Carta igienica a rischio per la Guerra in Ucraina

Carta igienica a rischio per la Guerra in Ucraina

Anche la carta igienica è a rischio, così come tante altre cose che fanno parte del nostro quotidiano, per la guerra in Ucraina. Pensiamo al grano, al mais, il gas, diversi metalli, i fertilizzanti, ecc.

Ma non solo carta igienica. Bensì anche fazzoletti, tovaglioli e altro e ad aggiungersi alla guerra in Ucraina, troviamo anche gli scioperi delle cartiere in Spagna, Finlandia e Brasile. E si prevede che il mercato della cellulosa sarà in difficoltà almeno sino alla seconda metà del 2023. La speranza risiede nella costruzione di nuove fabbriche in Cile e in Uruguay.

Ma vediamo perché la guerra in Ucraina ha messo a rischio pure la carta igienica.

Perché carta igienica a rischio per guerra in Ucraina

Come riporta Ore 12, che cita Bloomberg, la carta igienica è a rischio complice il divieto di esportazione della betulle imposto dalle autorità russe. I prezzi erano già aumentati nel 2020 causa la pandemia. Nel marzo 2022 la Russia ha vietato l’esportazione di legname da betulla in risposta alle sanzioni imposte da Usa e Ue come punizione dell’invasione russa in Ucraina.

I prezzi delle materie prime sono già aumentati del 45% causa dell’aumento dei prezzi dell’energia elettrica mentre i maggiori produttori europei risentono della carenza di approvvigionamento della materia prima. I due paesi europei che esportano più cellulosa sono Svezia e Finlandia.

Carta igienica a rischio da novembre

La situazione potrebbe peggiorare ulteriormente dalla fine di novembre, con l’Austria che dovrebbe essere il primo paese colpito. La crisi dell’industria cartaria risentirà dei rincari dell’energia con un alto rischio di blocco della produzione nel caso di interruzione delle forniture di energia.

In Germania, il 23 settembre i produttori tedeschi avevano subito un abbattimento dei profitti, costretti così a ridurre la produzione o addirittura sospendere l’attività.

I rincari riguarderanno anche altri settori, come giornali, riviste, fumetti, imballaggi, il volantinaggio, ecc. Tanti settori che stanno crollando, appunto, come un castello di carta sotto i colpi di una guerra assurda, come tutte del resto, e che non vede fine.

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