Bratislava, alla ricerca delle statue di bronzo

Bratislava è la capitale della Slovacchia e conta 450.000 abitanti. Risulta essere tra le capitali più piccole d’Europa ma l’unica al Mondo a confinare con due Stati. Nella fattispecie, Austria e Ungheria. Ocupa entrambe le rive del fiume Danubio e la riva sinistra del fiume Morava.

Nel corso dei secoli, è stata fortemente influenzata da persone di diverse nazioni e religioni: austriaci, bulgari, croati, cechi, tedeschi, ungheresi, ebrei, serbi, oltre, ovviamente, slovacchi.

Nel 2017, Bratislava è stata classificata come la terza regione più ricca dell’Unione europea per PIL (PPP) pro capite (dopo Amburgo e la città di Lussemburgo). Il PIL alla parità del potere d’acquisto è circa tre volte superiore rispetto ad altre regioni slovacche.

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Bratislava storia

Il primo insediamento permanente noto dell’area iniziò con la cultura della ceramica lineare, intorno al 5000 aC, nel periodo neolitico. Intorno al 200 aC, la tribù celtica Boii fondò il primo insediamento significativo, una città fortificata nota come oppidum. Costituirono anche una zecca, producendo monete d’argento conosciute come biatec.Gerulata L’area cadde sotto l’influenza romana dal I al IV secolo dC e fu fatta parte del Danubian Limes, un sistema di difesa di frontiera.

I Romani introdussero la coltivazione della vite nella zona e iniziarono una tradizione vinicola, che sopravvive fino ai giorni nostri. Gli Slavi arrivarono dall’Oriente tra il V e il VI secolo durante il Periodo della Migrazione. Come risposta agli assalti di Avars, le tribù slave locali si ribellarono e fondarono l’Impero di Samo (623-658), la prima entità politica slava conosciuta. Nel IX secolo, i castelli di Bratislava (Brezalauspurc) e Devín (Dowina) erano importanti centri degli stati slavi: il Principato di Nitra e la Grande Moravia.

Nel X secolo, il territorio di Pressburg (che in seguito diventerà la contea di Pozsony) divenne parte dell’Ungheria (chiamato “il Regno d’Ungheria” dal 1000). Si sviluppò come un centro economico e amministrativo chiave sulla frontiera del regno. Questa posizione strategica ha destinato la città ad essere il luogo di frequenti attacchi e battaglie, ma ha anche portato allo sviluppo economico e all’alto status politico.

Il regno di Ungheria fu sconfitto dall’impero ottomano nella battaglia di Mohács nel 1526. I turchi assediarono e danneggiarono Pressburg, ma non riuscirono a conquistarla. A causa dei progressi ottomani nel territorio ungherese, la città fu designata la nuova capitale dell’Ungheria nel 1536, diventando parte della monarchia austriaca degli Asburgo e segnando l’inizio di una nuova era. La città divenne una città di incoronazione e sede di re, arcivescovi (1543), nobiltà e tutte le principali organizzazioni e uffici. Tra il 1536 e il 1830, undici re e regine ungheresi furono incoronati nella cattedrale di San Martino.

Il XVII secolo fu segnato da rivolte anti-asburgiche, combattimenti con i Turchi, alluvioni, pestilenze e altri disastri, che diminuirono la popolazione. Con l’incoronazione di Maria Teresa nel 1741, durante il regno settecentesco regnava la regina Maria Teresa, diventando la città più grande e più importante in Ungheria. La popolazione triplicò; molti nuovi palazzi, monasteri, palazzi e strade furono costruiti, e la città fu il centro della vita sociale e culturale della regione.

Wolfgang Amadeus Mozart ha tenuto un concerto nel 1762 nel Palazzo Pálffy. Joseph Haydn si esibì nel 1784 nel Palazzo Grassalkovich. Ludwig van Beethoven fu ospite nel 1796 nel palazzo di Keglević.

L’industria si sviluppò rapidamente nel 19 ° secolo. La prima ferrovia a cavalli nel Regno d’Ungheria, da Pressburg a Szentgyörgy (Svätý Jur), fu costruita nel 1840. Una nuova linea per Vienna con locomotive a vapore fu aperta nel 1848 e una linea per Pest nel 1850. Sono state fondate molte nuove istituzioni industriali, finanziarie e di altro tipo.

Dopo la prima guerra mondiale e la formazione della Cecoslovacchia il 28 ottobre 1918, la città fu incorporata nel nuovo stato nonostante la riluttanza dei suoi rappresentanti. La città divenne la sede degli organi e delle organizzazioni politiche della Slovacchia e divenne la capitale della Slovacchia il 4 febbraio. Il 12 febbraio 1919 la popolazione tedesca e ungherese iniziarono una protesta contro l’occupazione cecoslovacca, ma le legioni cecoslovacche aprirono il fuoco contro i dimostranti disarmati.

