Carlo III, inizio disastroso: tra licenziamenti, penne e proteste

Carlo III, inizio disastroso: tra licenziamenti, penne e proteste

Che il nuovo Re d’Inghilterra Carlo III non avesse avuto lo stesso ascendente della madre sull’opinione pubblica nazionale e internazionale, era prevedibile. Nessuno a dimenticato l’affaire Diana e la successiva disastrosa gestione dei figli (soprattutto Harry) ha fatto il resto.

Il 73enne Carlo III ci ha messo anche del suo e in questi primi 10 giorni da Re non ha mancato di far parlare di sé per nuovi motivi.

I licenziamenti di Clarence House da parte di Carlo III

Come riporta RaiNews, un centinaio di dipendenti del Re Carlo a Clarence House rischiano di perdere il lavoro: lo hanno saputo con una lettera, ricevuta proprio mentre stavano lavorando alla cerimonia di proclamazione dell’ex principe dopo la morte della madre.

Il Guardian riferisce che la notizia è stata data ai dipendenti lunedì, con la motivazione che una riduzione del personale è “inevitabile” dato il cambiamento di ruolo per Carlo e Camilla e che si stanno cercando soluzioni alternative. Secondo il quotidiano, a rischio sarebbero in particolare i segretari particolari, l’ufficio finanziario, il team responsabile per la comunicazione e il personale domestico.

Secondo il sindacato Public and Commercial Services Union (Pcs) si tratta di “una decisione spietata” presa nei confronti del personale che ha servito i Windsor e sta vivendo un doloroso momento di transizione. A ciò aggiungono l’insensibilità con la quale è arrivata loro la notizia del licenziamento.

Ad onor del vero, si tratta di contratti legati strettamente alla persona di Carlo. Quindi, venuto meno il suo ruolo all’interno di Clarence House, dovrebbe finire anche il lavoro di chi lo ha servito e riverito per anni. Tuttavia, anche per sedare le polemiche e per non gettare benzina sul fuoco delle polemiche, è probabile che queste persone saranno ricollocate altrove.

Carlo III tra sondaggi negativi e proteste

Il nuovo Re deve fare anche i conti con l’aumento dei contestatori. In questi primi giorni di regno sono stati molti ad utilizzare come slogan ‘not my King‘ (‘non è il mio Re’) davanti al Parlamento di Westminster, controllati a vista dalla polizia. Numeri però irrilevanti (qualche decina di contestatori) rispetto alle centinaia di migliaia di persone attese a Londra per i funerali della sovrana, ma da monitorare. Perché potrebbero aumentare, anche perché con Elisabetta II non si erano mai visti. Del resto, negli ultimi anni abbiamo assistito a proteste e cadute di Re o dittature anche laddove sembrava impensabile. E una fiammella può facilmente divampare.

Poi ci sono i sondaggi, che registrano come il gradimento verso la corona è largamente maggioritario solo fra gli over 50, con un’accentuazione tra gli over 65 (74%). Mentre fra i giovani cala fino a uno scarso 25% (fonte YouGov).

Carlo III e le penne

Infine, nota questa più divertente, hanno fatto sorridere i litigi di Carlo III con le penne al momento delle firme. Ad oggi se ne contano già due, e qualcuno scherza adducendo ciò al fatto che non sia abituato a lavorare dopo oltre 70 anni di parassitismo.

…occhio alle dita

Al web non sono sfuggite neanche le sue dita molto gonfie, a salsicciotto. Qualcuno ha parlato di problemi di salute e addirittura di pochi anni di vita. Ma si dovrebbe trattare più semplicemente di artrite o di un edema.

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Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere. La mail per contattarmi: luca.scialo81@gmail.com Ricevi le News su Telegram senza censure Le voci di dentro su Telegram

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