Torna Avanguardia Nazionale, organizzazione neofascista che progettò rovesciamento democrazia

Torna Avanguardia Nazionale, organizzazione neofascista che progettò rovesciamento democrazia

Sarà per la crisi economica, di valori, di idee, di leadership politiche. Fatto sta che stiamo vivendo un tempo di nostalgie, anche in politica. Se a sinistra è stato ricostituito formalmente il Partito comunista italiano, a destra, anzi, estrema destra, è stata formalmente riorganizzata Avanguardia Nazionale, fondata nel 1960 da Stefano delle Chiaie allontanatosi da Ordine Nuovo, altra organizzazione di estrema destra fondata da Pino Rauti, uscito dal Movimento sociale italiano ormai ”istituzionalizzatosi” grazie al segretario Giorgio Almirante. Avanguardia Nazionale è un’organizzazione neofascista e golpista sciolta d’autorità nel giugno del 1976 dopo una sentenza del Tribunale di Roma che condannò, in base alla legge Scelba, trentuno dei suoi aderenti per ricostituzione del partito fascista. Per la cronaca era ormai da qualche anno che i suoi affiliati si rivedevano con gli stessi simboli: ora per celebrare la morte del boia delle Fosse Ardeatine Eric Priebke, ora per presentare l’autobiografia del suo fondatore Stefano Delle Chiaie (L’Aquila e il Condor), ora in convegni e meeting, sempre dalle parti di Roma. Ad Anzio, nel 2014, a un meeting intervenne anche l’europarlamentare leghista Mario Borghezio.

Il ritorno di Avanguardia Nazionale

avanguardia nazionaleOra vorrebbero tornare. Se lo son detti a Roma lo scorso 25 e 26 giugno. Il simbolo è lo stesso, pure i dirigenti. Tra loro anche Mario Merlino, l’«agente provocatore» che si infiltrò tra gli anarchici. L’intenzione è di aprire sedi. Allo stato sono ancora fuorilegge. Del resto, tra gli anni ’60 e ’70 hanno progettato ‘cosucce’: il ribaltamento dello Stato democratico italiano anche mediante la collaborazione dei Servizi segreti deviati. Di seguito ripercorriamo la storia di Avanguardia Nazionale, ben descritta dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo in Italia, presieduta dal Presidente Pellegrino dal 1996 al 2001. La cui ricostruzione sulla Strategia della tensione è contenuta nel libro Le stragi dimenticate.

Chi è Avanguardia Nazionale

avanguardia nazionale storiaAvanguardia Nazionale è stata AN fu fondata nel 1960 da Stefano delle Chiaie, allontanatosi da Ordine Nuovo. Nel 1965 A.N. si sciolse e fu ricostituita nel 1970. Basata sull’ipotesi golpista classica, (il fascismo storico, alla R.S.I. e ai regimi militari in Europa e America Latina di allora), si prefisse lo scopo di creare una definitiva divisione verticale nelle forze politiche in due fronti contrapposti: quello demo-marxista e quello nazionale rivoluzionario. Ciò poteva essere raggiunto creando un clima di tensione attraverso lo scontro diretto con l’avversario e/o con azioni di provocazione attraverso contatti con gli apparati preposti al mantenimento dell’ordine (esercito e forze armate di pubblica sicurezza). Anche A.N. se pur in tempi più lunghi pervenne allo scioglimento nel 1976 per il reato di ricostruzione del Partito Fascista. Dall’inchiesta giudiziaria è emerso un duplice livello di A.N.: uno ufficiale, destinato allo svolgimento delle attività pubbliche e legali; uno clandestino, per le attività occulte di eversione.

Pur se in sede processuale non si riuscì a dare una valorizzazione ricostruttiva dell’episodio, si è ormai storicamente certi che nel 1975 A.N. e O.N. siano pervenute ad un’unificazione. Ciò comportò un cambiamento nel modo di agire da parte dei membri di Ordine Nuovo, che, come detto precedentemente, preferivano una linea di progettazione e di costruzione teorica rispetto all’azione concreta.

La Commissione, mette in oltre in risalto, alcuni elementi ricavabili da due sentenze-ordinanze del Giudice Grassi e del Giudice Salvini:

a)Rapporti tra Avanguardia Nazionale, il SID e l’ufficio “Affari riservati” del Ministero degli interni: essi hanno origini risalenti ai primi anni ’60, quando il giornalista Mario Tedeschi di A.N., fu coinvolto dall’ufficio “Affari riservati” del Ministero degli Interni nell’attività di affissione dei “manifesti cinesi”, cioè una campagna d’attacco al PCI, che doveva essere imputata ai suoi stessi iscritti.

