Canone Rai per smartphone e tablet: cosa c’è di vero

Canone Rai per smartphone e tablet: cosa c’è di vero

Introduzione

Il Canone Rai sarà inserito anche per smartphone e tablet? Un pericolo che aleggia da tempo e che è tornato alla carica in questi giorni.

E’ comunque vero che da molti anni ormai, il Canone Rai risulta una tassa anacronistica e ingiusta. Sia perché la Tv pubblica manda in onda un discreto quantitativo di pubblicità, sia perché l’offerta televisiva è così variegata che è impensabile costringere a pagare ancora una tassa per un servizio di cui in molti ormai non usufruiscono.

Per non parlare poi di altre criticità, come l’abbassamento della qualità dei programmi, il nepotismo mostruoso che ancora circola e la mano pesante dei partiti che la controllano.

Il Governo Renzi ha poi pensato di inserirlo nella bolletta della luce. Il che ha ridotto drasticamente l’evasione, ma la Corte europea di Strasburgo l’ha dichiarata una scelta illegittima.

E ora c’è, come accennato nell’incipit, una nuova beffa dietro l’angolo: ritrovarsi costretti a pagare il Canone Rai anche per smartphone e tablet.

Vediamo quanto il pericolo sia reale.

Canone Rai per smartphone e tablet: cosa c’è di vero

Come riporta Il Giornale, a proporlo è l’amministratore delegato dell’azienda pubblica di Viale Mazzini Carlo Fuortes, dopo aver chiesto un rialzo della quota del canone. Queste le sue parole:

Non si tratta di una tassa sul telefonino. Ho fatto un ragionamento semplice: in base a una legge del 1938, in Italia il canone è legato al possesso di un’apparecchiatura radiotelevisiva, mentre in tutti gli altri Paesi si paga in base alla possibilità di vedere le trasmissioni. E siccome oggi tutti i device possono accedere ai programmi Rai attraverso Raiplay, sarebbe bene che anche noi ci adeguassimo

Queste le sue altre richieste:

in sede di Commissione ha chiesto il riconoscimento integrale della quota canone destinata nelle casse del servizio pubblico, l’eliminazione della tassa sulla concessione del canone ordinario e un abbassamento del limite sugli spot pubblicitari per ogni fascia di programmazione. Fuortes ha infatti chiesto di portare l’affollamento di clip pubblicitarie all’8 per cento rispetto all’attuale 15 per cento

Una battuta che circola online e che riporto volentieri dice: considerando la qualità dei programmi della Rai, anziché nella bolletta della luce, non sarebbe meglio inserire il Canone nella tassa dei rifiuti?

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Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere. Per collaborazioni, banner, guest post, segnalazioni o richieste: luca.scialo81@gmail.com Ricevi le News su Telegram senza censure Le voci di dentro su Telegram

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