CAMPANIA, ENNESIMO AUMENTO DEI TRASPORTI PUBBLICI MENTRE IL SERVIZIO PEGGIORA

IL NUOVO SISTEMA TARIFFARIO SI CHIAMA TIC E PREVEDE UNA MAGGIORE DIFFERENZIAZIONE IN BASE AGLI SPOSTAMENTI
Il trasporto pubblico in Campania è al collasso, e in questi anni, al cospetto di un servizio che è andato sempre più a peggiorare, si è pure assistito, ironia della sorte, a un aumento costante delle tariffe. Dal primo gennaio di quest’anno è partito il nuovo sistema tariffario, denominato TIC – acronimo di Ticket integrati Campania – che prende il posto del vecchio Unico Campania, vigente da diversi anni. Come si legge dal sito ufficiale, questa novità segna il ritorno dei titoli aziendali: ogni Azienda avrà i propri biglietti e i propri abbonamenti, utilizzabili su qualunque mezzo di quella singola Azienda. In questo modo si cerca di differenziare gli introiti di ogni compagnia per cercare di mitigare le rispettive crisi di bilancio che funestano ciascuna di esse. Ma per i poveri pendolari, in particolare per chi si sposta su più mezzi combinati, si tratta di un ennesimo rincaro, costretti ancora una volta a pagare di tasca propria gli sperperi del passato e gli esuberi di personale. Visto che i trasporti pubblici sono stati usati dalla politica, come altri Enti, per dare lavoro in cambio di voti. Facciamo qualche esempio.

ESEMPIO 1: CHI SI MUOVE PER NAPOLI– Facciamo qualche confronto, partendo da chi si sposta solo entro la zona di Napoli. Il penultimo aggiornamento tariffario risale al primo aprile 2013, e già prevedeva un rincaro. L’UnicoNapoli costava 1,30 euro e permetteva uno spostamento per 90 minuti con più mezzi. Adesso sono previsti due biglietti per una singola corsa su un solo mezzo, pari a 1 euro e 1,20 euro, a seconda del tipo di mezzo che si deve utilizzare. Mentre il biglietto orario, quello che consente di usare più mezzi nell’arco dei 90 minuti costa 1,50.
Dunque ci va a guadagnare chi deve usare un tipo di mezzo previsto nel biglietto da un euro, mentre quasi nulla chi rientra nel secondo caso; ci va a perdere invece chi rientra in quest’ultimo caso, dovendo pagare 20 centesimi in più a biglietto.
Va meglio per quanti devono fare un abbonamento mensile. Se con la vecchia tariffa costava 41,20 euro, ora pagherà 35 euro se utilizza un solo tipo di mezzo (dunque ben 7 euro di risparmio) e giusto 80 centesimi in più per quello integrato. Stesso dicesi per l’annuale ordinario, dove però le differenze nel bene e nel male sono molto più evidenti: con la vecchia tariffa che costava 285,10 euro e le nuove 235,20 (semplice) e 294 euro (per più mezzi). Torna poi anche l’abbonamento settimanale, soppresso con la vecchia tariffazione.
Morale della favola, per chi si sposta entro Napoli è prevista una riduzione delle tariffe per chi si sposta con un solo tipo di mezzo, mentre chi si sposta su più mezzi il rincaro è evidente.
ESEMPIO 2: CHI SI MUOVE DALLA PROVINCIA DI NAPOLI PER NAPOLI: Vediamo il secondo esempio, da Napoli per Casoria e viceversa. Se con la nuova tariffazione entrata in vigore il primo aprile 2013 andare a Napoli costava 1,70 euro, una cifra notevole se si considera che il Comune è confinante con la città partenopea (col treno ci si impiegano tra i 9 e i 13 minuti), ma il biglietto era valido per 100 minuti e consentiva di prendere più mezzi, ora la corsa semplice costa 1,50 e consente di prendere solo un mezzo. Dunque risparmio 20 centesimi ma posso raggiungere solo Napoli. Se invece so di dover prendere più mezzi, allora dovrò prendere il biglietto orario che costa 2 euro e dura 100 minuti. Dunque un rincaro di 50 centesimi.
Va meglio per chi deve fare l’abbonamento mensile, visto che se prima costava 49,50 euro, ora costa 37,50 per un solo mezzo e 50 euro per il trasporto combinato. Dunque una riduzione di 12 euro nel primo caso e un rincaro di soli 50 centesimi nel secondo. Sulla stessa scia anche l’abbonamento annuale, che passa dai 285,10 euro della vecchia tariffazione, ai 262,50 per la corsa semplice e 350 euro per quella combinata. Anche qui sensibile riduzione e aumento in base alle proprie esigenze.
Da aggiungere, infine, che sono stati soppressi sia i biglietti giornalieri sia quelli per il weekend. I primi andavano appannaggio di chi si spostava per tutta la giornata, i secondi per i turisti o chi si concedeva un po’ di relax in giro nel fine settimana.
Insomma, le nuove tariffe agevolano chi deve usare un solo mezzo, mentre per chi usa un trasporto combinato gli aumenti sono in taluni casi anche molto sensibili. Ai campani che vogliono fare un confronto delle tariffe per la propria zona di appartenenza, basta confrontare la vecchia tariffazione vigente con la nuova.

0 Risposte a “CAMPANIA, ENNESIMO AUMENTO DEI TRASPORTI PUBBLICI MENTRE IL SERVIZIO PEGGIORA”

  1. bisogna vedere se lo pagano il biglietto, a cosa serve fare rincari se poi la gente usa i mezzi senza pagare,ho letto spesso che quasi nessuno fa il biglietto.

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