Tangentopoli alla genovese: il solito vizio italiano

Tangentopoli alla genovese: il solito vizio italiano

In Liguria si indaga su un sistema di mazzette che coinvolgere il porto di Genova, il sistema dei rifiuti, le grandi opere e forse la sanità.

Dopo qualche anno di relativa pausa, con casi sporadici isolati qua e là, in Italia sono riesplosi da Nord a Sud casi che rievocano il sistema di Tangentopoli e la relativa inchiesta di Mani pulite.

Dopo il caso Puglia, ad occupare ora i media ci pensa il caso Liguria. Dove i pubblici ministeri e la Gdf si accingono a studiare il materiale sequestrato in questi giorni, con l’obiettivo di fare ulteriore luce su un sistema di affari, politica e presunte mazzette che coinvolge principalmente il porto di Genova, ma anche il sistema dei rifiuti con coinvolgimenti di altre città, le grandi opere dislocate nella regione e potrebbe anche sfiorare, la sanità.

Non faremo nomi, come già spiegato per il caso Puglia. Poiché le attuali leggi soprattutto relative al diritto all’oblio, fanno sì che dopo qualche anno l’avvocato di turno di persone coinvolte nelle inchieste, faranno la puntuale richiesta di rimuovere il nome dei propri assistiti dagli articoli. Come se un colpo di spugna potesse far sì che gli italiani non debbano più sapere cosa è successo, anche dopo condanne definitive e pene scontate.

Poi certo, c’è un’altra questione: una persona indagata è innocente fino a condanna definitiva. E fin troppo spesso politici e imprenditori sono stati bollati come mariuoli per poi essere assolti dopo dieci anni e passa di processi. Nel frattempo, la propria carriera politica è stata macchiata e la propria vita pesantemente rovinata.

La Liguria e i soliti mali italiani

Certo è che, da quanto sta emergendo, in Liguria si sarebbe consumata la solita commistione tra chi governa e chi chiede benefici, soprattutto imprenditori, per il solito sistema del voto di scambio.

I settori coinvolti sono sempre gli stessi, quelli basati sulle gare d’appalto, complice l’arretramento definitivo dello Stato nei propri doveri di garantire servizi. Dunque li delega a privati. Ma per vincere le gare, molto spesso, si chiedono scorciatoie. Che chi deve vincere le elezioni promette e chi vuole conservare il potere concede.

Ed ecco che servizi sanitari, lavori edilizi, il settore portuale, la gestione dei rifiuti. La solita triste litania già vista e rivista troppe volte nel nostro paese. E che ha allontanato, quasi definitivamente, i cittadini dalla politica.

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Pubblicato da Carlo Brigante

Mi definisco un "ribelle" del web

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