COMPRARE A RATE SPESSO NON CONVIENE, ALTROCONSUMO METTE IN GUARDIA

MOLTE OFFERTE DI RATEIZZAZIONI SPESSO NASCONDONO INSIDIE E SVANTAGGI PER L’ACQUIRENTE
“Dio è morto, nelle auto prese a rate” scriveva Guccini in un suo testo del 1965 poi inciso dai Nomadi due anni dopo. Una metafora che come molti testi degli anni ’60-’70 ha anticipato in modo inquietante vizi e difetti dell’Italia contemporanea. La societa’ del consumismo – seppur oggi frenata dalla recessione dilagante e incessante – ha illuso la classe media di poter accedere ai propri oggetti desiderati attraverso il pagamento a rate. In fondo cio’ e’ anche vero: l’acquisto a rate facilita gli acquisti e dilaziona costi che nell’immediato magari non ci si puo’ permettere di sostenere; ma spesso dietro promesse di sconti e rateizzazioni si celano bluff e false opportunita’. A dirlo Altroconsumo, associazione che tutela i diritti dei consumatori.

L’INCHIESTA DI ALTROCONSUMO – Lo rivela un’indagine svolta da Altroconsumo in 180 negozi di elettrodomestici, articoli sportivi e arredamento di 9 grandi città italiane. In 6 negozi su 10, ad esempio, non è stato comunicato il Taeg (nel 24% dei casi) oppure ne è stato dato uno sbagliato (38%). Va ancora peggio con l’Ebic: solo nel 22% dei negozi visitati è stato regolarmente consegnato. In tutti gli altri casi le informazioni fornite sono state solo quelle del volantino pubblicitario o addirittura quelle comunicate a voce.
“Le informazioni su costi e condizioni del prestito ci sono state dette a voce o scritte a mano sul preventivo dell’auto o dietro al biglietto da visita. Quasi nessuno ci ha dato l’Ebic, il modulo europeo con le informazioni sul prestito, con il Taeg , come previsto dalla legge.  È andata ancora peggio nelle 15 concessionarie di auto usate che abbiamo visitato: il modulo europeo è stato consegnato solo da un concessionario e il Taeg era sbagliato o non è stato comunicato nell’88% dei casi”.
Informazioni vaghe, documentazione scarsa o insufficiente, reticenze e venditori impreparati. Il risultato non cambia nel settore dei generi di largo consumo.
I SUGGERIMENTI – Ecco 5 regole d’oro da tenere presenti se si vuole chiedere un finanziamento per un acquisto:
– Attenti al soggetto che eroga il prestito: può essere una banca o una società finanziaria. In ogni caso deve essere un intermediario autorizzato dalla Banca d’Italia (l’elenco è consultabile sul sito di Bankitalia, www.bancaditalia.it/vigilanza/regolamentati).
– Non firmare nulla senza avere prima ricevuto e letto il contratto e il modulo Ebic (European basic information consumers’ credit) che riporta in dettaglio costi e spese, deve contenere il Taeg esatto e i diritti del cliente.
– Se si cambia  idea dopo aver firmato la legge concede 14 giorni per recedere senza nessuna spesa (tranne l’imposta di bollo). Il recesso va comunicato per iscritto al finanziatore e nei 30 giorni successivi va restituito il capitale (con gli interessi maturati solo fino a quella data).
– In caso di problemi va inviato un reclamo scritto (anche via email) alla banca o alla finanziaria che ha erogato il prestito. Se dopo 30 giorni dall’invio non si riceve risposta o se la risposta non è soddisfacente si può fare ricorso all’Arbitro bancario e finanziario.
– In generale è buona regola non indebitarsi oltre un terzo delle proprie entrate mensili. Tenete presente che chi non riesce a pagare una rata o paga in ritardo rischia di essere segnalato come “cattivo pagatore” nelle cosiddette Centrali rischi, gli organismi che forniscono al sistema finanziario le informazioni sui clienti che ricorrono al credito.
(Fonte: Virgilio)
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