Caos a Milano e polemiche: decidete quali giovani volete

Data ultimo aggiornamento: 3 Maggio 2015

IN OCCASIONE DELL’INAUGURAZIONE DI MILANO EXPO 2015, LA CITTA’ MENEGHINA E’ STATA MESSA FERRO E FUOCO DAI BLACK BLOC, RIVIVENDO L’INCUBO DI GENOVA E ROMA
‘I giovani d’oggi sono sfaticati’, ‘choosy’, ‘bamboccioni’. ‘Non vogliono lavorare pure il weekend per 1300 euro al mese!”. ‘Pensano solo a chattare, postare su Facebook’. ‘Guardano solo Talent e Reality show’. ‘Si dannano solo per le partite di calcio’. “Sono lontani dalla politica’. Questi ed altri luoghi comuni avvolgono l’ultima generazione. La quale però, se decide di dare sfogo alla propria rabbia, distruggendo i luoghi simboli del capitalismo selvaggio come banche e fast food, pure non vanno bene. Perché sono violenti e ignoranti.


A Milano venerdì sono andate in onda le stesse scene già viste a Genova nel 2001 e a Roma un anno e mezzo fa, per opera dei Black bloc, giunti da diverse parti d’Italia e d’Europa per mettere ‘a ferro e fuoco’ la città meneghina. Una rabbia che molti sembrano non voler riconoscere, come se vivessimo in un Mondo perfetto. Dove tutti lavorano e hanno un futuro certo e che gli sorride. Il Premier li ha chiamati ‘figli di papà’, ma commettendo un errore. Perché i figli di papà sono quelli come lui che provengono da una famiglia che ha un’azienda o gli pseudo-rivoluzionari del ’68, borghesi che volevano semplicemente bruciare le tappe (studenti scolastici e universitari, non certo contadini e operai, come sottolineò anche il grande Pasolini. Al punto da stare dalla parte dei poliziotti, figli di proletari).
La mia generazione ha visto reprimere nel sangue la propria ribellione a Genova, nel 2001. Con quanto accaduto in strada prima (uccisione di Carlo Giuliani apice del tutto) e nella scuola Diaz poi. Ma se le generazioni successive ancora danno vita a certe guerriglie, evidentemente qualcosa ancora non va. Anzi, come sostengono anche i parrucconi economisti (ma non ci vuole il loro intelletto per accorgersene), le cose da allora sono di gran lunga peggiorate.
E poi c’è una foto emblema di questa contrapposizione Bamboccioni Vs Sfascia tutto. Quella che segue.
La ragazza pare sia straniera e incarna bene lo stereotipo etichettato dai radical chic alla generazione di oggi. Gli stessi che nel ’68 volevano cambiare il mondo e invece hanno creato questo attuale, con il loro, per dirla alla Guccini, ‘perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto, l’ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto‘.

Ma se poi quei giovani mollano lo smartphone per impugnare una molotov si indignano ugualmente. Ipocriti.

SONDAGGIO









Quasi unanime il pensiero degli elettori: 9 su 10 ritengono che le proteste a Milano siano solo di facinorosi. 

0 Risposte a “Caos a Milano e polemiche: decidete quali giovani volete”

  1. Quelli che agiscono perché indignati dalla politica corrotta che da sempre governa l'Italia, non quelli che si incazzano solo se gli tocchi l'auto!!!

  2. ci mancherebbe che decidessimo noi, dovete voi decidere per voi e per le generazioni che verranno, noi abbiamo già fatto i nostri danni

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