APRE “LA REGGIA DESIGNER”, L’ENNESIMO CENTRO COMMERCIALE TRA NAPOLI E CASERTA. MA I PUNTI OSCURI NON MANCANO…

Ha iniziato la sua attività l’Outlet “La Reggia Designer” di Marcianise, con tanto di mega fiocco rosso sull’ingresso e palloncini dello stesso colore liberati nell’aria, mentre i trampolieri e gli animatori ballavano sulle note di “Felicità” di Albano e Romina Power. La benedizione è stata affidata al vescovo di Caserta Farina.
“La Reggia designer” ha la caratteristica di concentrare molte grandi firme in uno spazio che esteticamente ricorda molto Caserta centro, con tanto di fontana, panchine, piante e un riposante color salmone; è sorto nei pressi del “Centro Campania” (altro centro commerciale “fiore all’occhiello” dell’economia casertana), ed è ubicato a pochi metri dall’uscita autostradale “Caserta sud”. Il Centro inaugurato oggi si estende, in questa prima fase del progetto, su un’area di 17.500 metri quadrati suddivisi in circa 65 negozi di importanti marchi di moda, oltre a caffè e ristoranti, mentre ultimata la seconda fase del progetto, che prevede un impegno di spesa complessivo di 120 milioni di euro, i negozi saranno 140 su di un’area complessiva di 26.500 metri quadrati.

Ma non sono tutte rose e fiori; basta dare voce e rilevanza alle proteste verificatesi durante l’inaugurazione per rendersene conto.
Dopo la festa all’ingresso prima descritta, c’è stata una conferenza stampa con Gary Bond (ceo European Development di McArthurGlen), Luigi Battuello (country manager per il Sud Europa di McArthurGlen), Jacopo Mazzei (presidente e a.d. del gruppo R.d.m.), il sindaco di Marcianise Antonio Tartaglione, ed il Presidente della Regione Campania Antonio Bassolino.
Un momento prima che prendesse la parola il sindaco Tartaglione, un gruppo di imprenditori del “Polo della Qualità” hanno cercato di prendere la parola per protestare contro l’inaugurazione dell’Outlet. Si tratta di imprenditori che probabilmente hanno perso parecchi soldi nell’investimento del “polo commerciale” che fu inaugurato nel settembre del 2007 sempre a Marcianise alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Tra l’imbarazzo dei giornalisti e quello dei relatori, due persone hanno cercato di avvicinarsi al tavolo di rappresentanza gridando all’indirizzo del sindaco di Marcianise. I due, insieme agli altri contestatori, sono stati redarguiti dal moderatore e poi allontanati dalla vigilanza.
Ecco il video dell’inaugurazione (da cui si può anche vedere com’è all’interno l’Outlet), e della contestazione: http://napoli.repubblica.it/multimedia/home/23146161
Il Sindaco ha potuto quindi fare il suo intervento, sottolineando l’importanza dell’aver aperto tale attività, inserendo nei meriti anche l’ex Sindaco di Marcianise Filippo Fecondo, pure lui presente in sala. Nel suo intervento il Governatore Antonio Bassolino ha insistito sulla necessità di poter contare per lo sviluppo del territorio su capitali stranieri; ha altresì cercato di chiudere le polemiche dicendo che il compito degli amministratori è quello di favorire lo sviluppo e l’intrapresa privata.
Ma le polemiche degli operatori del Polo della Qualità, che tra l’altro sono proseguite con l’aggressione all’ex presidente del Polo Guglielmo Aprile, non sono le uniche voci contestatrici. Infatti, 18 mila commercianti di Napoli e provincia, rappresentati dalla Federazione Moda Napoli, hanno depositato il ricorso al Tar contro l’outlet “La Reggia” di Marcianise, per diverse presunte irregolarità presentate dal progetto: l’impatto ambientale; il congestionamento del traffico nella zona, già pesante per la presenza del Centro Commerciale “Campania”; la costruzione dei posti auto nelle aree verdi come “parcheggi a raso” invece che interrati; il fatto che l’outlet doveva essere costruito entro 18 mesi dalla Conferenza di Servizi (2004) ed invece è stato realizzato dopo 6 anni. Infine si contesta la ricaduta occupazionale che se prevede a regime 1000 posti di lavoro, nel contempo, provocherà altresì la chiusura di 1000 negozi al dettaglio, con la conseguente perdita del lavoro per 5000 persone.
