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Coronavirus predetto da un romanzo del 1981: le inquietanti similitudini

Data ultima modifica: 3 Novembre 2020

Il Coronavirus Convid-19 continua a mietere vittime in Italia e nel Mondo. Oltre che propagare contagiati. Sebbene, per fortuna, aumentino anche i guariti.

E mentre si continua a studiarne la cura, nonché le origini (trasmesso da animale o creato in un laboratorio, forse perfino dagli americani per frenare l’ascesa cinese), prosegue la scoperta di incredibili predizioni del Virus da parte di questa o quella fonte.

Nota è ormai la profezia di Nostradamus, in una delle ormai famose quartine scritte nel XVI secolo, dove preannunciò una «grande peste» in una «città marittima» (Wuhan non ha sbocchi sul mare, però ha un grande «mercato del pesce» ha subito precisato un fan del medico-astrologo).

E poi ci sono gli ormai comprovati Simpson, che in una puntata del 1993 (episodio 21 della quarta stagione), intitolato “Marge in catene” e presenta curiose analogie con quanto sta accadendo. Il virus arriva a Springfield tramite un pacco postale sul quale ha starnutito un dipendente della fabbrica e spedito da un Paese asiatico non nominato esplicitamente. Tuttavia, si intende che sia il Giappone, inoltre le analogie reali con il Coronavirus sono poche.

Tuttavia, una inquietante analogia è stata trovata per la prima volta anche nella Letteratura. Infatti, un romanzo thriller The Eye of Darkness, scritto nel 1981 dal bestsellerista americano Dean Koontz, si parla di cose molto simili a quanto sta accadendo oggi.

Ecco i passaggi [sta_anchor id=”coronavirus”]principali[/sta_anchor].

Libro che ha previsto Coronavirus

Come riporta Il Giornale, il libro in questione come detto è The Eye of Darkness, scritto nel 1981 dal bestsellerista americano Dean Koontz, che oggi ha 75 anni.

Immagina che in un laboratorio cinese, nella città di Wuhan (proprio così…) venga creato un virus letale, ribattezzato Wuhan-400:

«Fu in quel periodo che uno scienziato cinese di nome Li Chen disertò negli Stati Uniti, trasportando un dischetto delle più importanti e pericolose nuove armi biologiche cinesi in un decennio. Chiamano il materiale Wuhan-400 perché è stato sviluppato nei laboratori fuori dalla città di Wuhan… Un’arma perfetta. Colpisce solo gli esseri umani».

Il libro ha venduto 4 milioni di copie. Cifre che potrebbero ancora salire alla luce di queste analogie.

Visto il successo mediatico del Coronavirus, ci sarà una versione aggiornata in Italia tradotta da TimeCrime, una sigla della casa editrice Fanucci, specializzata in narrativa di fantascienza. Il titolo sarà Abisso – Coronavirus: il romanzo della profezia. Ed uscirà venerdì 13 marzo.

Qual è libro italiano che ha previsto Coronavirus

libro italiano coronavirus

In realtà, un libro italiano che ha previsto il Coronavirus ci sarebbe. Sebbene sia passato quasi inosservato al grande pubblico (va beh che in Italia si legge poco): La maledizione della croce sulle labbra (Ink). Romanzo scritto a quattro mani da Danilo Arona e Edoardo Rosati con al centro una strana epidemia: da una lontana isola dei Caraibi un virus sconosciuto sbarca in Italia, a Milano.

«Due infettivologi ospedalieri, un lui e una lei, cominciano a indagare, ma ciò che sembra un bizzarro focolaio epidemico si trasformerà in un autentico incubo. Che ha il sapore di una piaga biblica…».

La previsione più inquietante è che colpisce inizialmente Milano. Tutto sommato, nel suo piccolo, ha qualcosa di previgente.

Coronavirus, differenze tra libro e realtà

coronavirus paesi contagiati

Justnerd però sottolinea le differenze tra il libro e il Coronavirus Covid-19.

Innanzitutto, non si tratta del primo romanzo che narra di ipotetiche infezioni virali e pandemie che falcidiano, più o meno pesantemente, la popolazione mondiale.

In secondo luogo, nella versione originale del libro di Koontz, del 1981, il virus si chiamava “Gorki-400” salvo essere ribattezzato “Wuhan-400” solo successivamente.

Infatti, originariamente, rispettando il clima di Guerra Fredda tipico degli anni ’80, il virus del romanzo era stato creato in una città Russa, con il thriller che sembra aver subito un riadattamento quando i “nemici USA” sono cambiati successivamente alla caduta del Muro di Berlino.

Infine, in The eyes of darkness il virus ha un tasso di mortalità del 100% (in pratica chi viene infettato è destinato a morte certa), dopo appena 4 ore di incubazione, mentre la mortalità del Coronavirus è del 2% (prendendo in esame i soli casi cinesi).

Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere

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