Tale attività, fu ammessa dallo stesso Delle Chiaie, che la definì come “guerra psicologica” nei confronti del PCI. Prova della copertura da parte delle forze dell’ordine fu l’immediata liberazione di alcuni avanguardisti, fermati durante l’affissione dei manifesti. Altro caso eclatante fu il “Golpe Borghese”.

b)Rapporti tra Ordine Nuovo, il SID e ufficiali dell’Esercito: a tal proposito è di fondamentale importanza la testimonianza dell’ordinovista perugino Graziano Gubbini, che tra il 1971 ed il 1972 si era trasferito in Veneto. Questi riferì di incontri con militari e di una riunione nella caserma di Montorio tra lo stesso Gubbini, in veste di rappresentante del centro Italia, con altri due ordinovisti, uno del Nord e uno del Sud, per dar vita con la cooperazione degli ambienti militari all’ “operazione Patria”, con finalità anticomuniste; il ruolo dell’esercito, sarebbe stato quello di procacciare esplosivo ed analogo materiale.

c)Le coperture del SID, nonché le fonti interne alle strutture eversive, mai utilizzate per un’azione di contrasto. In sede di analisi delle stragi si imputano le responsabilità all’inefficienza e all’incapacità degli apparati di sicurezza; mentre in realtà i Servizi d’informazione disponevano di notizie, elementi di valutazione, stabili fonti d’informazione, che avrebbero loro consentito di dare un aiuto determinante all’autorità giudiziaria11. Uno dei tanti casi può essere considerato il depistaggio del Generale Maletti, che avrebbe ostacolato la fonte Casalini, proprio nel momento in cui stava per “scaricarsi la coscienza”, dichiarando quanto sapeva di Freda e sulle implicazioni negli attentati del ’69 a Milano. Lo stesso Maletti avrebbe bloccato gli accertamenti su Gelli.

d)Le attività di provocazione e gli omicidi della destra eversiva o dei Servizi Segreti da attribuire all’estrema sinistra: un esempio eclatante di un tale metodo di depistaggio è il caso del mancato attentato nel ’73, sul treno Torino-Roma, in cui l’attentatore, Nico Azzi, portava con sé giornali e documenti (tra cui una copia di Lotta continua), che avrebbe portato ad attribuire la strage all’estrema sinistra. Per fortuna la strage non avvenne, per l’anticipata esplosione dell’ordigno, proprio mentre Azzi lo stava collocando sul treno, restando gravemente ferito. Anche altre operazioni del ’74 dovevano essere attribuite all’estrema sinistra.

Dopo il 1974, lo scenario comincia a cambiare, perché, per un po’, l’estrema destra, abbandona la tattica delle stragi, emulando le capacità e le modalità di agire dell’estrema sinistra (l’obiettivo sono i singoli individui e non le masse indistinte); restano però invariate le implicazioni dell’eversione nera con gli apparati dello Stato.

L’azione di Avanguardia Nazionale in Sudamerica

avanguardia nazionale chi fondòLa storia di Avanguardia nazionale non si esaurì però solo in Italia. Numerose furono, infatti, le «operazioni» che videro i suoi aderenti nella veste di killer per conto delle dittature sudamericane, dei franchisti spagnoli e della Dina, il servizio segreto di Pinochet, che su suggerimento della stessa An adottò come simbolo uno stemma delle SS. A descriverne bene l’operato è stato Saverio Ferrari (Osservatorio sulle Nuove Destre) ne Il Manifesto dell’8 luglio 2016.

Delle Chiaie operò infatti nel 1974 in Costa Rica contro la guerriglia comunista, altri di An intervennero a più riprese in Spagna contro l’Eta, sia per assassinare loro dirigenti sia per imbastire provocazioni. Stefano Delle Chiaie, Augusto Cauchi, Piero Carmassi, Mario Ricci, Giuseppe Calzona e Carlo Cicuttini, il 9 maggio 1976, parteciparono in Spagna, insieme con altri neofascisti, all’assassinio a colpi di pistola di due giovani democratici a Montejurra nel corso di una manifestazione organizzata dal partito Carlista di Carlos Hugo. Nessuno in Spagna ne rispose anche se un servizio fotografico su El Pais immortalò gli aggressori in azione.

Ma fu il tentato assassinio di Bernardo Leighton (l’ex-vice presidente del Cile) e di sua moglie, a Roma il 6 ottobre 1975 (rimasero entrambi gravemente feriti), che vedrà tutta An, con il contributo di elementi già di Ordine nuovo, impegnarsi a realizzare l’attentato mettendo a disposizione uomini e sedi. Lo stesso Pierluigi Concutelli dirà molti anni dopo al giudice Guido Salvini, il 17 maggio 2002, che l’assassinio era stato «Organizzato da Pinochet. Lo seppi da Delle Chiaie che affermava che Pinochet si stava ‘togliendo i sassolini dalle scarpe’».

Nel processo, tenutosi a Roma nel 1987, Delle Chiaie e Concutelli furono assolti per insufficienza di prove. Qualche anno dopo per gli stessi fatti, sempre davanti alla Corte d’Assise di Roma, Michael Townley, un cileno-americano reclutato dalla Dina, venne condannato a quindici anni, dopo aver confessato il suo ruolo di intermediario presso Avanguardia nazionale, spostandosi a Roma nel luglio del 1975 per preparare l’attentato a Bernardo Leighton.

In Bolivia delle Chiaie partecipò anche, nel luglio 1980, al cosiddetto «golpe della cocaina», portando al potere Luis Garcia Meza Tejada, con l’aiuto di neonazisti di vari paesi (tra loro anche il criminale di guerra tedesco Klaus Barbie) e dei gruppi paramilitari conosciuti come Los novios de la muerte (I fidanzati della morte), che si occuparono di eliminare i piccoli narcotrafficanti per giungere al controllo totale del mercato.

Pubblicato da Luca Scialò

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