All’azione legale dei commercianti partenopei e casertani, fa eco la Confesercenti di Caserta, che per bocca del Presidente provinciale Maurizio Pollini, si chiede quale sarà il futuro per le piccole e medie imprese, e per le microimprese del settore commerciale ed artigianale locale, già in forte crisi e che sicuramente non possono reggere la concorrenza con le grandi catene commerciali.
Ma oltre alle polemiche interne al settore del commercio, non sono mancate quelle prettamente politiche; infatti i consiglieri comunali di Marcianise appartenenti all’Udc ed ai Popolari Liberali hanno deliberatamente disertato la cerimonia inaugurale in segno di protesta contro la proprietà dell’Outlet perché, secondo loro, non sarebbero stati assunti abbastanza lavoratori del territorio cittadino, violando un documento di intesa espressamente redatto dai rappresentanti di McCarthurGlen con il Comune di Marcianise. Sullo stesso argomento è da segnalare la presa di posizione dei consiglieri di opposizione che hanno chiesto, attraverso un manifesto, le dimissioni del Sindaco Antonio Tartaglione (di centro-destra).
Insomma, in Campania si apre l’ennesimo centro commerciale tra Napoli e Caserta; nell’ultimo decennio vi è stata una proliferazione in queste due province, soprattutto nella zona a Nord di Napoli (tra Casoria, Afragola e Casalnuovo) e nel casertano in quel di Marcianise. Centri commerciali spuntati come funghi in terre inutilizzate, che hanno mandato altresì in tilt il traffico extraurbano su strade spesso dissestate o allagate causa qualche giorno di pioggia, e che sovente non reggono l’alto flusso di auto che piomba sulle strade, tra chi torna da lavoro e chi esce o si reca in questi luoghi di perdizione commerciale.
Secondo Saviano e in realtà per molti noi campani, i centri commerciali rappresentano un ottimo modo per la camorra di mettere in circolo i propri soldi e ovviamente estendere i propri guadagni; su alcuni poi girano anche delle leggende popolari (fino a che punto sono leggende?), come quella sul “Vulcano Buono” (centro commerciale aperto a Nola, che ha come caratteristica la forma esterna del Vesuvio) che la vorrebbe costruito su un ex discarica abusiva e che starebbe pertanto mettendo in pericolo la vita di chi ci lavora quotidianamente; o ancora, quella sull’Auchan di Giugliano, che vorrebbe nei pilasti esterni il nascondimento di diversi cadaveri di vittime di camorra.
Certo, tali centri sono anche una buona fonte di occupazione, visto che occupano nell’insieme migliaia di giovani e meno giovani, e offrono anche un passatempo alternativo; ma al contempo, sono anche un’ottima fonte di voti clientelari per i politici locali che così possono assicurarsi un po’ di elettorato “piazzando” a lavorare gente un po’ qua e un po’ là.
E questa è anche una buona ragione per cui su quelle ampie distese di terra incolte (soprattutto perché ormai non è più possibile coltivarci, essendo stati su di essa riversati litri e litri di rifiuti tossici industriali) difficilmente vedremo sorgere case popolari, che farebbero comodo a tante persone alle prese con l’annoso problema dell’abitazione. L’Italia è solo al 7% dell’edilizia popolare rispetto al 30% della Germania (complici anche le abitazioni di natura pubblica vigenti nell’ex Germania est, un tempo socialista, che innalzano di molto la media nazionale).
Perché far sorgere delle case pubbliche quando al loro posto si può dar vita a centri commerciali che danno tanto lavoro a futuri elettori potenziali e che possono far guadagnare fior fior di milioni di euro alla camorra, la cui presenza grava su ogni prodotto ivi acquistato?
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