Ciriaco De Mita, il politico sopravvissuto 7 volte

Ciriaco De Mita, il politico sopravvissuto 7 volte

Data ultimo aggiornamento: 26 Maggio 2022

Sette spiriti come i gatti. Ma forse, essendo alla sua settima vita politica, si augura di averne ancora di più. Parliamo di Ciriaco De Mita, rieletto Sindaco di Nusco, paesino di poco più di 4mila abitanti in provincia di Avellino. Dove tutto ebbe inizio, 91 anni fa, mentre la carriera politica è iniziata nell’ormai lontano 1956. Oltre sessant’anni, passati sempre al centro.

Ciriaco De Mita ha battuto con il 60% dei voti (409 di distacco) Francesco Biancaniello, 50enne avvocato sostenuto dal Partito democratico. Cinque anni fa, De Mita era stato eletto con il 77,3% dei voti. Ha perso qualche voto, dovuto al distacco del Pd dalla sua coalizione. Ma l’addio lo ha solo sfiorato.

Ciriaco De Mita è sopravvissuto a tante stagioni della nostra [sta_anchor id=”demita”]Repubblica[/sta_anchor].

Ciriaco De Mita rieletto Sindaco di Nusco

ciriaco de mita foto

Misurarsi alla mia età è stata una sfida più che altro con me stesso”, ha detto l’ex segretario della Democrazia cristiana come riporta Il Fatto quotidiano.

Ho provato a ricomporre, durante questa campagna elettorale, ma lo scontro è avvenuto su parole inutili e presunzioni – prosegue De Mita – Loro erano partiti annunciando la vittoria e la mia ritirata, poi confrontandomi con le persone ho capito che avrei trovato altro. È stato un impegno dettato all’inizio più dall’istinto che dalla ragione. Ma il dialogo che ho avuto con le persone ha cambiato l’orientamento”.

La spinta a ricandidarsi era stata provocata anche dalla rottura con il consigliere regionale di “Italia è Popolare”, Maurizio Petracca, che ad Avellino ha deciso di sostenere il candidato sindaco Luca Cipriano con una lista composta da ex demitiani e esponenti che si sono allontanati dal Pd.

Proprio in seguito a questa rottura, De Mita ha deciso di non presentare per la prima volta una sua lista nel capoluogo irpino. Certamente farà sentire il peso della sua opinione nel ballottaggio che nel capoluogo si profila tra Luca Cipriano, sostenuto anche dal Pd oltre che da Petracca, e Gianluca Festa, dirigente provinciale del Pd in rotta con i dirigenti irpini del partito:

“La storia di Avellino – sottolinea De Mita – è sempre singolare. Come è accaduto, non c’è disegno politico ma una iniziativa che non si spiega e non si traduce in futuro”.

Un anno fa ad Avellino vinse il sindaco Vincenzo Ciampi del M5S, poi sfiduciato: oggi i pentastellati sono indietro e a contendersi la guida del Comune saranno due coalizioni di centrosinistra.

Nella prossima consiliatura, il primo problema nell’agenda del riconfermato sindaco di Nusco è la costruzione e lo sviluppo della Città dell’Alta Irpinia, il progetto pilota finanziato dalla Regione Campania che vede proprio De Mita alla presidenza:

Dobbiamo continuare a spiegare – aggiunge l’ex leader Dc – che le difficoltà non sono sempre di chi è chiamato a gestire. C’è una condizione più generale che riguarda l’equilibrio delle aree interne della Campania e del Mezzogiorno che va affrontato con risolutezza dai governi centrali. La politica che annuncia ha dimostrato di non produrre”.

Dunque De Mita si mostra ancora centrale nella politica avellinese, anche per le scelte future. Ma non solo. Ha una certa influenza che di certo farà pesare anche a livello regionale, in occasione delle prossime elezioni previste per il 2020.

Ciriaco De Mita sopravvissuto a tutte le stagioni della Repubblica italiana

de mita biografia

Figlio di un sarto e di una casalinga, nato e cresciuto a Nusco, dopo aver frequentato il liceo classico nella vicina Sant’Angelo dei Lombardi, vince una borsa di studio nel Collegio Augustinianum e si iscrive all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano dove si laurea in giurisprudenza per poi cominciare a lavorare come consulente presso l’ufficio legale Eni di Enrico Mattei. La moglie, Anna Maria Scarinzi, è stata segretaria di Fiorentino Sullo.

Nel 1956 De Mita venne eletto consigliere nazionale della DC al congresso di Trento. In quella sede si fece notare perché criticò Fanfani e contestò i criteri organizzativi del partito. Eletto deputato per la prima volta nel 1963 per il collegio di Benevento, Avellino e Salerno, nel 1966 alla Camera lanciò l’ipotesi di un accordo con i comunisti a proposito dell’attuazione dell’ordinamento regionale. Nel 1968 entrò a far parte del governo come sottosegretario all’interno.

Saranno undici i mandati come parlamentare, superando anche la stessa Democrazia cristiana. Finita sotto i colpi di Mani pulite:

  • DC (1956-1994)
  • PPI (1994-2002)
  • DL (2002-2007)
  • PD (2007-2008)
  • UdC (2008-2017)

Ora fa parte di L’Italia è popolare.

Tre volte Ministro, tre volte eurodeputato, anche una volta Presidente del consiglio per un solo anno.

Tra i fondatori della corrente di sinistra della Dc, aderirà anche al Pd, ma solo per un anno. In polemica con lo statuto del partito che prevede un tetto massimo di tre legislature complete. E che lo avrebbe di fatto escluso dalla tornata elettorale nel 2008.

Ciriaco De Mita può anche essere considerato il fautore dell’avvento in politica di due personaggi: Romano Prodi, due volte presidente del consiglio, e Sergio Mattarella, attuale Presidente della Repubblica.

Non sono mancate accuse, come quella relativa alle speculazioni sui fondi giunti per la ricostruzione dell’Irpinia dopo il terremoto del 1980. Fu toccato da Tangentopoli e criticato per la rete clientelare che avrebbe tessuto soprattutto in quel di Avellino. Su stessa ammissione di Clemente Mastella, la sua assunzione alla Rai fu agevolata da una raccomandazione di De Mita.

Ma Ciriaco De Mita è sempre andato avanti, come un lupo arpinese. Sopravvivendo al terrorismo rosso, al terrorismo nero, a Tangentopoli, il Berlusconismo, i grillini, il Renzismo e l’attuale Salvinismo.

Indissolubile o quasi, con le sue romantiche rughe, a ricordarci della bella politica italiana di un tempo. Discutibile certo, ma che aveva anche un certo stile.

AGGIORNAMENTO DEL 26 maggio 20221

Ciriaco De Mita è morto all’età di 94 anni. Era ancora sindaco di Nusco (Avellino), il paese dell`Irpinia che gli aveva dato i natali nel 1928. De Mita, come riporta Tgcom24, era stato sottoposto a febbraio a un intervento chirurgico per la frattura di un femore a seguito di una caduta in casa. Era ricoverato nella casa di cura Villa dei Pini, dove stava seguendo un percorso di riabilitazione.

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Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere. La mail per contattarmi: [email protected] Ricevi le News su Telegram senza censure Le voci di dentro su Telegram

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