La farsa della Conferenza di pace senza la Russia

La farsa della Conferenza di pace senza la Russia

Il prossimo 15 e 16 giugno in Svizzera si terra la Conferenza sulla pace. Che avrà come sfondo lo splendido panorama offerto dalle altitudini del monte Bürgenstock, che affaccia sul lago dei 4 cantoni, in quel di Lucerna. Del resto, i leader mondiali scelgono sempre ottime location per i propri summit. Generalmente poco proficui alla prova dei fatti.

E anche questa Conferenza di pace sembra subire la stessa sorte, visto che mancherà uno dei due attori belligeranti: la Russia. Somiglia quindi più al summit di Yalta, quando gli allora vincitori della Seconda guerra mondiale, riscrivevano le geometrie del potere. Con un piccolo particolare: la guerra non l’hanno ancora vinta.

Inoltre, mancherà anche la Cina, che ha deciso di disertare proprio per l’assenza russa. Del resto, in questa Conferenza di pace si vorrebbe imporre alla Russia una pace scritta dagli occidentali, in particolare dallo stesso Zelensky.

Intanto Stoltenberg fa retromarcia

Come sottolinea Faro di Roma, dopo il pericoloso passo in avanti del Segretario della NATO Jens Stoltenberg – il quale aveva esortato i paesi membri dell’ormai vetusto organo sovranazionale a fare un passo indietro – quest’ultimo ha fatto retromarcia, accortosi della pericolosità delle sue parole:

Abbiamo ancora due compiti principali: in primo luogo fornire assistenza all’Ucraina – quello che stiamo facendo e che dovremmo fare ancora di più; mentre l’altro compito è evitare che il conflitto si aggravi, che si diffonda in altri territori al di fuori dell’Ucraina, che si trasformi in una guerra NATO su larga scala con la Russia nel cuore dell’Europa.

La NATO non sarà parte del conflitto in Ucraina, le forze della NATO non saranno sul terreno.

Tuttavia, la credibilità del personaggio è ormai nota. Si sa bene quanto cambi idea spesso e volentieri, come è altrettanto noto il fatto che le parole che pronuncia non siano di certo farina del suo sacco ma dei soliti burattinai che muovono i fili in Occidente. Un po’ come Macron, pronto alla guerra totale con la Russia, ergendosi a nuovo Napoleone. E chissà che non faccia la stessa fine.

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