Batteria al magnesio inventata nel 1997 in Italia: ma è stata affossata

Batteria al magnesio inventata nel 1997 in Italia: ma è stata affossata

Oggi si parla tanto di auto green, spingendo soprattutto quelle elettriche. Che poi tanto green non sono, dato l’inquinamento generato in fase di produzione, ricarica e smaltimento delle batterie (ne abbiamo parlato qui).

L’Italia si è dimostrata avanti anche in questo campo, dato che già negli anni ’70 ideò un’auto elettrica, che le lobby del settore affossarono (ne abbiamo parlato qui). Mentre un quarto di secolo fa circa ha inventato una batteria al magnesio, molto meno inquinante e sicuramente molto meno pericolosa (dato che non esplodono) di quelle al litio.

Vediamo cosa sono e come funzionano le batterie al magnesio.

💡Cos’è e come funziona una batteria al magnesio

Come riporta Money, la prima batteria al magnesio al mondo fu messa a punto nel 1997 e presentava numerosissimi vantaggi rispetto alla più diffusa e nota batteria al litio:

  1. minimo impatto ambientale, in virtù del fatto che tutti i materiali che la compongono sono biocompatibili;
  2. costi di produzione molto più bassi;
  3. la materia prima, ovvero il magnesio, non è assolutamente costoso.

Oltre ai vantaggi squisitamente economici, abbiamo quelli tecnici. Infatti, i parametri tecnici di una batteria al magnesio sono decisamente superiori di quella al litio:

  1. temperatura di impiego fino a 200 gradi centigradi, rispetto ai 60 della batteria al litio;
  2. bassissima reattività del magnesio durante il suo impiego;
  3. ottima lavorabilità meccanica del magnesio metallico e possibilità di mettere a punto anodi (l’elettrodo positivo che fa passare la corrente elettrica) sottili e flessibili.

🚗Batteria al magnesio affossata dagli scarsi fondi per la ricerca

Il Brevetto internazionale fu depositato più di due decenni fa con titolarità dell’Università di Padova. Una innovazione che avrebbe potuto già da decenni, e comunque ancora potrebbe, rivoluzionare tutto il mondo delle energie rinnovabili e porre il nostro paese in una posizione di avanguardia nel delicato settore dell’accumulazione.

Anche lo stimato accademico, il professore Di Noto, elogiava la batteria al magnesio. Asserendo che questa particolare tecnologia avesse una densità energetica e una durata praticamente analoga a quella della batteria al litio. E che inoltre, agendo sul catodo, si poteva anche implementarla ulteriormente. Aggiungeva che il problema non era tecnico, ma economico. Proprio perché in Italia non ci sono mai abbastanza fondi per la ricerca.

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