Biella, città dei suicidi: i motivi dell’inquietante fenomeno

Biella, città dei suicidi: i motivi dell’inquietante fenomeno

Introduzione

Biella e i suicidi. Un fenomeno così evidente che in città è stato istituito l’Osservatorio Nazionale sui Suicidi. Una scelta che non è piaciuta a nessuno in città, a partire dai biellesi stessi, passando per le istituzioni politiche locali, fino a quelle religiose rappresentate dal vescovo della diocesi monsignor Roberto Farinella.

Il fenomeno del suicidio, del resto, affascina da tempo. Gesto estremo, disperato, talvolta inatteso, a volte prevedibile. Il sociologo francese Emile Durkeim ci ha scritto un interessantissimo saggio nel 1897: Suicide. Diviso in 3 libri. Un’opera che ancora oggi, malgrado gli oltre cento anni passati, mostra ancora tutta la sua importanza scientifica.

Ma torniamo a Biella e quali sono i motivi dei tanti suicidi in città.

Numero suicidi a Biella

Come riporta Libero, Biella ha il tasso più alto di suicidi del Piemonte, 1,43 per 10mila abitanti, ed è seguita – ma a distanza – da Cuneo (0,99) e Vercelli (0,82). Mentre l’indice della regione è allo 0,83, con un totale di 339 vittime solo nell’ultimo anno. E il tasso nazionale, certificato dai dati Istat, si ferma allo 0,71.

In Italia nel 2019, ultimo anno monitorato dall’istituto, i suicidi sono stati 3.680, con una incidenza maggiore al Nord. Secondo il rapporto sull’uso dei farmaci, nel 2020 si stimano tre milioni di persone depresse (la depressione è di gran lunga la prima causa di suicidio).

La pandemia, poi, avrebbe ulteriormente peggiorato la situazione. Nel Mondo, il Covid avrebbe generato 53,2 milioni di nuovi casi di disturbo depressivo maggiore, con un incremento del 27,6 % rispetto al 2020. Inutile dire perché: scarsa socializzazione spinta da lockdown e limitazioni, nonché paura della malattia e del futuro.

Suicidi a Biella: i motivi

Il sindaco Carlo Corradino difende la sua città:

Per dirla una volta per tutte. Biella non è deprimente, sta cambiando molto ed è anche meno “orsa” (che è il simbolo della città), rispetto a prima. Ci stiamo aprendo al mondo e siamo in crescita. Non meritiamo questo titolo

Il Sindaco però ammette anche come la città offra poco per i giovani:

In questo momento c’è una certa fascia di età che trova difficoltà a esprimere la propria potenzialità – aggiunge Corradino -, non ci sono discoteche e spesso ci sono polemiche con i residenti, ma è una situazione simile a diverse province italiane

Sebbene occorra aggiungere che il maggior numero di persone che si sono tolte la vita negli ultimi 12 mesi sono anziani o vittime di forte depressione. Poco prima di Natale ha suscitato sconcerto il suicidio del questore di Biella, Gianni Triolo, che si è ucciso nel suo ufficio. Aveva lasciato due biglietti indirizzati rispettivamente a moglie e figlio, ritrovati sulla stessa scrivania davanti alla quale il dirigente di polizia si era seduto poco prima di spararsi un colpo di pistola alla testa con l’arma di ordinanza.

La Curia, invece, pratica il digiuno, la preghiera e una serie di pellegrinaggi nel vicino santuario di Oropa. Per affidare la gioventù alla Vergine nera che nel 1600 fece il miracolo, graziando la città dalla peste.

Biella, insomma, sarebbe una città deprimente. Che spinge le persone a chiudersi. Lo ha sottolineato il fumettista Zerocalcare, che aveva definito Biella – non a caso scelta come location per un suo lavoro – come una città «in cui si muore dentro». Il Sindaco lo ha invitato a prendere la residenza e a farsi testimonial che questo non è vero.

Biella: cosa vedere

La città non è comunque un deserto isolato. Come ricorda Wikipedia, offre diversi luoghi di interesse culturale, e nel 2019 è stata anche insignita dall’Unesco Città creativa per le arti popolari e l’artigianato. Spiccano per esempio:

  • il Santuario mariano di Oropa, situato a una dozzina di chilometri dal capoluogo e meta di pellegrinaggi di devozione mariana.
  • il Duomo di Santo Stefano
  • La basilica di San Sebastiano e il suo campanile
  • il Battistero romanico con all’interno affreschi del XIII secolo e la rinascimentale basilica di San Sebastiano (1504)

In città e nei dintorni non mancano aree naturalistiche, come:

  • l’Oasi Zegna ed il centro sciistico di Bielmonte
  • il Parco della Burcina, riserva naturale con flora protetta
  • il territorio della Bessa
  • la riserva naturale regionale detta delle Baragge, un’area verde che fa da corona alla parte a sud-est della città
  • il Ricetto di Candelo, antico borgo medievale

Evidentemente però queste cose non bastano e bisogna spingere maggiormente sulla socializzazione. Che già era scarsa in città ed è stata ulteriormente ridotta dal Covid-19.

Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere. La mail per contattarmi: [email protected] Ricevi le News su Telegram senza censure Le voci di dentro su Telegram

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