Come l’udito filtra i suoni e l’isolamento dei rumori di fondo

Come l’udito filtra i suoni e l’isolamento dei rumori di fondo

I suoni sono prodotti come detto nello scritto precedente, dalle vibrazioni atomiche e molecolari della materia che, una volta raggiunta una certa soglia manifesta uno scambio di energia con altra materia attraverso il rilascio di un certo rumore.

A differenza della luce che è un’onda elettromagnetica, il suono è di tipo meccanico ed è in grado di interagire con tutta la materia che lo circonda e soprattutto di creare delle interferenze fra suoni diversi, generando spesso una cacofonia ed una miscellanea detta rumore di fondo.

Anche oggetti molto grandi come possono essere i pianeti ed il Sole emettono onde sonore ascoltabili solo se riportate nel campo dell’udibile umano, perché si tratta di ultrasuoni con frequenze molto elevate spesso associate alle onde elettromagnetiche che gli stessi corpi celesti emettono insieme ad esse, generando una specie di carta d’identità del corpo emettitore.

Così ampiezza e altezza dei suoni producono il timbro sonoro che è inequivocabilmente relazionato al corpo che l’ha prodotto e facilmente distinguibile dagli altri, come la voce umana per esempio.

La lunghezza e lo spessore delle corde vocali produce una caratteristica lunghezza d’onda la cui altezza poi dipende dalla forza impressa dai polmoni nell’attraversare l’apparato fonatorio e far vibrare le corde vocali.

Limiti e potenzialità dell’udito

L’apparato uditivo poi è specializzato nel cogliere ogni più sottile sfumatura di ogni singola voce e attribuirla unicamente ad un determinato soggetto. Diciamo che si è specializzata in questo, stante lo sviluppo sociale in cui la comunicazione verbale ha assunto un ruolo preminente nelle relazioni interpersonali.

Come per la vista anche l’udito come già detto ha dei limiti e tutto quello che viene fatto sul suono, serve a riportare nel campo dell’udibile suoni altrimenti impossibili da recepire.

L’isolamento del rumore di fondo

Il primo passo verso il miglioramento della qualità sonora è sempre quello di rendere un suono il più puro possibile, isolandolo dal rumore di fondo. L’orecchio non ha alcuna capacità in questo senso, essendo un organo passivo di ricezione dei segnali alla stessa stregua della vista.

Sarà il cervello a farlo selezionando in una continua cernita i rumori interessanti da quelli di nessuna utilità, ad esempio non considerando fino ad un certo punto il rumore del traffico ma percependo perfettamente quello della suoneria del cellulare.

La purezza del suono perciò necessita di protesi acustiche raffinate come possono essere delle cuffie o dei pannelli insonorizzanti, atti a creare ambienti quanto più possibili privi di rumori di fondo, come avviene ad esempio negli studi radiofonici, televisivi ed in tutte quelle attività in cui un suono perfetto e privo della minima alterazione sia assolutamente necessario per un perfetto lavoro come negli studi di registrazione.

Tutto ciò comunque avviene sempre nell’ambito dei limiti che abbiamo più volte citato, limiti fra l’altro che non sono uguali per tutti, perché se è vero che l’apparato uditivo è approssimativamente uguale per tutti, non alla stessa stregua è possibile affermare questo per la comprensione a livello centrale encefalico, cosa questa che sarà il prossimo tema sull’argomento, e ne sentirete delle belle.

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Pubblicato da Francesca Silvana Scoppio

Medico chirurgo specialista in medicina interna e attualmente presto servizio nella ASL di Bari.

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