Catasto, arriva riforma: chi rischia aumenti IMU fino a 3.600 euro

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Da oltre un trentennio in Italia si parla di riforma del Catasto. Ma i molteplici governi susseguitisi in questi anni, hanno sempre preferito demandare questa patata rovente a chi li succedeva. Come fatto per altre cose.

Tuttavia, le pressioni dell’Unione europea si fanno sempre più imponenti. Usando anche il “ricatto” dei fondi del Recovery plan, visto che il loro ottenimento è legato alle riforme. E la riforma del Catasto ci è stata richiesta come priorità.

Ma c’è un motivo su tutti per cui la riforma del catasto non è mai andata in porto, neanche per operare delle coalizioni più tassative. Ossia, avrebbe come conseguenza un aumento consistente delle tasse sulla casa. Che la Uil ha calcolato con una apposita simulazione in media di 1.150 euro in più sul territorio nazionale.

Vediamo cosa cambia con riforma Catasto e chi pagherà di più.

Riforma Catasto cosa cambia

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Foto di Tumisu da Pixabay

Come riporta Il Giornale, il governo Draghi vorrebbe attuare la sostituzione del criterio dei vani con quello dei metri quadrati. Nonché su altri elementi completamente nuovi, ancora allo studio. Il che comporterebbe un aumento sconsiderato del prelievo fiscale, che finirebbe per riguardare anche l’indicatore Isee legato al peso dell’immobile di proprietà.

Cosa significa ciò? Che a rischio ci sarebbero anche benefici come reddito di cittadinanza, riduzione delle tasse universitarie, accesso all’asilo nido a importi ridotti, ecc.

Riforma catasto: chi rischia aumenti maggiori

Chi rischia i maggiori aumenti con una riforma del catasto? A livello nazionale le rendite catastali aumenterebbero del 128,3%, ossia l’Imu crescerebbe come detto in media di 1.150 euro.

In alcune città italiane, poi, il salasso sarebbe anche maggiore. È il caso di Roma, dove il balzello aumenterebbe di 3.648 euro. Nonché Milano, dove l’incremento sarebbe di 2.260 euro.

Quando arriva riforma Catasto

Contrario ad una siffatta riforma è il centrodestra, che al momento fa parte del governo Draghi, eccetto la Meloni. Con Forza Italia che ribadisce il concetto della sacralità della casa, e la Lega di Salvini che parla di un altro salasso da evitare agli italiani.

Certo, se è vero che Berlusconi nel 2008 mantenne la promessa di sopprimere totalmente l’Ici sulla prima casa, è anche vero che la soppresse a tutti, anche ai ricchi (curando gli interessi del suo elettorato). Poi arrivò l’Imu di Monti e fu molto peggio. Mentre la Lega abbaia in Tv o in piazza, ma poi nei CdM abbassa la testa e vota docilmente.

Raffigurando alla perfezione la sua doppia anima: quella di Salvini da un lato e quella di Zaia e Giorgetti dall’altra.

Pd e Cinquestelle seguono invece con zelo cosa dice di fare Draghi, a sua volta dettato dall’Unione europea.

In tutto ciò, la Meloni continua a ringraziare.

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