ANCHE LA WHIRPOOL IN FUGA DALL’ITALIA

ANCHE LA WHIRPOOL IN FUGA DALL’ITALIA

LA MULTINAZIONALE AMERICANA PRODUTTRICE DI ELETTRODOMESTICI HA ANNUNCIATO TAGLI PARI A MILLE POSTI DI LAVORO, 600 NELLA SOLA VARESE

Anche la Whirpool vuole fuggire dall’Italia. La multinazionale produttrice di elettrodomestici ha annunciato un piano di ristrutturazione pari a 1000 esuberi nei suoi stabilimenti italiani, di cui 600 solo nelle sedi varesine di Cassinetta e Comerio. Giovedì scorso l’incontro con i Sindacati, durante il quale hanno ribadito il proprio piano.


IL PIANO PREVISTO – Il colosso dell’elettrodomestico ha avviato un piano di razionalizzazione che prevede la chiusura di una fabbrica, quella dove viene realizzato il frigorifero side-by-side, un prodotto di alta gamma che ha subito una forte contrazione nelle vendite. Giovedì i dirigenti della Whirlpool hanno incontrato le rappresentanze sindacali nella sede dell’Unione industriali di Varese e, al termine di una lunga riunione, hanno confermato la volontà di procedere con i licenziamenti, ma anche quella di investire sul centro di ricerca e sviluppo di Cassinetta di Biandronno e su quello direzionale di Comerio, individuandoli come “centri nevralgici delle operazioni di Whirlpool per la regione che copre l’Europa, il Medio Oriente e l’Africa e la volontà di investire circa 42 milioni di euro nel triennio 2011-2013 per innovazioni di prodotto e processo e per la ricerca tecnologica”.
Se da un lato l’azienda dice di voler investire su prodotti dall’alto contenuto tecnologico, per far fronte alla contrazione della domanda e all’aggressione dei nuovi competitori, dall’altro ha confermato “il piano di interrompere la produzione dei frigoriferi side by side, che, posizionati in una fascia di prezzo che ha visto una contrazione del 45% dal 2007, hanno uno svantaggio competitivo enorme in termini di struttura e costi di prodotto e di volumi di produzione”. Una conferma che si traduce da sola nel taglio di 250 posti di lavoro, puntualizzando però che la dismissione avverrà gradualmente.

LO STORICO IMPIANO DI CASSINETTA – Quelli di Cassinetta sono gli stabilimenti della Ignis di Giovanni Borghi, il capitano d’industria che ha sdoganato l’elettrodomestico nell’Italia degli anni sessanta. Attorno alla Ignis, non solo in provincia di Varese (negli anni sono stati aperti stabilimenti anche a Napoli, Siena e Trento), è nato un indotto che ha significato ricchezza per migliaia di famiglie.
Varese non è la prima comunità che la Whirpool lascia senza lavoro. Nel giugno 2010 avviene di fatti la chiusura dello stabilimento di Evansville (Indiana, (produzione di frigoriferi) aperto nel 1956, che non risulta più competitivo a fronte di un costo orario del lavoro di 18 $ contro i 4 $ di analoga produzione in Messico, dove infatti viene trasferito. Lasciando così Evansville senza più fabbriche e 1000 dipendenti senza impiego.

LA STORIA DELLA WHIRPOOLLa Whirlpool Corporation viene fondata nel 1911 a St. Joseph, nel Michigan, dai fratelli Louis, Frederick ed Emory Upton, con la denominazione Upton Machine Company .
Il primo prodotto a marchio Whirlpool viene lanciato nel 1950. La sua sede principale viene trasferita a Benton Harbor nel 1956, sempre nel Michigan.
Nei decenni successivi l’azienda cresce, si espande a livello internazionale, e nel 1988, insieme a Philips, crea una joint-venture denominata Whirlpool International, poi acquisita totalmente dalla società americana nel 1991.
Dal 2006, con l’acquisizione della Maytag Corporation, fino ad allora, sua principale concorrente nel mercato statunitense, Whirlpool è divenuto il maggior produttore mondiale di elettrodomestici, sorpassando la Electrolux.
È presente in tutto il mondo attraverso diversi marchi e società, tra cui Maytag, KitchenAid, Jenn-Air, Amana, Gladiator Garage Works, Inglis, Estate, Brastemp, Bauknecht, Consul ed Ignis, acquisite nel corso degli anni.
L’azienda è inserita nella lista Fortune 500 ed è quotata in Borsa al New York Stock Exchange.

La solita strategia al ribasso delle Multinazionali, che tolgono e piazzano bandierine in giro per il Mondo laddove c’è forza lavoro da sfruttare.

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