Canada come Germania nazista: Eutanasia per disturbi mentali

Canada come Germania nazista: Eutanasia per disturbi mentali

Da alcuni anni, il Canada guidato da Justin Trudeau si è dimostrato tra i paesi in prima fila per la realizzazione dell’agenda del World Economic Forum. Giocandosi il primato con due paesi dell’Oceania, quali Australia e Nuova Zelanda.

Ultimo capitolo dell’agenda riguarda la possibilità di chi soffre di disturbi mentali di essere sottoposto ad Eutanasia. Proprio quanto si vedeva nella Germania nazista, che i paesi moderni occidentali, auto-proclamatisi democrazie all’avanguardia, prendono come termine negativo di paragone. Eppure, stanno realizzando le medesime cose, se non peggio.

Infatti, nella Germania nazista, gli esseri umani “improduttivi” venivano concepiti solo come “un costo” e andavano cancellati. Così come per la Nuova Economia della Quarta rivoluzione industriale 8 miliardi di esseri umani sono troppi e fastidiosi. E pure inquinanti, tra auto e sistemi di riscaldamento/raffreddamento delle proprie abitazioni a combustibili fossili. Agli occhi dei 750 miliardari che costituiscono l’elite mondiale.

In Canada si espande l’eutanasia

Come riporta il sempre arguto giornalista Maurizio Blondet, il programma si sta espandendo per includere numerosi altri casi. Da marzo del prossimo anno, anche le persone in Canada avranno accesso all’eutanasia la cui unica condizione sottostante è una malattia mentale. Quando nel 2021 è stata approvata l’ultima legge sull’eutanasia medica, le malattie mentali erano ancora escluse.

Con l’espansione dell’eutanasia a marzo, il Canada diventerà uno dei sei paesi al mondo in cui un medico può aiutare a morire persone che soffrono solo di una malattia mentale e non sono vicine alla morte per cause naturali. Le persone che vogliono essere uccise dal punto di vista medico dovranno comunque presentare una domanda in futuro.

Devono essere due medici a stabilire che i richiedenti hanno effettivamente una malattia incurabile che sta causando loro sofferenze insopportabili e che i richiedenti hanno la capacità di giudicare la loro condizione. Secondo diverse testimonianze di medici locali, l’espansione renderà molto facile sottoporsi ad eutanasia.

Eutanasia come palliativo alle cure

Se è vero che l’eutanasia resta un diritto, non deve essere per lo stato una via facile per sbarazzarsi di persone che andrebbero curate e che possono farcela. Del resto, sopprimere un paziente è molto più conveniente che averlo sul groppone della sanità pubblica per anni.

I dati sono già allarmanti: sono già oltre 30mila i canadesi morti con l’assistenza medica da quando è diventata legale nel 2016. Di cui un terzo solo nel 2021.

Alcuni critici affermano che il sistema di eutanasia esistente è imperfetto perché spinge all’eutanasia le persone che soffrono per la mancanza di cure o supporto. 

Presso l’agenzia federale responsabile per i veterani, un dipendente ha offerto l’eutanasia non richiesta ad almeno quattro veterani tra il 2019 e il 2022. E l’agenzia sta indagando su un’altra accusa del genere, ha detto un portavoce a Reuters in una e-mail. Tuttavia, la consulenza sull’eutanasia non è un servizio fornito dall’autorità.

Alcuni psichiatri contrari all’estensione affermano che è impossibile determinare se una malattia mentale sia veramente incurabile. Un portavoce del ministro della Sanità Jean-Yves Duclos ha affermato che il governo sta lavorando con le sue controparti per garantire “un quadro solido” quando sarà disponibile l’eutanasia per le malattie mentali.

Insomma, c’era una volta un paese all’avanguardia dal punto di vista della sanità pubblica, un altro schiaffo alla vicina America come quello dato da Cuba. Ma anche esso si sta piegando alla logica della salute come affare e non come diritto universale.

In Islanda poi il problema viene letteralmente risolto sul nascere: qui infatti è passata una legge che prevede la soppressione dei feti che diventeranno bambini down.

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Pubblicato da Luca Scialò

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