Canone Rai in bolletta addio: ma c’è la fregatura

Canone Rai in bolletta addio: ma c’è la fregatura

Introduzione

Sono anni che il Canone Rai abita le discussioni dei partiti politici, tra chi parla della necessità di abolirlo e chi invece parla della necessità di ridurne l’evasione. Il Governo Renzi lo ha introdotto nella Bolletta della Luce a partire dal 2016, tramite Legge di stabilità, al fine di ridurre il secondo problema.

Tuttavia, l’Unione Europea, tanto cara proprio all’ex sindaco di Firenze che guidava quell’esecutivo, aveva già fatto richiesta al governo italiano di valutare una modifica di questa imposta, in quanto si trattava di un onere improprio. Addebitato su una bolletta che non ha un legame stretto con la natura del pagamento (una simpatica battuta lo associa alla Tassa sui rifiuti, alla luce della qualità dei programmi della rete pubblica).

Il governo Draghi, ancor più pronunciatamente filo-europeista, ha deciso di accontentare l’Ue. Sopprimendo il Canone Rai in Bolletta. Ma non bisogna illudersi: non vuol dire che sarà del tutto abolita la tassa, bensì si troveranno altre forme per farla ugualmente pagare agli italiani.

Vediamo come sarà pagato il Canone Rai non più in bolletta.

Come sarà pagato Canone Rai

Come riporta Energia-Luce, sono le 3 principali ipotesi al vaglio del governo. Premesso che la novità partirebbe dal 2023:

Abolizione del Canone RAI

Prima di esultare, diciamo subito che il pagamento del Canone RAI sarebbe sempre presente aggiunto alla fiscalità generale. In pratica, il Governo di turno sceglierebbe in modo arbitrario i fondi da stanziare di volta in volta nella legge di bilancio annuale. Dunque, si tratterebbe di una tassa occulta. Sarebbe la strada già scelta da diversi paesi europei, come:

  • Svezia
  • Spagna
  • Norvegia
  • Olanda
  • Finlandia

Introduzione sul modulo 730

Uno svantaggio di questa opzione sarebbe quella di esporre il canone RAI ad uno strumento con un maggior tasso di evasione. Questo è ad esempio il metodo utilizzato dal 2005 in Francia (che risulta anche maggiore di quello italiano di più del 50%). Questa ipotesi sembra però quella a cui il Governo Draghi starebbe pensando di più.

Imposta sui beni immobili

In questo caso si emulerebbe Israele. Il canone Rai sarebbe affiancato a tasse come quella sulle automobili (ovvero il bollo auto, proprio come il paese israeliano) o proprietà immobiliari. Questa opzione, seppur possibile, pare essere la meno probabile vista la già alta pressione fiscale sugli immobili nel sistema fiscale italiano. Del resto, preoccupa anche la riforma del Catasto, con diverse associazioni di categoria che parlano di rischio di svalutazione per gli immobili.

Canone Rai negli altri paesi europei

In Italia il Canone Rai ammonta a 90 euro e ci sono dei ristretti casi di esenzione. Per fortuna, in seno all’Ue, ci poniamo a metà classifica. Al primo posto c’è la Svizzera, con una tassa sulla tv di Stato pari a 360,65€. Sebbene sappiamo lì quanto il costo della vita media sia molto più elevato.

Ecco un’infografica della situazione generale del Canone Tv in Europa:

Conclusioni

Come scritto spesso su questo blog, il Canone Rai da tempo non ha più ragion d’esistere. Alla luce dello scarso spazio lasciato ai programmi culturali (ormai delegati a canali digitali di cui molti ignorano pure l’esistenza). E, di contro, all’ampio spazio pubblicitario che ormai impera anche sulla rete pubblica (ovviamente non ancora ai livelli delle Tv commerciali, ma il gap si è molto ridotto).

I partiti, come sempre scritto, non hanno interesse a privatizzare la Rai poiché è un potente strumento di persuasione delle masse troppo importante. Sebbene, se almeno nella Prima Repubblica vi era una spartizione tra Dc, Psi e Pci, dalla Seconda in poi con l’arrivo del Bipolarismo chi va al governo fa “tabula rasa“. Vergognosa poi la concentrazione mediatica che aveva Berlusconi, già proprietario di 3 canali nazionali e alcune reti private (il famigerato e mai risolto “conflitto di interessi“).

Ciò a cui abbiamo assistito di recente con il Covid-19 e a cui assistiamo ora con la Guerra in Ucraina, è una conferma di come l’informazione pubblica sia manipolata.

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Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere. Per collaborazioni, banner, segnalazioni o richieste: luca.scialo81@gmail.com Ricevi le News su Telegram senza censure Le voci di dentro su Telegram

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