, oltre che territorio in Valle d’Aosta.

Un ulteriore mossa autolesionista, l’ennesima da parte di un governo che da un decennio non difende i nostri interessi a livello europeo ed internazionale (vedi anche cosa ci fanno Turchia e paesi nordafricani).

Come riporta Wikipedia, la Francia aveva subìto una dura sconfitta nella guerra dei sette anni, e aveva perso tutte le proprie colonie d’America, passate sotto il controllo inglese con il Trattato di Parigi del 1763.

Per limitare i danni rispetto al proprio arretramento imperialista, la Francia individuò la Corsica come punto strategico. Ma doveva vedersela con la Repubblica Corsa, che guidava l’isola, e con la Repubblica di Genova che voleva riannetterla.

La prima fase dell’operazione consistette nell’indurre Genova alla firma del trattato di Compiègne nel 1764, che stabiliva l’invio di truppe francesi in Corsica a sostenere la riconquista dell’isola da parte di Genova. Dopodiché Choiseul, invece di attaccare il capo della rivolta isolana che aveva fatto nascere la Repubblica Corsa, Pasquale Paoli, cercò di corromperlo. Ma quest’ultimo tenne duro.

La loro presenza era strategica anche per dissanguare le casse della Repubblica di Genova, che si accollarono la loro presenza.

Il 15 maggio 1768 Choiseul costrinse Genova a firmare il trattato di Versailles, col quale rinunciavano alla rivendicazione dell’isola riconoscendo invece la Francia come legittimo padrone dell’isola. Si può dire quindi che la Corsica fu sostanzialmente estorta a Genova quale garanzia per i debiti non onorati, e in un certo senso, artificiosamente creati.

Il Generale Paoli indisse una nuova mobilitazione generale ma contro i francesi, che ebbero gioco facile con l’addio all’isola dei genovesi.

I francesi furono duramente sconfitte a Borgo nell’ottobre 1768, episodio significativo per il patriottismo còrso, dal quale nacque il celebre canto popolare “Borgu“. Paoli lasciò liberi i numerosi prigionieri francesi catturati sperando di accattivarsi la rinuncia dei francesi. I quali invece rincararono la dose, inviando, agli ordini del marchese de Vaux, forze francesi ancora più ingenti e dotate di una potente artiglieria.

La campagna militare francese entrò nel vivo all’inizio di maggio del 1769, puntando direttamente verso il quartier generale còrso a Murato. Per sbarrare la strada all’attacco, Paoli mise in campo tutte le forze a disposizione, compreso un contingente di fanteria mercenaria tedesca. Cercò anche aiuti internazionali, ma il suo grido disperato restò inascoltato.

La battaglia decisiva si svolse il 9 maggio 1769 a Ponte Nuovo, ove le milizie còrse cedettero con gravi perdite alla potenza della superiore artiglieria delle forze francesi, che erano appoggiate da contingenti di còrsi assoldati dai notabili rivali di Paoli, prontamente passati al fianco dei futuri padroni dell’isola.

Paoli riuscì a sfuggire alla cattura e, imbarcatosi per Livorno, raggiunse Londra dove fu accolto in un esilio onorato (fu ricevuto personalmente dal re Giorgio III), mentre in Corsica restava il suo segretario Carlo Maria Buonaparte, padre di Napoleone, a tentare un’estrema resistenza. Ma anche lui dovette cedere alla fazione francese.

La Corsica divenne dunque francese e diede pure i natali ad un certo Napoleone Bonaparte (nacque ad Ajaccio). Colui che pure ha umiliato non poco il nostro paese.

Ma noi gli promuoviamo anche i territori, a dispetto delle vicine Sardegna e Toscana

Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere

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