Anakinra, il farmaco che riduce di oltre il 50% la mortalità dei pazienti Covid-19

anakinra covid-19

Le cure alternative al Covid-19 sono diverse, come dimostra questo documentario del sempre ottimo Massimo Mazzucco, non a caso censurato da Youtube.

Tra queste c’è anche quella a base di plasma promossa dal dottor De Donno, morto suicida lo scorso luglio, del quale ho parlato qui. Molto adoperata, tra l’altro, in Russia. Ma in Italia il tutto viene soppresso, perché bisogna spingere a tutta forza l’uso dei vaccini.

Un’altra speranza alternativa proviene dal farmaco Anakinra, presentato da Nature Medicine. Rivista scientifica che prendendo come fonte uno studio internazionale, asserisce che un utilizzo «precoce e mirato» del farmaco, in combinazione con la terapia standard, sia in grado di dimezzare la mortalità, ridurre i ricoveri e abbattere la spesa ospedaliera.

Cerchiamo di capirne di più.

Anakinra cos’è

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Immagine da Open

Come riporta Il Primato Nazionale, ci sono vari istituti di cura italiani, tra cui l’IRCCS Ospedale San Raffaele che già dal 2020 — primi al mondo — avevano scoperto l’efficacia di Anakinra in tal ambito.

Interessante è per esempio quello condotto dal professor Giulio Cavalli, immunologo dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, e coordinato dal professor Lorenzo Dagna, primario dell’Unità di Immunologia, Reumatologia, Allergologia e Malattie rare dello stesso istituto.

Così Dagna parla del farmaco:

Anakinra, farmaco in commercio da vent’anni e usato per trattare l’artrite reumatoide e altri gravi patologie infiammatorie, era un candidato ideale

E’ un farmaco che esiste da tanti anni e che conosciamo perfettamente». E’ immediatamente disponibile, «sapevamo che era sicuro e che aveva effetti collaterali quasi nulli: la buona tollerabilità deriva dal fatto che si tratta di una molecola replica di una proteina umana. Anakinra era poi maneggevole nell’uso, anche in situazioni critiche

Poi è entrato più nei particolari riguardo l’utilizzo contro il Covid-19:

Il farmaco poteva ridurre di oltre il 50% la mortalità dei pazienti trattati rispetto a quelli che ricevevano solo le cure standard. Col professor Giulio Cavalli abbiamo illustrato i risultati in una ricerca pubblicata su Lancet Rheumatology

L’efficacia di Anakinra per il Covid-19

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Immagine dall’archivio

Quali sono i vantaggi di Anakinra rispetto al Covid-19? Sempre il professor Lorenzo Dagna dà alcuni numeri incoraggianti:

L’uso precoce e mirato di Anakinra, in combinazione con la terapia standard, riduce la mortalità e i ricoveri in terapia intensiva, aumentando la guarigione completa nei pazienti Covid-19 ricoverati con prognosi sfavorevole dovuta al rischio di insufficienza respiratoria grave. La diminuzione della mortalità relativa è stata del 55%. La percentuale dei pazienti che hanno ottenuto la guarigione entro 28 giorni supera il 50% mentre il numero di pazienti con malattia grave stazionaria è stato ridotto del 54%.

Il tempo medio di dimissione dall’ospedale e dalla terapia intensiva è infine stato ridotto rispettivamente di 1 e 4 giorni. Ora lo studio è in valutazione all’Ema per una possibile autorizzazione formale all’impiego del farmaco per la cura del Covid-19

Anakinra quanto costa

Ottime notizie anche per quanto concerne i costi. Anakinra costa circa 25 euro a iniezione, l’intero trattamento si aggira sui 250 euro. Se si considera che una giornata di terapia intensiva a un ospedale costa 2.000-2.500 euro e che Anakinra può portare a una riduzione del ricovero pari a quattro giorni, i conti sono presto fatti: circa 10 mila euro di intensiva contro 250 euro di trattamento con questo farmaco.

Appunto, i conti. Ogni ricovero per Covid-19 ad un ospedale frutta comunque denaro, come denunciato in quest’articolo.

Le responsabilità di AIFA

aifa logo
Immagine dalla pagina Facebook

Se è vero che si attende l’ok definitivo di EMA per poter usare Anakinra in modo ufficiale, l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha comunque facoltà di poter fare scelte autonome secondo quelle che sono la validità di dati che vengono sottoposti da parte di alcuni sperimentatori. Come previsto dalla normativa 648.

Lo denuncia Sergio Lai, vice presidente e general manager di Sobi (Swedish Orphan Biovitrum). L’industria biofarmaceutica multinazionale che ha supportato lo studio «Save-more».

Ma Aifa ha deciso di declinare queste richieste. Facciamoci due domande…

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