Il 27 marzo 1919, il nome di Bratislava venne ufficialmente adottato per la prima volta

Nel 1938, la Germania nazista annetté la vicina Austria nell’Anschluss; più tardi nello stesso anno ha anche annessa i quartieri ancora separati di Bratislava Petržalka e Devín per motivi etnici, poiché questi avevano molti tedeschi etnici. Bratislava fu dichiarata la capitale della prima Repubblica Slovacca indipendente il 14 marzo 1939, ma il nuovo stato cadde rapidamente sotto l’influenza nazista.

Bratislava fu bombardata dagli alleati, occupata dalle truppe tedesche nel 1944 e infine presa dalle truppe del secondo fronte ucraino sovietico il 4 aprile 1945. Alla fine della seconda guerra mondiale, la maggior parte dei tedeschi etnici di Bratislava fu aiutata ad evacuare dalle autorità tedesche.

Dopo che il Partito Comunista prese il potere in Cecoslovacchia nel febbraio 1948, la città divenne parte del blocco orientale.

Nel 1968, dopo il fallito tentativo cecoslovacco di liberalizzare il regime comunista, la città fu occupata dalle truppe del Patto di Varsavia. Poco dopo divenne capitale della Repubblica socialista slovacca, uno dei due stati della Cecoslovacchia federalizzata. I dissidenti di Bratislava hanno anticipato la caduta del comunismo con la dimostrazione delle candele di Bratislava nel 1988 e la città è diventata uno dei principali centri dell’anti- Comunist Velvet Revolution nel 1989.

Nel 1993, la città divenne la capitale della neonata Repubblica slovacca in seguito al cosiddetto divorzio di velluto.

Bratislava cosa vedere

Cosa vedere a Bratislava? A Bratislava ci sono stato in ottobre, approfittando di un viaggio a Vienna. Dato che dista un’oretta da lì, tanto che molti viennesi ci vanno come passeggiata domenicale. In effetti, si visita in una giornata.

Tra le cose da vedere, manco a dirlo, il Castello che sovrasta la città. La struttura è abbastanza grande ma in uno stile molto elementare. Una volta saliti su, è possibile apprezzare il suo giardino antistante, ma, soprattutto, il panorama che dà sulla città e che si fa sempre più interessante più si sale.

Oltre al castello, è interessante visitare il Duomo di San Martino e la Chiesa blu, chiamata così proprio per il suo colore azzurro. Quasi fiabesco. Interessante anche la Chiesa dei Trinitari, settecentesca, che prende a modello la Peterskirche viennese. Vanta un affresco trompe-l’œil del pittore barocco italiano Antonio Galli da Bibbiena.

Altra Chiesa che spicca è quella di San Michele, che spunta sul corso ed è molto caratteristica.

Girando per la città, è possibile poi apprezzarne caratteristici edifici, vicoletti e piazze. Ma soprattutto, le statue in bronzo sparse per Bratislava. Forse il vero must turistico della città.

Le prime statue furono collocate con lo scopo di animare le vie del centro dopo la fine dell’era comunista; il loro successo fu così grande che si decise di installarne altre scatenando, da allora, una vera e propria “caccia” alla statua. Nessun visitatore può, infatti, lasciare Bratislava senza una foto ricordo con le sue famose facce di bronzo.

Ci troviamo Cumil, che spunta da una panchina. In Bell’ignazio; il soldato che rievoca Napoleone; lo Schernitore, H. C. Andersen raffigurato con un cappello in mano; il Barone di Munchausen; la ragazza con la mela e l’uomo che guarda l’orologio; il soldato nella guardiola; le due donne vicino la cassetta postale: una seduta sopra la cassetta postale e l’altra seduta su uno skateboard, con lo sguardo rivolto verso l’alto.

Potreste giocare a cercare e trovarli, tipo caccia al tesoro. Oppure, cercando su internet, troverete dove stanno così da scovarli subito.

Bratislava cosa mangiare

Cosa mangiare a Bratislava? Sinceramente, non so quali siano i piatti tipici slovacchi. Del resto, la cucina austriaca, slovacca, ceca e ungherese si fondono e si confondono. Però posso suggerire un posto dove ho pranzato: Slovak pub. Rustico, dove davvero si respira la Bratislava che fu, si mangia bene, con porzioni abbondanti e a prezzi modici.

bratislava

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Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere. Per collaborazioni, banner, segnalazioni o richieste: luca.scialo81@gmail.com Ricevi le News su Telegram senza censure Le voci di dentro su Telegram

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